Banche i tassi negati sui depositi

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Banche: i tassi negati sui depositi

Se si applicassero dei tassi negati sui depositi, al di là della direzione del cambiamento delle banche, ci sarebbe sicuramente una variazione nel sistema creditizio. Secondo alcuni se ne avvantaggerebbe tutta la società, secondo altri sarebbe l’inizio della fine delle banche.

Il vice presidente della BCE che è Victor Constancio, è intervenuto di recente sul sistema creditizio parlando ai microfoni della CNBC. Constancio ha detto che se si aumentassero i tassi d’interesse negativi sui depositi, potrebbero aumentare i profitti del settore bancario perchè gli istituti di credito dovrebbero investire in asset diversi.

Gli effetti di un’introduzione dei tassi negativi sui depositi sono difficili da prevedere, però le banche potrebbero di certo aumentare il numero di attività, magari ampliare la rete del credito e aumentare i profitti potenziali.

I tassi negativi sui depositi, infatti, comportano che le banche paghino per tenere soldi depositati presso la BCE, nei forzieri dell’Eurotower. Il settore bancario, così messo alle strette, potrebbe reagire aumentando i prestiti e mettendo nuova linfa nel mercato. Constancio non ha fatto questa proposta a caso, ma ha anche portato in primo piano un caso emblematico, quello della Danimarca che rispondendo all’aumento dei costi del deposito, è riuscita ad aumentare i suoi benefici economici.

Tassi bancari negativi: facciamo chiarezza

Tassi di interesse negativo che potrebbero applicare le banche sui conti correnti da cosa derivano?

Dopo l’annuncio che Unicredit applicherà i tassi bancari negativi su alcuni conti correnti dei propri clienti (si parla dei conti con depositi superiori ai 100mila euro) l’apprensione di molti nostri lettori sta crescendo al punto che in diversi ci hanno scritto per chiederci un chiarimento al riguardo. Un nostro lettore ci ha chiesto: Tassi negativi. Mi interessa l’argomento sui tassi bancari negativi.

Tassi bancari negativi

L’indicazione di Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, di applicare anche ai clienti i tassi di interesse negati ha fatto discutere ma non può certo essere considerato un fulmine a ciel sereno visto che in Svizzera e Danimarca già si applica.

Viene definita una tassa sui depositi anche se viene limitata soltanto ai conti correnti con elevata giacenza, è di difficile realizzazione in Italia, soprattutto in tempi brevi.

Le indicazioni di Mustier, tra l’altro, sono state fatte a nome dell’Ebf e non di Unicredit, non dovrebbero far paura nel breve termine. In Italia, infatti, non si parla ancora di applicare i tassi negativi ai conti correnti dei clienti che, tra l’altro, da diversi anni hanno un rendimento pari allo zero se non vincolati.

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Perchè sembra di difficile applicazione questa misura nel nostro paese? La cosa metterebbe in difficoltà le banche e i clienti, ma anche le imprese e il territorio e a trarne beneficio sarebbe unicamente Poste Italiane che sarebbe pronta a raccogliere i clienti in fuga dalle banche.

L’ipotesi, quindi, al momento appare ancora molto lontana nella realizzazione anche se l’indicazione di Mustier ha scatenato il panico tra i clienti di Unicredit.

Tassi di intersse negativo: perchè?

A cosa si riferisce Mustier quando parla dell’applicazione dei tassi di interesse negativo ai conti correnti con depositi superiori a 100mila euro? Da dove derivano i tassi negativi?

La BCE, per incentivare la banche a prestare i soldi ai clienti, applica tassi di interesse negativi al denaro che le banche depositano in BCE (denaro non prestato, quindi). La proposta è di applicare i tassi negativi applicati dalla BCE ai clienti con giacenze più alte per recuperare quanto perduto. Al momento questa politica in Italia non si applica ma le indicazioni di Mustier hanno creato qualche preoccupazione.

Tassi di Interesse Negativi sui Conti Correnti (C/C). I Pericoli secondo Associazione “Codici”

Secondo l’associazione per la difesa e la tutela dei consumatori denominata “Codici”, l’applicazione di tassi negativi sui conti correnti (C/C) dei risparmiatori potrebbe nascondere e celare dei pericoli e creare dinamiche pericolose a svantaggio proprio dei clienti di questi istituti bancari che sceglieranno di appoggiare la scelta di Unicredit.

Come ben sappiamo, il numero uno della banca Unicredit, Mustier, ha recentemente promosso quest’iniziativa volta a riflettere le scelte di politica monetaria espansionistica da parte della BCE al fine di promuovere l’economia utilizzando la leva in possesso, sui conti correnti. In parole povere, i correntisti dovranno “pagare” lo stesso tasso d’interesse negativo che le banche pagano sui depositi presso la Banca Centrale Europea.

Dopo aver inizialmente parlato di applicare questa politica sui conti correnti che detengono somme di denaro superiori a 100.000€ scatenando l’ira di parecchi correntisti già pronti a cambiare istituto, Mustier ha fatto un passo indietro anche rilevando che nessun altro istituto bancario italiano per ora segue la stessa decisione.

In un comunicato Unicredit ha sottolineato che applicherà questa soluzione strategica solamente sui conti correnti che detengono più di un milione di euro per la parte eccedente tale soglia: meno dello 0,1% dei correntisti dunque.

Tassi Negativi sui Conti Correnti: I Pericoli e le Paure secondo Codici

Nonostante Unicredit abbia fatto un piccolo passo indietro, l’associazione di consumatori Codici ritiene che i pericoli si celino proprio dietro l’angolo. Inoltre, questa dinamica porrà seri dubbi inerenti il rapporto di fiducia alla base dei conti correnti stessi, basato sul fatto che le persone depositano i loro soldi sui C/C aspettandosi un tasso di interesse sulla cifra deposita e di poter fruire di vari servizi ovviamente pagando un giusto prezzo.

Il Segretario dell’Associazione Codici, Davide Zenon, afferma che questo di Unicredit sia un precedente pericoloso anche perché si tratta del primo caso registrato in Italia. Nonostante la banca abbia poi rivisto la platea sulla quale sarà applicato l’intendimento, come detto minore dello 0,1%, l’associazione è preoccupata dal provvedimento perché ciò potrebbe influenzare le decisioni anche di altri istituti.

Ciò scatenerebbe una concorrenza fortissima per accaparrarsi i soldi dei risparmiatori da gestire sui propri conti correnti e ad esser danneggiati potrebbero essere proprio i correntisti anche perché in un simile turbillion nascerebbero sicuramente fraintendimenti e troverebbero posto alcuni malintenzionati per sfruttare la situazione.

A tal fine l’associazione pone la lente di ingrandimento proprio sulle “soluzioni alternative” ipotizzate finora da Unicredit per la parte eccedente. L’istituto, infatti, darà la possibilità ai correntisti soggetti ai tassi di interesse negativo, di sottoscrivere strumenti opzionali e fruttiferi in modo da non perdere soldi sicuramente.

Molto spesso, sottolinea Codici, alcune soluzioni dedicate al risparmio hanno condotto a problematiche serie e a perdere tutto, come nel famoso caso degli investimenti in diamanti. Occorre fare attenzione perché non sempre il risparmiatore ha chiare nozioni di investimento e non si rende conto del livello di rischio proposto dai vari consulenti delle banche, i quali spingono per soluzioni molto fruttuose, ma anche molto rischiose.

Sarebbe il caso di ricorrere a strumenti con bassi rischi e interessi minori e che le Banche che opteranno per la stessa strategia di Unicredit optino per la prudenza e mettano in campo anche tutti gli strumenti utili ed idonei a redarguire il potenziale sottoscrittore di queste soluzioni di investimento alternative attraverso un’opera di educazione finanziaria.

Opera che è stata sempre abbastanza carente in Italia, tranne in rare eccezioni come quella di Banca Intesa Sanpaolo, sottolinea Zanon concludendo che:

“(…) non è questa la strada da percorrere per tutelare i risparmiatori, perché così si rischia di mettere in difficoltà i clienti che potrebbero subire una perdita di valore dei soldi depositati in banca e danneggiare anche l’intero settore bancario”.

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