Conoscere le opzioni le Call

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Conoscere i derivati – Le Opzioni

All’interno del vasto e variegato mondo dei derivati finanziari, le opzioni possiedono un fascino particolare. La svariata gamma di impieghi che caratterizza questa tipologia di strumenti spazia dalle strategie di copertura a quelle di speculazione, fino ad arrivare ad utilizzi ancora più sofisticati: le opzioni si configurano per esempio come validi strumenti per interpretare le attese degli operatori in merito all’andamento futuro dei prezzi, grazie al calcolo della volatilità implicita in esse.

I contratti di opzione possono avere caratteristiche tecniche estremamente eterogenee e possono essere negoziati in mercati regolamentati e Over The Counter (non regolamentati): nel secondo caso i prodotti sono caratterizzati dalla possibilità di una maggiore personalizzazione.

Cos’è un contratto di opzione

Acquistare un’opzione significa innanzitutto acquistare un diritto: in particolare l’acquirente ottiene, dietro il pagamento di un premio (cioè del prezzo di acquisto dell’opzione) un diritto ad acquistare (opzione Call) o vendere (opzione Put) un determinato sottostante, ad un prezzo stabilito (Strike Price), in una data futura. Specularmente, chi vende un’opzione conferisce tale diritto alla controparte, ricevendo in cambio il premio. Acquistando un’opzione Call, dunque, fissiamo un prezzo al quale potremo acquistare a termine il sottostante (ad esempio un titolo azionario), indipendentemente da quale sarà il suo prezzo di mercato in quella data futura: se alla data di scadenza il prezzo del titolo sarà superiore al prezzo stabilito dal contratto, il soggetto che detiene il diritto lo eserciterà, pagando in questo modo il sottostante meno del suo valore di mercato. È importante ricordare che l’acquisto dell’opzione non prevede l’obbligo di esercizio del diritto: se infatti a scadenza il prezzo non dovesse essere conveniente, il detentore deciderà semplicemente di non esercitare il suo diritto. Lo stesso discorso vale per le opzioni di tipo Put, le quali permettono a chi acquista il diritto di vendere il sottostante ad un prezzo prestabilito in una data futura. Quest’ultimo assumerà dunque una posizione ribassista: se il prezzo a scadenza sarà inferiore allo Strike Price, il detentore del diritto potrà vendere alla controparte il sottostante ad un prezzo superiore al suo valore reale.

La Moneyness

Aspetto fondamentale della valutazione di un contratto di opzione è la sua Moneyness, cioè la possibilità che, a scadenza, l’esercizio dell’opzione consenta la realizzazione di un profitto. Un’opzione si definisce infatti In The Money (ITM) quando l’esercizio immediato consentirebbe di acquistare (o vendere) il sottostante a condizioni favorevoli rispetto al mercato, mentre si definisce Out Of The Money (OTM) quando le condizioni di esercizio non sarebbero favorevoli al momento. Quando il prezzo di un’opzione corrisponde esattamente al suo Strike Price, si dice che l’opzione è At The Money (ATM): in questo caso per il detentore del diritto è indifferente esercitarlo o meno, poiché il prezzo al quale potrebbe acquistare è identico al prezzo di mercato. Nel corso della sua vita un contratto di opzione può vedere variazioni significative della sua Moneyness determinate non solo dalle oscillazioni del prezzo del sottostante, ma anche dalle aspettative del mercato sul titolo. Spesso il pagamento avviene con il metodo del cash settlement: in questo modo le controparti non si scambiano l’intero valore, ma solo i flussi di cassa netti dell’operazione.

Europee, Americane ed Esotiche

Per quanto concerne la data in cui il detentore dell’opzione ha il diritto di esercitarla esistono due tipologie “tradizionali” di contratti: opzioni di tipo europeo e opzioni di tipo americano. Le prime sono caratterizzate da una data di esercizio rappresentata dalla sola data di scadenza del contratto, mentre le opzioni di tipo americano permettono all’acquirente di esercitare il proprio diritto all’interno di una o più finestre temporali prestabilite. L’ingente vantaggio determinato dalla flessibilità dalla seconda tipologia di contratto, tuttavia, rende le opzioni americane più costose di quelle europee. Accanto a queste due forme contrattuali si sta facendo spazio una terza tipologia di opzioni, definite opzioni esotiche, che offrono livelli di flessibilità e personalizzazione ancora maggiori, a fronte però di costi decisamente sostenuti.

Tipologie di sottostante

Le opzioni si differenziano anche per la natura dell’attività sottostante. Generalmente si distinguono quattro tipologie di contratti: opzioni su tassi di interesse, su tassi di cambio, su titoli o indici del mercato azionario e su commodities. Tra le opzioni del primo tipo gli esempi più diffusi sui mercati sono i contratti di Cap e Floor, cioè dei contratti attraverso i quali gli acquirenti possono fissare un limite al rialzo (Cap) o al ribasso (Floor) dei tassi di interesse: in questo modo l’acquirente di un’opzione Cap (Floor) ottiene dalla controparte un pagamento quando il tasso di interesse sottostante sale al di sopra (scende al di sotto) del tasso Strike di riferimento, ottenendo in questo modo copertura dall’evento indesiderato. Questa tipologia di opzioni, a differenza delle altre, non verrà esercitata a scadenza o all’interno di una finestra temporale, ma è caratterizzata da una serie di date prefissate (date di fixing) in corrispondenza delle quali avverrà l’eventuale pagamento. Quest’ultimo sarà rappresentato dalla differenza tra il valore di fixing (cioè il valore del tasso in quella data) ed il tasso Strike dell’opzione, moltiplicata per un ammontare di denaro stabilito dalle controparti alla stipula del contratto (nozionale).

Le opzioni sui tassi di cambio permettono, a scadenza, di acquistare o vendere una determinata valuta ad un cambio Strike espresso in un’altra valuta, e permettono di coprirsi da oscillazioni nei tassi di cambio. Acquistando, ad esempio, un’opzione CallEuro/PutUsd a 1,20 l’acquirente ottiene la facoltà a scadenza di acquistare Euro in cambio di Dollari al tasso di cambio di 1,20, indipendentemente dal tasso di mercato in quel momento. In questo caso chi compra si sta proteggendo dal deprezzamento della valuta Dollaro: se infatti il dollaro si deprezzasse otterrebbe meno Euro in cambio, ma in questo modo può “bloccare” il tasso di cambio, garantendosi di non vendere ad un valore peggiore di 1,20.

Per quanto riguarda le opzioni su azioni, indici azionari e commodities, esse conferiscono a scadenza il diritto di acquistare o vendere una certa quantità di sottostante (ad esempio 100 azioni Apple) ad uno Strike prefissato. Questo permette ai contraenti di speculare sul prezzo di un titolo o di coprirsi da oscillazioni nel valore dello stesso.

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Un esempio

Per rendere più chiaro il funzionamento di un contratto di opzione vediamo infine il semplice esempio di un’opzione Call su un titolo X partendo dal grafico del suo payoff.

Come si evince dal grafico, il contratto prevede il pagamento di un premio, che costituisce una “perdita” per l’acquirente del contratto. Acquistando una Call si assume una posizione rialzista su X: chi detiene il diritto di acquistare al prezzo Strike, spera che a termine l’azione X valga di più, in modo da “comprare a meno qualcosa che vale di più”. Sull’asse delle ascisse troviamo il prezzo del sottostante. A termine potremo avere quattro situazioni:

  • Il prezzo del titolo è inferiore allo Strike (OTM): in questo caso non vi sarà convenienza ad esercitare la Call, si registra una perdita pari al premio pagato
  • Il prezzo del titolo è pari allo Strike (ATM): in questo caso sarà indifferente esercitare o meno l’opzione, si registra una perdita pari al premio pagato
  • Il prezzo del titolo è superiore allo Strike (ITM): in questo caso vi sarà convenienza ad esercitare l’opzione

In seguito viene proposto un breve esempio del payoff di un’opzione Call, con premio pari a 1,5 e Strike pari a 5, su una azione X. I numeri in giallo rappresentano ipotesi di prezzi che X potrà assumere a scadenza.

Per quanto riguarda i profili di payoff delle altre possibili posizioni (Vendita Call, Acquisto Put, Vendita Put) l’immagine sottostante è particolarmente efficace nel dimostrare la specularità delle posizioni.

Le opzioni call

Dopo aver introdotto il concetto di opzione, illustrandone gli aspetti generali, continuiamo la nostra analisi analizzando le opzioni di tipo call, ossia le opzioni di acquisto

di Daniele Tortoriello

Le opzioni call sono contratti stipulati tra due contraenti che, dietro il pagamento di un premio al venditore, attribuiscono al compratore la facoltà di acquistare in futuro dal venditore stesso (facoltà di esercitare l’opzione) una data attività, a un certo prezzo, il prezzo di esercizio (o strike price). Ricodiamo che se tale esercizio può essere effettuato unicamente a scadenza, si parla di opzioni call europee, mentre se l’esercizio è consentito in ogni momento, successivo alla conclusione dell’opzione, fino alla scadenza, si parla di opzioni call americane.

Quando è conveniente esercitare un’opzione call? Sarà conviente quando mi permette di acquistare una certa attività ad un prezzo inferiore al suo prezzo di mercato. È possibile distinguere di conseguenza le seguenti tre condizioni:

  1. opzione call in the money: il prezzo di mercato è maggiore del prezzo di esercizio (nel caso di prezzo di mercato molto superiore al prezzo di esercizio si parla di opzione call deep in the money);
  2. opzione call at the money: il prezzo di mercato è uguale al prezzo di esercizio;
  3. opzione call out of the money: il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di esercizio (nel caso di prezzo di mercato molto inferiore al prezzo di esercizio si parla di opzione call deep out of the money).

Chiariamo ora alcuni aspetti relativi ai guadagni e alle perdite conseguibili con l’acquisto o la vendita di una call. A tal fine dobbiamo tenere in considerazione anche il premio dell’opzione pagato dall’acquirente, che esprime il prezzo o il valore dell’opzione. Quando un’opzione è in the money è sempre conveniente il suo esercizio, ma non è detto che il risultato globale dell’operazione sia positivo: la differenza tra prezzo di mercato e prezzo di esercizio potrebbe non compensare il premio pagato all’inizio del contratto. Pertanto il punto di pareggio per l’aquirente di una call è costituito da un prezzo di mercato dell’asset sottostante uguale al prezzo di esercizio aumentato del premio.

Possiamo quindi concludere che:

a) acquirente call:

  1. perdita massima uguale al premio pagato: nel caso le condizioni di mercato non rendano conveniente l’esercizio dell’opzione non si hanno altri obblighi e l’unico esborso è costituito dal premio;
  2. guadagno massimo potenzialmente illimitato: si usa questa notazione per indicare il fatto che non è possibile conoscere il valore futuro di mercato del sottostante; questo potrebbe anche crescere in maniera illimitata e quindi la differenza tra prezzo di mercato e prezzo di esercizio guadagnata dal compratore potrebbe essere illimitata;

b) venditore call:

  1. guadagno massimo uguale al premio pagato: nel caso le condizioni di mercato non rendano conveniente l’esercizio dell’opzione il premio è comunque acquisito;
  2. perdita massima potenzialmente illimitato: come spiegato per l’acquirente, non è possibile conoscere il valore futuro di mercato del sottostante; il venditore potrebbe essere costretto a vendere il sottostante a un prezzo decisamente inferiore al prezzo di mercato.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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Opzioni Trading: ecco cosa sapere per investire in Opzioni

Opzioni Trading: di cosa si tratta e per quale motivo oggi molti investitori sono attratti da questo strumento? Cercherò di spiegarlo in maniera semplice nella speranza che queste informazioni possano essere utili.

Sia che siate degli investitori professionisti che investitori alle prime armi, questo articolo ha lo scopo di fornirvi delle linee guida su come funzionano le opzioni borsa. Sarà mio compito, quindi, spiegare similitudini e differenze con tutti gli altri strumenti finanziari, parlare di alcune metodologie di trading e cercare di capire quali sono gli errori più comuni quando si decide di investire nel mercato delle opzioni.

Opzioni Trading: introduzione alle opzioni finanziarie

Esistono tanti strumenti per investire sui mercati: sia che preferiate i Futures, piuttosto che le Azioni o gli Exchange Traded Fund, conoscere le basi delle opzioni e del trading in opzioni è ormai indispensabile. La prima cosa da dire è che non stiamo assolutamente parlando di Opzioni Binarie. Questo strumento è ormai stato reso illegale dalle autorità, per quanto sia stato in voga per tantissimi anni prima che il legislatore ponesse un freno.

Ma le Opzioni Binarie erano una truffa!

Qui, invece, parliamo delle Opzioni professionali e avremo modo di capire il funzionamento a tutto tondo. Partiremo dagli strumenti base per capire la borsa opzioni, fino a descrivere il reale funzionamento di opzioni call e put.

Ma quindi, cos’è un’opzione?

Quando parliamo del mercato opzioni ci riferiamo a dei contratti che permettono ad un investitore di comprare o vendere un sottostante, che diventerà il soggetto del contratto, ad un prezzo precedentemente determinato e per un dato periodo di tempo.

Facciamo un esempio pratico: mediante un opzione io sono nelle condizioni di poter bloccare il prezzo di acquisto o di vendita di un determinato sottostante, ad una scadenza prefissata. Gli strumenti su cui posso investire in opzioni sono i più svariati: può essere un titolo, un ETF, piuttosto che un indice o una materia prima.

Il trading in opzioni avviene sul mercato delle opzioni che ha il compito di permettere lo scambio di opzioni basate sui titoli. Le opzioni sono considerate uno strumento abbastanza versatile. Questo perché la possibilità di comprare o vendere rappresenta un diritto per chi sottoscrive un contratto di opzione, e non un obbligo. Spiegheremo avanti questo concetto in maniera più approfondita.

Opzione Call

Si tratta di quell’opzione che permette all’investitore di comprare azioni in un secondo momento ad un prezzo stabilito.

Opzione Put

Si tratta di quell’opzione che permette all’investitore di vendere azioni in un secondo momento ad un prezzo stabilito.

Trading Opzioni: Azioni e Opzioni sono la stessa cosa?

Assolutamente no. Come abbiamo avuto modo di vedere, quando si acquista un’azione, si entra, a pieno titolo, a far parte della società. Chi compra azioni, quindi, sta comprando la proprietà dell’azienda, con oneri e onori del caso. Le opzioni, invece, si basano sul prezzo del sottostante. Quindi comprare un’azione e comprare un’opzione su un titolo azionario sono due cose completamente diverse.

Futures e Opzioni sono la stessa cosa?

No, per quanto, rispetto alle azioni, siano più somiglianti ai future. Questo perché anche i Futures sono dei contratti, come le opzioni. In questa fase, però, sarà opportuno dire che, a differenza dei futures, le opzioni ci danno il diritto di chiudere l’investimento in qualunque momento. Il premio dell’opzione sarà, quindi, una percentuale dell’attività del sottostante, in base ai movimenti di mercato registrati.

Opzioni Trading: elementi chiave

Quando introduciamo le opzioni diventa necessario entrare anche nel lessico di questi strumenti di investimento. Abbiamo visto come le opzioni siano uno strumento derivato che danno il diritto (ma non l’obbligo) di comprare o vendere un sottostante. Questa operazione dovrà svolgersi nell’arco di una scadenza stabilita a monte.

Quali sono le parti essenziali per capire le opzioni? Ecco cosa tenere in considerazione:

  • sottostante: Si tratta dello strumento scelto che rappresenta la base della mia opzione. In particolare, si possono acquistare opzioni su: azioni, valute, materie prime, indici o ETF.
  • premio: sarà la quota di capitale che ho investito per sottoscrivere la mia opzione. Si tratta di una somma non recuperabile.
  • il diritto di acquisto o di vendita: dal momento in cui si sottoscrive un contratto di opzione, si potrà decidere se riservarsi il diritto di comprare o vendere il bene sottostante.
  • strike price (prezzo di esercizio): è il prezzo del sottostante all’atto della sottoscrizione dell’opzione.
  • data stabilita (scadenza): è la data entro e non oltre la quale il trader potrà esercitare il suo diritto di comprare o vendere.

Opzioni Trading: derivati o strumenti primari?

È necessario dire che le opzioni sono degli strumenti derivati perché il valore di un’opzione viene dato dalle oscillazioni di prezzo do un bene sottostante.

Diremo quindi che un’opzione ha difatti forma, ma è priva di contenuto. Alla base del contratto, infatti, vi è il prezzo di uno strumento diverso. L’opzione permetterà una valutazione di quel bene secondo dei parametri che approfondiremo in questa guida.

Le Opzioni sono, quindi, a tutti gli effetti dei derivati. Questo significa che si tratta di strumenti finanziari il cui prezzo deriva da qualcosa di esterno, di diverso.

In questo caso specifico diremo che il valore su cui si basa l’opzione non è altro che il prezzo di un’attività sottostante. Questo è uno dei motivi per cui sentirai spesso dire che le Opzioni sono degli strumenti meno rischiosi rispetto alle azioni e ai futures. Ma tutto questo è vero solo nella misura in cui si adotta una strategia corretta, e quindi se ne faccia il giusto utilizzo.

Opzioni Trading: perché scegliere questo investimento?

Se dovessimo fare un accenno storico al mondo delle opzioni diremo che il primo utilizzo lo si riscontra come strumento di copertura.

Con l’andar del tempo, però, le opzioni sono diventate a tutti gli effetti degli strumenti speculativi prediletti dagli investitori, onde generare profitto dai movimenti del sottostante.

  • Se il fine dell’investitore è quello di utilizzare le opzioni come strumento di copertura, significa che voglio assicurarmi il diritto di comprare (o vendere) un bene ma temo le variazioni di prezzo. Il timore, infatti, è quello che il prezzo, nel tempo, possa andare nella direzione opposta a quella che mi aspetto. In quel caso, sottoscrivendo un’opzione, riesco a coprire il rischio di perdere denaro. Per fare un esempio di opzioni su azioni: se sono il più grande produttore di pasta del mio stato, la mia attività sarà strettamente legata al prezzo del grano. Se so, anticipatamente, che devo comprare il grano entro una data futura e temo che i prezzi aumenteranno, comprerò un’opzione CALL , garantendomi il diritto di acquistare grano a prezzo stabilito.
  • Quando il fine dell’investitore è quello di utilizzare le opzioni come strumento speculativo, e quindi con l’obiettivo di realizzare un profitto in base al rialzo o al ribasso del prezzo del sottostante, sottoscrivo l’opzione come mera speculazione finanziaria. Ad esempio: un trader prevede che il prezzo delle azioni Apple andrà a 200$ di qui a 3 mesi. La quotazione, allo stato attuale, è a 100$. L’investitore può decidere di sottoscrivere un’opzione al prezzo di 120$ che gli darà il diritto d’acquisto di un numero X di azioni a quel prezzo. Se la previsione era corretta, e quindi il prezzo arriverà a 200$, l’investitore potrà, entro la data stabilita, comprare quelle azioni ad un prezzo nettamente più basso, generando, quindi, un profitto.

Le tre grandi famiglie di opzioni

  • Le opzioni americane: sono quella particolare tipologia di opzioni ove il diritto di acquisto e di vendita potrà essere esercitato entro la data di scadenza dell’opzione.
  • Le opzioni europee: sono quella tipologia di opzioni che permettono al trader di esercitare il diritto di acquistare o vendere alla data di scadenza esatta.
  • Opzioni esotiche: si tratta di una variante particolare di opzioni che vengono utilizzate solo in casi eccezionali e da parte di investitori particolarmente esigenti.

Ma vediamo adesso la differenza sostanziale tra le opzioni call e le opzioni put che danno il diritto (ma non l’obbligo) di vendere o acquistare titoli, materie prime, indici, ecc.

Opzioni put e call cosa sono?

Opzioni Call

Si tratta di un contratto derivato che da al trader il diritto di acquistare un determinato quantitativo di azioni (in genere a blocchi da 100) di un titolo o una merce a un prezzo specifico e per un certo periodo di tempo determinato.

In buona sostanza: acquistando un’opzione call un trader avrà il diritto di acquistare, in futuro, un tot numero di azioni, obbligazioni o altri strumenti di trading quali gli ETF o Indici.

Quando si acquista un’opzione call è perché l’investitore si aspetta che il sottostante aumenti di valore per poter generare un profitto dal contratto, esercitando il diritto di acquistare il sottostante ad un prezzo più conveniente.

Quali sono le commissioni per un’opzione call e put?

Il trading in Opzioni ha chiaramente delle commissioni. Quest’ultime si pagano all’acquisto del contatto. La commissione prende il nome di premium.

In sostanza: si tratta di una sorta di acconto, un po’ come si farebbe se si dovesse comprare l’automobile o la barca.

Quando si acquista un’opzione, in buona sostanza, non si acquisterà al prezzo di mercato, ma si dovrà accettare il prezzo di esercizio del venditore. Il prezzo determinato dell’opzione, invece, non cambierà fino alla scadenza del contratto.

In sintesi: le opzioni funzionano come le assicurazioni. Il trader paga un contratto a scadenza e/o ad un orario e ad un prezzo stabilito. Se parliamo di opzioni call, più basso sarà il prezzo di esercizio, maggiore sarà il valore intrinseco della mia opzione.

Opzioni put

Si tratta di un contratto derivato che da al trader il diritto di vendere un determinato importo di azioni (in genere a blocchi di 100) di un titolo o una merce a un prezzo specifico e per un certo periodo determinato. Così come per le opzioni call, anche le put danno al trader il diritto (ma non l’obbligo) di vendere un titolo entro la scadenza prestabilita.

Anche per le opzioni put il prezzo a cui si accetta di vendere il titolo è detto strike price. Il premio sarà la commissione che dovrò pagare al dealer per aprire il contratto.

In generale diremo che le opzioni put sono assai similari alle opzioni call, con la differenza che, in questo caso, l’aspettativa dell’investitore è in un ribasso del prezzo.

Questo significa che, in questo caso, maggiore sarà il prezzo di esercizio, maggiore sarà il valore intrinseco dell’opzione sulla quale ho investito.

Opzioni Trading: short term o long term?

In genere il trading in opzioni è particolarmente amato da chi attua strategie di trading long term. Nel caso in cui stessi acquistando un’opzione, i ti aspetti di tenere il tuo investimento a mercato per il tempo necessario affinché il sottostante salga. In questo caso avrai dovuto comprare un’opzione call.

Una cosa essenziale da sapere è che sia che si tratti di un’opzione call che di un’opzione put, più tempo si rimarrà a mercato, più altri saranno i premi.

Opzioni Trading: come funziona il payoff?

Opzione BUY CALL

In questo capitolo ci occuperemo di mostrare come funzionano i payoff sulle opzioni. Riporteremo degli esempi grafici per meglio spiegare come si guadagna con le opzioni.

Guardando l’asse verticale ci rendiamo conto che in basso, a sinistra, troviamo le zona perdite, e in alto a sinistra i profitti.

Trattandosi di un’opzione call mi aspetto che il prezzo del sottostante salga. Nell’immagine vedete anche evidenziato lo strike price che rappresenta il punto del grafico preciso da cui calcolare il potenziale profitto.

Infatti il premium, e quindi le commissioni, faranno partire in perdita il mio investimento. Quindi diremo che i profitti saranno direttamente proporzionali tanto più grande sarà l’allungo a rialzo rispetto allo strike price.

Più aumenterà il prezzo rispetto al prezzo di acquisto, tanto più avrò generato come profitto sulla mia opzione.

Opzioni BUY PUY

Se al contrario volessi comprare un’opzione put, io mi aspetto che il mercato compia un allungo a ribasso. Una differenza tra acquistare un’opzione call e un’opzione put è quello che per la call il potenziale guadagno è illimitato, per la put, invece, è limitato. Se Apple stesse a 300$, potrebbe arrivare massimo a 0$ in un’ottica put. Invece il potenziale rialzo è infinito. Per questo motivo il guadagno quando si acquistano opzioni put è limitato.

Una volta pagato il premium, e quindi le commissioni, il profitto sarà direttamente proporzionale al ribasso del prezzo del sottostante. Più il sottostante diminuisce di prezzo rispetto allo strike price, più io avrò guadagnato.

Come già detto le aspettative di guadagno da un investimento del genere, sono limitate a quello che può essere l’eventuale azzeramento del prezzo. Questo significa che, a differenza del BUY CALL, il BUY PUT avrà dei profitti limitati.

Opzioni Trading: lessico e acronimi

Gli acronimi che vedremo adesso fanno parte del lessico tecnico del mercato delle opzioni. Le situazioni che possono venirsi a creare sono:

  • at the money: si andrà at the money quando strike price e prezzo del sottostante saranno pari.
  • in the money ( ITM ): quando lo strike price sarà maggiore del valore del sottostante nel caso di call, e minore del prezzo del sottostante in caso di put.
  • out of the money ( OTM ): quando lo strike price sarà minore del valore del sottostante nel caso di una call, e maggiore dello strike price nel caso di un’opzione put.

Molto più banalmente: quando l’opzione si chiuderà in profitto, saremo in the money (ITM). Quando invece si chiuderà in profitto, saremo out the money (OTM) .

Esempio di mercato: comprare azioni CALL e azioni PUT

Se acquisto un’opzione call

Se dovessimo fare un esempio reale di trading in opzioni diremo che se volessi comprare un’opzione BUY su Alphabet, sto investendo sul rialzo della quotazione del sottostante. Tale aumento dovrà avvenire nell’arco del tempo stabilito all’apertura dell’opzione. Se compro Alphabet a 1500$, al pagamento del premium, mi aspetto che il prezzo delle azioni aumenti per generare profitto dal rialzo.

Il premio, mettendo caso che ammonta a 2$ per ogni azione dello stock (che ricordiamo è di 100 azioni), ammonterà a 200$. Se il prezzo, nel periodo scelto, si muovesse da 1.500$ fino a 1.510$, io avrò guadagnato 10$ per ogni azione, e quindi:

100 azioni x 10 $ = 1000 $ – 200 $ (premium) = 800$

Pazzesco, no? E se le cose non dovessero andare come immagino e il prezzo crolla? In quel caso avrò perso il premium. Siccome con l’opzione acquisto il diritto (ma non l’obbligo) di acquistare o vendere il sottostante, posso semplicemente chiudere il contratto e accettare la perdita. Vedremo nell’ultima parte dell’articolo di come questo non avvenga per i VENDITORI di opzioni sia call che put.

Se acquisto un’opzione put

Acquistando un’opzione PUT, invece, mi aspetto che il prezzo del sottostante subisca un ribasso nel tempo. Se volessi acquistare una opzione put su Facebook a 200$ valore corrente dell’azione, sto difatti aprendo una posizione ribassista sul mercato azionario perché mi aspetto un ribasso del prezzo.

Questo perchéP magari mi aspetto che il prezzo di Facebook scenda fino a 150%. Avendo pagato il premium di 2$ per ogni azione (che ricordiamo vengono vendute a stock di 100) avrà speso 200$ per aprire il mio contratto put. Il mio intento sarà quello di vendere le mie azioni a prezzo bloccato del momento in cui il prezzo scende.

Questo significa che i miei profitti si misureranno in tal senso:

200$ (prezzo di acquisto della PUT) – 150$ (prezzo di chiusura della PUT) = 50$, moltiplicato per 100 azioni che posseggo = 5.000$, con un premium di 200$ che, una volta sottratto, mi darà 4.800 $ dollari di profitto netto.

Devi ammettere che un’operazione del genere rappresenta un ottimo “cha-ching” per un trader.

Se invece il prezzo dovesse salire, avrò perso i soldi del premium e non sarò quindi obbligato a comprare il sottostante alla scadenza del contratto.

Opzioni Trading: Da cosa è influenzato?

Chiaramente, come abbiamo avuto modo di vedere, il successo di un investimento in opzioni è strettamente legato ai vari parametri che vanno decisi a monte, quali ad esempio il prezzo del sottostante, piuttosto che la scadenza o la volatilità dello strumento sul quale ho deciso di investire.

Tecnicamente diremo che il premio dell’opzione (il suo prezzo) sarà determinato dalla somma del valore intrinseco e del valore temporale, detto anche estrinseco.

Finanza Opzioni: volatilità storica versus volatilità implicita

Nel trading in opzioni la volatilità gioca un ruolo chiave essendo l’entità dell’oscillazione del prezzo di vitale importanza per la riuscita del mio investimento.

Quando si fa trading su strumenti con una volatilità alta, come ad esempio le azioni, il rischio è più elevato. Se la volatilità rimane bassa, invece, il rischio sarà più contenuto. Tutta questione di individuare l’investimento più adatto alle nostre esigenze. Il mercato azionario, però, è abbastanza irregolare. Questo significa che spesso i titoli che in passato hanno presentato una bassa volatilità, si possono trasformare nelle occasioni di mercato più ghiotte.

Per questo motivo è necessario prendere in considerazione la volatilità storica. Essa ci da una view chiara e precisa sulla fluttuazione passata dello stock giorno per giorno, mese per mese, anno per anno, in base al Time Frame di riferimento. È anche bene considerare che, per quanto la mia strategia possa essere aggressiva, sarà sempre mio compito andare a verificare il grado di volatilità di quello strumento e i punti salienti per piazzare l’investimento a mercato. Non è sempre il momento corretto entrare a mercato. Si investe quando c’è un segnale del mercato, non tanto per far qualcosa.

Il valore del tempo e in / at / out the money

Se voglio acquistare un’opzione che è già in ITM il premium sarà ovviamente più costoso. Questo perché si potrà vendere immediatamente generando un profitto immediato. Se, invece, il prezzo di partenza sarà out the money, significa che quell’opzione, in quel momento, non ha finalità di lucro immediato. Per questo motivo il premium sarà più basso.

Se parliamo di acquistare opzioni call, i contratti saranno ITM quando il prezzo dell’attività sottostante sarà maggiore del prezzo di esercizio a stabilito dall’opzione.

Se parliamo di acquistare opzioni put, i contratti saranno ITM quando il prezzo dell’attività sottostante arriverà sotto il prezzo di esercizio stabilito a monte all’apertura del contratto.

Più la scadenza dell’opzione è ampia, più alto sarà il prezzo del premium da pagare. Questo perché la posizione dovrà rimanere per più tempo a mercato e avrà, quindi, un potenziale guadagno proporzionalmente più grande.

Al contrario: più la scadenza dell’opzione è ridotta, più il prezzo del premium sarà basso, in quanto avrò meno tempo fino alla scadenza per realizzare il profitto dal mio investimento.

Opzioni Trading: un esempio di contratti

Se si fa trading in opzioni, i contratti, al momento dell’apertura, assumeranno più o meno questa forma:

Stock Ticker (nome dello stock),

La Scadenza (in genere in mm / gg / aaaa, anche se a volte le date sono capovolte con l’anno primo, il mese secondo e l’ultimo giorno)

Prezzo di esercizio

CALL o PUT

Il valore del premium (es $2).

Se dovessimo fare un esempio di opzione call con Facebook a 200$ diremo che l’aspetto sarà:

FB 15/06/2020 200 Call @ 2

Nonostante questa generalizzazione è necessario dire che in base alla piattaforma, il trading potrebbe assumere delle caratteristiche diverse.

Vendere opzioni

Quando si vendono opzioni, si sta dalla parte del banco. In questo contesto io avrò diritto ad intascare i soldi del premium, che rappresenteranno il mio massimo profitto, sia che si tratti di una SELL CALL o SELL PUT.

SELL CALL, che significa?

Significa che andrò a vendere un’opzione call. Questo perché, evidentemente, non mi aspetto un rialzo della quotazione del sottostante in quel determinato periodo. All’atto dell’apertura dell’opzione io avrò a mia disposizione il premio, e quindi sarò subito creditore del mercato. L’altra faccia della medaglia, però, vuole che se il prezzo, in realtà, dovesse salire, a quel punto sarò OBBLIGATO ad acquistare il sottostante al prezzo maggiorato.

Quindi se nell’altro caso la potenziale perdita è calcolata e ammonta al premio, qui incasso il premio immediatamente e devo sperare che il mercato non salga. In caso contrario, alla scadenza, sarò obbligato a compensare le perdite derivate dall’oscillazione rialzista.

SELL PUT, che significa?

Significa che andrò a vendere un’opzione put. Questo perché, evidentemente, non mi aspetto un ribasso della quotazione del sottostante in quel determinato periodo. All’atto dell’apertura dell’opzione io avrò a mia disposizione il premio, e quindi sarò subito creditore del mercato. L’altra faccia della medaglia, però, vuole che se il prezzo, in realtà, dovesse scendere, a quel punto sarò OBBLIGATO ad vendere il sottostante al prezzo più basso.

Quindi se nell’altro caso la potenziale perdita è calcolata e ammonta al premio, qui incasso il premio immediatamente e devo sperare che il mercato non scenda. In caso contrario, alla scadenza, sarò obbligato a compensare le perdite derivate dall’oscillazione ribassista.

Pro e contro del Trading su Opzioni

i principali trader in opzioni parlano spesso di sicurezza di questo strumento finanziario. Nella realtà dei fatti è parzialmente vero. Questo perché le opzioni mettono a disposizione la leva, ma con la possibilità di calcolare, a monte, il rischio (nel caso delle BUY).

Le opzioni esistono per una enorme varietà di strumenti, e sono quindi uno strumento molto versatile del mercato. Il rischio rimane pur sempre alto, per quanto si tratti dello strumento ove è più contenuto. Ci sono varie strategie che permettono al trader di potersi coprire con le opzioni anche in una diversificazione di investimenti, e che consentono al trader di poter attuare delle strategie di copertura mediante investimenti ibridi col mercato azionario.

Di questo, però, ce ne occuperemo in un altro articolo.

Se questa giuda ti è piaciuta, leggi anche tutto quello che devi sapere sul Trading commodities >>> Commodities Trading: ecco come investire sulle commodity

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