Finanza islamica come funziona il trading conto islamico 100% حلال ḥalāl

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Finanza islamica: come funziona il trading conto islamico 100% حلال ḥalāl

Che cosa è la finanza islamica? Che cosa sono i conti islamici? Queste sono alcune domande che sempre più spesso vengono cercate in internet.

I conti islamici infatti sono dei conti di trading speciali fatti su misura per i trader di fede mussulmana per permettere loro di operare sui mercati finanziari, rispettando la Sharia, cioè la legge islamica e in definitiva nel rispetto delle regole del diritto islamico.

Che cos’è la Sharia?

La Sharia è la legge per i credenti mussulmani e in campo finanziario prevede il divieto di poter ricevere degli interessi da delle operazioni finanziarie.

Nel trading online l’interesse è un problema, perchè tutte le operazioni lasciate aperte per più di 24 ore e oltre le ore 22 gmt danno luogo ad un addebito o ad un accredito che si chiama SWAP o interesse overnight.

Se un mussulmano voleva fare trading online fino a poco tempo fa poteva farlo solo operando giornalmente e aprendo e chiudendo le posizioni entro le ore 22 gmt dello stesso giorno.

Perchè fare trading con la leva finanziaria, genera un interesse che viene addebitato o remunerato a seconda del bene con cui si fa trading.

Questo perchè la banca con cui collabora il broker deve essere remunerata se presta denaro al trader oltre le 24 ore.

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L’interesse overnight chiamato anche interesse notturno viene chiamato anche rollover o swap e questo è principalmente quello che è vietato nel diritto islamico e che nei nuovi conti islamici non è più presente.

Poter richiedere il conto islamico è sicuramente un privilegio di pochi, anche perchè operare senza interesse è molto proficuo.

Moltissimi trader lasciano le opzioni aperte per molti giorni se non settimane e la voce interesse è alla fine di un mese, una voce che da sola, costituisce un grande risparmio oltre che un profitto diretto.

Continua a leggere e ti spiegheremo i fondamentali della finanza islamica in parole semplici.

Caratteristiche dei conti Islamici – Finanza islamica 100% حلال ḥalāl

Grazie alla creazione del suddetto conto islamico questo problema è stato superato.

Infatti i conti islamici permettono di lasciare aperte le operazioni e le posizioni anche durante la notte e per più giorni senza dover vedersi addebitato il costo dello swap o interesse overnight.

Ecco le principali caratteristiche dei conti di Trading dedicati ai Trader di fede Islamica, che non generano interessi:

  • Swap Free
  • Riba Free
  • Rispetto del diritto finanziario islamico
  • Possibilità di donare una percentuale dei propri profitti ad enti di beneficenza riconosciuti.

Finanza islamica: Quali sono i broker che offrono conti islamici 100% حلال ḥalāl

Il numero dei trader presenti in Europa e nel medioriente sta aumentando a vista d’occhio e moltissimi trader hanno fatto richiesta di poter accedere a questa possibilità: quasi tutti i broker regolamentati offrono l’opzione conto islamico e per poterla richiedere è sufficiente fare la richiesta presso il supporto o assistenza tecnica del broker in questione.

Al momento i broker che sono già organizzati per i trader islamici sono:

Si può richiedere un conto online Islamico o di convertire l’attuale conto già aperto in uno Swap Free senza grandi problemi.

Basta contattare l’assistenza e inviare i documenti richiesti.

IQ Option conto islamico per mussulmani devoti e rispettosi della Sharia 100% حلال ḥalāl

Il famoso broker CFD/Forex ha da poco attivato la funzione del conto islamico forex nella tipologia dei suoi conti.

Ecco cosa permette IQ Option conto islamico 100% حلال ḥalāl:

  • fare trading senza interessi con nessun costo supplementare per chiudere o aprire una posizione di trading
  • i prezzi di trading sono tutti senza spread e trasparenti
  • HIBAH: piena disponibilità a donare una percentuale del profitto generato a organizzazione di beneficenza islamiche senza costi aggiuntivi
  • Nessuna leva e trading senza alcuna leva finanziaria
  • La piattaforma di trading IQ Option conto islamico è gratis e senza spese.

Curiosità sul conto islamico forex: Indici islamici speciali finanza islamica

Ecco alcune curiosità in ambito finanza islamica: sono anche stati creati degli indici speciali, che hanno tolto dal loro paniere tutte quelle aziende che non sono permesse dalla Sharia, come ad esempio le aziende che operano nel settore della pornografia, quelle che lavorano con l’industria della carne di maiale, società che operano sul commercio di alcolici, Armi, casinò, ecc.. (Tramite partecipazioni dirette o indirette)

Alcuni esempi di indici islamici sono:

  • Dow Jones Islamic Market Index
  • Dow Jones Islamic Market Europe Index
  • BNP Paribas Islamic Fund Equity-Optimiser
  • Dow Jones Islamic Market Titans 100 Index

Finanza islamica: le opzioni sono Halal o Haram?

Le opzioni e il tarding sono Halal e cioè compatibili con le tradizioni islamiche?

Questa è una domanda importante per i potenziali trader mussulmani di opzioni, poiché i mercati finanziari sono ora disponibli a tutti attraverso conti di trading online.

In questo paragrafo esaminiamo le implicazioni della legge della Sharia sulle opzioni binarie di trading e se siano “Halal” o “Haram” e cioè attività proibite.

Lo sviluppo del trading online nei mercati finanziari negli ultimi due decenni ha aperto nuovi orizzonti per i trader di tutte le razze e di qualsiasi credo e religione.

Siccome un quarto della popolazione mondiale è musulmana, è inevitabile che sempre più trader musulmani vogliano operare e fare trading online con le opzioni o nel trading online CFD/Forex classico.

Nella giurisprudenza economica islamica o nella legge della Shariah, il pagamento di “Riba” o interesse è proibito e viene considerato come uno dei peccati capitali.

Molti broker proprio per evitare queste problematiche di credo religioso hanno introdotto questa opzione, e cioè la crazione dio conto di trading senza interesse e cioè conti di trading Halal o islamici.

La vita di un musulmano è guidata dalla legge della Sharia. La Sharia è in realtà una parola araba molto antica che significa “percorso da seguire”.

Un musulmano dovrebbe attenersi ai principi islamici che riguardano tutti gli aspetti della loro vita dalle questioni sociali alle questioni economiche che sono state raccontate nel sacro Corano.

Nell’ambito bancario e degli investimenti, la legge della Sharia proibisce rigorosamente il prestito di denaro con interesse.

Gli investimenti nel mondo musulmano sono invece governati dal concetto di “condivisione dei rischi” attraverso principi come Bai ‘al’ inah (accordo di vendita e acquisto), Bai ‘bithaman ajil (vendita differita di pagamento), Bai’ muajjal (vendita di credito), Bai salam, Mudarabah (Condivisione dei profitti), Murabahah e Musawamah.

Quando la legge della Sharia viene applicata al trading delle opzioni, ciò significa che l’interesse che viene guadagnato o addebitato per una posizione di notte è vietato.

Nei mercati finanziari a pronti contro termine, il trading avviene in 24 ore.

Entro le ore 17:00 di New York (ore 22 GMT), tutte le posizioni di mercato aperto vengono successivamente ricondotte al ciclo di 24 ore successivo.

L’interesse giornaliero viene quindi accreditato o addebitato al conto del broker. Indipendentemente dal fatto che il broker di trading addebiti o accrediti i conti dei clienti con gli interessi come broker forex, il fatto che gli interessi siano guadagnati o pagabili durante una transazione di trading rende tale operazione “haram”, cioè proibita al credente musulmano.

Questa situazione vieta al credente di poter utilizzare un conto di trading regolare.

Conti di trading finanza islamica come funzionano

Al fine di superare questo dilemma, alcuni broker di opzioni e CFD/Forex trading hanno reso disponibile e reale l’idea di un conto di trading islamico o di un conto “Swap Free” che elimini i Riba di qualsiasi forma durante la negoziazione.

Ad esempio, invece di avere una posizione di mercato aperta riconducibile automaticamente a pagare gli interessi overnight, le posizioni aperte nei conti trading islamici sono chiusi entro le ore 17.00 di New York e poi fatti riaprire immediatamente, evitando così gli interessi pagabili per il nuovo ciclo di 24 ore.

Affinché un broker sia in grado di offrire conti di negoziazione basati sul principio islamico, questi conti devono soddisfare almeno le seguenti condizioni:

  • Realizzazione esecuzione delle operazioni di trading
  • Immediata liquidazione del costo di transazione
  • Nessun interesse da pagare sugli scambi o trade

Per aiutare i trader nella selezione dei broker che offrono conti trading islamici, abbiamo compilato un elenco di broker principali che offrono conti trading islamici gratuiti.

Va notato che l’elenco sopra fatto non è affatto esaustivo ma è solo una guida.

Considerazioni finali sulla finanza islamica

Se qualcuno avesse usato un conto di trading Halal, ma con poca o nessuna conoscenza di come o su cosa investire, allora l’obiettivo di tali operazioni sarebbero state puro gioco o scommessa – e questo sarebbe certamente stato Haram, cioè proibito. Solo il singolo operatore può sapere se questo è il suo caso.

Alcuni dicono che anche poiché ogni contratto o scambio deve avere un “vincitore” e un “perdente”, ciò significa che le opzioni non possono essere Halal, in quanto non è possibile per tutti trarne un profitto dal trading.

Mentre alcuni broker offriranno account “islamici” e adottano misure per assicurarsi che siano gestiti secondo principi islamici, ci saranno sempre alcuni che considerano l’intero concetto di opzioni e il trading come Haram.

Si prega di notare che questo sito – binaryoptioneurope.com – non può prendere una posizione se le opzioni e il trading siano veramente Halal o Haram, non essendo un’autorità religiosa su tale tema e per di più perchè tale considerazione possa dipendere anche dalle competenze del singolo operatore o trader.

Comunque sia, aprire un conto demo gratuito non è un problema per nessuno. Quindi puoi provare queste piattaforme senza rischio (trovi le opinioni dei trader cliccando sui rispettivi link):

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CHI È SACE ?

SACE ha un rating pari a A- (Fitch), può contare su 30 anni di esperienza, 25.000 aziende clienti, 70 miliardi di euro di operazioni assicurate in ben 189 Paesi per sostenere ogni tipologia di impresa nello sviluppo del business, sia in Italia che all’estero.

Il gruppo SACE è in grado di offrire una gamma ampia di prodotti assicurativi e finanziari:

– credito all’esportazione ed assicurazione del credito;
– protezione degli investimenti;
– garanzie finanziarie, cauzioni e factoring.

LE SOCIETÀ DEL GRUPPO SACE

Un partner unico per le imprese italiane accreditato come un player globale, capace di accompagnare le aziende in ogni fase dei progetti di crescita nel mondo.

L’offerta SACE come agenzia di export credit, è arricchita dalle cauzioni per operare all’estero e dalle garanzie per l’erogazione di finanziamenti per lo sviluppo internazionale e realizzazione di progetti di rilievo strategico per l’intera economia italiana.

Forte esperienza nella valutazione, assunzione e gestione rischi legati all’operatività sui mercati esteri, una rete di uffici su tutto il territorio nazionale e in vari paesi con alto potenziale di sviluppo.

SACE fa parte del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e detiene il 100% delle partecipazioni di SACE BT e SACE Fct.

PRODOTTI E SERVIZI

SACE è il partner ideale per le Imprese italiane interessate ai mercati esteri. E’ in grado di offrire un’ampia gamma di Servizi che possono consentire di :
– trasformare in liquidità i crediti verso Aziende private, Pubbliche Amministrazioni e Acquirenti esteri;
– partecipare a gare ed appalti con tutte le garanzie necessarie;
– assicurare i crediti attraverso prodotti a condizioni competitive, proteggendo le Aziende Italiane dal rischio di mancato pagamento.
LINK A PRODOTTI E SERVIZI

SACE FCT

Società di factoring in grado di rispondere ai bisogni di liquidità e alla gestione dei flussi di cassa delle imprese italiane. SACE Fct è membro attivo di Assifact, Associazione Italiana per il Factoring, ed è iscritta all’elenco generale degli Intermediari Finanziari (ex art. 107). Offre una gamma diversificata di servizi per lo smobilizzo dei crediti, per i fornitori della Pubblica Amministrazione, per i grandi gruppi industriali e per le imprese esportatrici.

SACE BT

Specializzata nell’assicurare i crediti commerciali a breve termine, nell’ambito delle cauzioni e della protezione rischi della costruzione. Dispone di propri uffici e una rete di agenti distribuita su tutto il territorio italiano. SACE BT, è interamente controllata da SACE, ed è azionista unico di SACE SRV, la cui specializzazione si riferisce ai servizi d’informazione commerciale e recupero dei crediti.

SACE SRV

Ha una specializzazione in servizi di business information e recupero crediti, curando il patrimonio di informazioni del gruppo, producendo credit opinion per i clienti SACE e per terzi. Dispone di una rete di corrispondenti legali sia sul territorio italiano sia all’estero. Opera per SACE e per conto di agenzie di credito all’esportazione estere nei confronti di debitori italiani, potendo occuparsi di attività giudiziali e stragiudiziali arrivando a negoziare accordi di ristrutturazione nell’ambito di esposizioni finanziarie corporate e bancarie, repossession e remarketing forniture garantite all’estero. SACE SRV è membro di ANCIC, Associazione Nazionale Imprese di Informazioni Commerciali e Gestione del Credito.

LE TIPOLOGIE DI RISCHIO

Rischio sovrano: riguarda la capacità e la volontà di un governo debitore di onorare gli impegni di pagamento sottoscritti. Importante considerare la disponibilità effettiva di risorse e la reputazione di pagatore del governo, che potrebbe avere il denaro, e decidere di non pagare.

Rischio Politico (rischio sistemico), che può derivare da guerre, cambiamenti nelle Istituzioni del Paese, da decisioni unilaterali dei governi, come espropri o nazionalizzazioni di attività private. Insieme di circostanze che si traducono in un mancato rimborso del debito contratto, per ragioni indipendenti dalla situazione della controparte ma ascrivibili all’intervento di uno Stato sovrano.

Rischio Economico: legato alla coerenza degli obiettivi della politica economica, allo sviluppo del paese e i tassi di crescita, al grado di apertura dell’economia, all’andamento degli scambi tra regioni in vari stati ecc.

Rischio di Trasferimento: connesso a restrizioni nel movimentare i capitali e nel rimpatrio dei dividenti / profitti frutto di attività economiche. Può essere collegato al rischio Sovrano nella misura un cui uno Stato si dovesse trovare nella condizione di ristrettezze valutarie da cui la limitazione dei pagamenti o conferimenti verso estero.

Rischio di Cambio: legato a fluttuazioni della valuta, o nella transazione da un sistema valutario ad un altro, o nel passare da un cambio fisso ad uno variabile o nel caso opposto.

Rischio di Posizione: legato alla globalizzazione e al contagio che si trasmette per vicinanza rispetto ad un paese, o nel caso ci siano delle comuni caratteristiche di tipo economico o politico.

Tutto questo si distanzia dal Rischio della Controparte / Commerciale che si traduce in un mancato rimborso del debito contratto, per via di mutate condizioni nella situazione economico-finanziaria della controparte. La natura di quest’ultimo è legata all’Azienda dunque più specifico.

Protetto: Consulenza Supply Chain – Cenni di logistica e trasporti

Business Model Canvas e Strategy Tools

STRUMENTI UTILI PER UNA EFFICACE REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN

IL BUSINESS MODEL CANVAS

Il Business Model CANVAS è un modello economico che spiega come un’Azienda funziona, come crea, fornisce, acquista valore, identificando gli elementi che ruotano attorno ad essa: gli attori, il mercato, le relazioni. Il Business Model Canvas inventato da Alexander Osterwalder, è uno dei modelli più utilizzati.

Gli elementi chiave del Business Model Canvas:

CLIENTI
Cos’é: identifica i clienti, divisi in gruppi per bisogni, interessi, tipo di relazione, profitto e canali di distribuzione;
Cosa consente: permette di capire i bisogni dei clienti, dividerli in classi, capire per cosa sono pronti a pagare, le potenzialità di fatturato;

IL VALORE OFFERTO
Cos’é: descrive ciò che è utile per i clienti, che l’Azienda è in grado di offrire;
Cosa consente: identifica il valore, suddiviso in opportune classi e collegato ai clienti;

CANALI
Cos’é: il mezzo tramite il quale il valore arriva al cliente, esempio vendita, comunicazione ecc.;
Cosa consente: identifica i canali, l’esperienza di acquisto, il ciclo di vita dell’acquisto;

RELAZIONE CON I CLIENTI
Cos’é: il processo attraverso il quale l’Azienda acquisisce il cliente e lo conserva nel tempo;
Cosa consente: capire l’efficacia del processo, l’immagine dell’Azienda, esperienza del cliente;

RICAVI
Cos’é: gli incassi in funzione dei vari clienti, divisi per categoria e valore;
Cosa consente: cosa pagano i clienti, come pagano, analisi dei prezzi;

RISORSE CHIAVE
Cos’é: l’insieme delle risorse materiali e immateriali, che consentono all’Azienda di generare valore per i clienti;
Cosa consente: assessment delle risorse e relazione con il valore offerto al cliente;

ATTIVITA’ CHIAVE
Cos’é: le attività che l’Azienda deve mettere in campo per produrre valore per il cliente; esempio produrre dei beni ecc.
Cosa consente: esplicitare le attività in relazione con il valore offerto;

PARTNERSHIP
Cos’é: alleanze strategiche, collaborazioni, fornitori, chi si sceglie per insieme creare valore per il cliente;
Cosa consente: incremento del valore, riduzione costi e rischi;

COSTI
Cos’é: le risorse economiche e finanziarie che l’azienda utilizza per creare valore, attraverso le attività, le persone, le partnership;
Cosa consente: elenco dei costi fissi e variabili, divisi per categorie;

Questi 9 elementi raggruppati in un quadrato con le relazioni tra i vari elementi va a determinare il Business Model Canvas, uno strumento molto efficace per disegnare tra gli elementi chiave del Business.

Che differenza c’è tra il Business Plan e il Business Model?

Il Business Plan, descrive: che cosa, quanto tempo, e quanti soldi serviranno per mettere in pratica il Business Model.

MAPPE CONTETTUALI

Una mappa concettuale è un diagramma che rappresenta graficamente parole, idee, attività che si snodano attorno ad un concetto chiave.

Nella realizzazione di un Business Plan è fondamentale costruire una mappa mentale / concettuale per poter avere una visione veramente a 360° del proprio progetto.

In tal modo è possibile avere sotto controllo gli elementi chiave della propria start-up: finanza, marketing, team, tecnologia, etc…

Organizzare e scrivere una buona mappa concettuale è il primo passo per ottenere un business plan di successo.

STRATEGY TOOLS

SWOT ANALYSIS (Strenghts, Weaknesses, Opportunities, Threats)

Forze: quali vantaggi ed eccellenze ha la vostra azienda? Cosa fate meglio di chiunque altro? A quali risorse uniche / a basso costo potete aver accesso? Quali elementi gli attori del mercato a cui fate riferimento, percepiscono come vostri punti di forza?

Debolezze: cosa poteste migliorare? Cosa potreste evitare? Quali elementi sono vissuti come vostri punti di debolezza dalle persone o dall’ambiente esterno ? Quali fattori vi causano delle perdite ? Cosa fanno i competitori meglio di voi?

Opportunità: quali sono le migliori opportunità per la vostra attività o business ? Quali sono i trends a cui volgere la vostra attenzione? Quali cambiamenti tecnologici o di mercato potrebbero essere utili alla vostra attività ? Quali politiche potrebbero essere interessanti per la vostra attività? Quali eventi locali potrebbero favorirvi?

Minacce: quali ostacoli potreste dover affrontare? Cosa stanno facendo i vostri competitori? Come si stanno modificando le richieste del mercato? Quali cambiamenti tecnologici del mercato potrebbero sfavorire il vostro prodotto? Avete un cash-flow negativo o una situazione debitoria complessa ? Quali vostre debolezze possono rappresentare una minaccia? Quali politiche locali potrebbero crearvi problemi?

PEST ANALYSIS (Political Economic Socio-Cultural, Technological)

Politica: tipologia e stabilità di Governo, libertà di espressione e di stampa, leggi e burocrazia, grado di corruzione, mercato del lavoro e legislazione, cambiamenti politici attesi;

Economica: fase del ciclo economico, crescita attesa, grado di inflazione, tassi d’interesse, distribuzione del reddito, cambiamenti economici attesi;

Socio-culturale: crescita della popolazione, età, salute, educazione, mobilità sociale, stampa, opinione pubblica, attitudini e stili di vita, cambiamenti socio-culturali;

Tecnologica: impatto delle tecnologie, di internet, dell’attività di ricerca e sviluppo, del trasferimento tecnologico, cambiamenti socio-culturali attesi.

MATRICE DI ANSOFF

Sviluppo del Mercato:

Target: Nuovi mercati o aree di mercato;
Attività: Vendere maggiori quantità a utenti differenti;
Come: Puntare a differenti mercati (domestico ed estero), utilizzando vari canali di vendita, (vendita on-line / diretta, distribuzione a gruppi differenti dai clienti abituali, per fasce di età, secondo il genere);

Penetrazione del Mercato:

Target: mercato di riferimento;
Attività: vendere maggiori quantità ai propri utenti;
Come: incoraggiare le vendite nel mercato esistente con la pubblicità , ampliare la clientela o quantità di venduto, utilizzare un programma di fidelizzazione, prezzi o iniziative promozionali, acquistare una società concorrente in mercati maturi;

Diversificazione:

Target: penetrare mercati diversi con diverse utenze;
Attività: vendere prodotti o servizi diversi, a clienti diversi;
Come: attenzione ai giusti spazi per l’utilizzo del know-how esistente, puntare su economie di nicchia;

Sviluppo Prodotto:

Target: Mercato di Riferimento;
Attività: Vendere + prodotti ai propri utenti;
Come: produzione di diverse varianti del medesimo prodotto o confezionamento del prodotto con forme nuove, sviluppo di prodotti o servizi correlati, migliorare il “time to market”, o il livello della qualità percepita del Servizio Clienti;

LEADERSHIP DI COSTO

Aumentare i profitti, ridurre i costi, mantenendo i prezzi nella media di mercato; aumentare la quota di mercato mediante prezzi + competitivi. Per mantenere la Leadership di Costo occorre:

• disporre di capitali da investire in tecnologia che abbatterà i costi;
• una logistica molto efficiente;
• una struttura a basso costo (manodopera, impianti, materiali);
• una politica di taglio dei costi, sostenibile;
• minimizzare il costo di fornitura di prodotti o servizi;

Un modo efficace per farlo? Adottare la filosofia Kaizen del “miglioramento continuo “.

LE 5 FORZE DI PORTER

DIFFERENZIAZIONE

Rendere i prodotti / servizi più attrattivi e diversi rispetto a quelli dei concorrenti. Come ottenerlo ? Dipende dal settore, dalla natura dei prodotti / servizi, da come viene recepito dai clienti il valore del brand. Per una strategia di differenziazione di successo, gli elementi su cui focalizzarsi sono:

• continua ricerca & sviluppo e innovazione;
• fornire prodotti o servizi di elevata qualità;
• vendite e marketing efficaci: il mercato deve capire i vantaggi delle differenziazioni;

Per una strategia di differenziazione efficace è necessario essere agili con i processi di sviluppo di nuovi prodotti.

STRATEGIE DI FOCUS

Concentrare l’attenzione sulle nicchie di mercato, comprendendo le dinamiche dello specifico mercato, le esigenze dei clienti, sviluppando prodotti fortemente customizzati al minor prezzo;
Puntare ad una forte fidelizzazione tra i clienti del proprio brand, questo rende quel segmento di mercato meno attrattivo per i competitors.
Come ottenerlo ? Offrendo “qualcosa in più” attraverso una riduzione dei costi (per esempio con fornitori specializzati) o facendo crescere la differenziazione rispetto ai concorrenti mediante una profonda comprensione dei sogni del cliente.

BUDGETING

Il budget è da decenni uno strumento di gestione, con due significati:

sistema di pianificazione economico-finanziaria, per valutare fabbisogni di risorse e provvedere ad una razionale assegnazione alle varie componenti dell’organizzazione;
meccanismo di regolamentazione dei rapporti tra le persone in azienda, per orientare i comportamenti dei singoli verso obiettivi comuni;

La sua articolazione è funzione dello stile di conduzione dell’azienda e dal grado di complessità.

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Business Plan nell’Export e IDE Investimento Diretto Estero

PERCHE’ CRESCERE ALL’ESTERO, QUALI LE MOTIVAZIONI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE ?

– sopravvivere;
– raggiungere la dimensione ottimale;
– ottimizzare gli investimenti;
– sostenere la competizione;
– trovare nuovi spazi.

OPPORTUNITA’ PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

– barriere doganali che tendono progressivamente a diminuire;
– i consumi tendono a diventare globali;
– interesse in tutto il mondo per il “Made in Italy”;
– nuovi Paesi emergenti che si affacciano nel panorama economico come consumatori.

RISCHI DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE

– si espone l’impresa ad un rischio finanziario;
– ci si mette in concorrenza con altre imprese;
– i processi aziendali diventano più complessi;
– si rischia di trascurare il mercato domestico stornando risorse;
– non sempre il personale recepisce o percepisce il cambiamento in modo positivo.

A COSA SERVE IL BUSINESS PLAN IN ATTIVITA’ DI EXPORT O IDE ?

I punti chiave nella stesura di un Business Plan sono le analisi mercato geografico; trends; concorrenza; target; prodotti sostitutivi; partner; pricing; fornitori; analisi finanziarie; studio dei costi fissi e variabili; team; tecnologie. Per produrre un Business Plan efficace si deve partire dal Business Model.

Serve ad orientare e supportare le attività dell’impresa oltre il mercato domestico, che si possono configurare in attività di export o IDE (nel trasferire all’estero processi aziendali mediante apertura di stabilimenti, Joint venture, accordi con fornitori in conto terzi).

PERCHE’ PIANIFICARE E PERCHE’ IL BUSINESS PLAN E’ UTILE ?

In attività di Export, marketing operativo internazionale e internazionalizzazione, l’enfasi spesso è posta su:

– modalità di ingresso nei mercati;
– forme di distribuzione;
– ritmi di sviluppo.

Meno attenzione, generalmente viene riservata al processo di internazionalizzazione:

– verificare con cura la situazione dell’impresa;
– disegnare più scenari;
– verificare le risorse a disposizione e i risultati ottenibili.

L’internazionalizzazione oltre che sulla funzione commerciale, impatta profondamente anche:

– sull’organizzazione perché richiede nuovi ruoli in azienda, nuove competenze alle risorse umane già inserite, spostamenti, richiedendo abilità di relazione a distanza;
– sulla produzione, con aumenti di volumi e nuove produzioni;
– sulla gestione delle risorse finanziarie, i cui fabbisogni possono aumentare rapidamente;
– sulla logistica, con la distribuzione fisica su diversi territori.

Richiede dunque di allocare RISORSE rispetto a OBIETTIVI e in particolare :

– risorse finanziarie;
– risorse umane;
– risorsa tempo;
– risorse tecniche.

IL BUSINESS PLAN COME STRUMENTO DI PIANIFICAZIONE OPERATIVA E STRATEGICA:

– per definire visione e obiettivi imprenditoriali;
– comprendere l’ambiente esterno all’impresa;
– analizzare la fattibilità economica e finanziaria del progetto;
– pianificare le strategie del piano operativo;
– utilizzare il budgeting e l’analisi degli scostamenti per il controllo dei risultati;
– definire l’assetto organizzativo;
– accedere alle fonti di finanziamento.

IL BUSINESS PLAN PER PRESENTARE UN PROGETTO MA ANCHE COME STRUMENTO DI GESTIONE:

» Funzione Interna: Piano di fattibilità economico-finanziaria; nel caso di valutazione delle potenzialità di un progetto di investimento (per una start-up) o per il supporto alla gestione corrente del business (per aziende avviate). Misurando la sostenibilità finanziaria ed economica dell’attività, guidando l’implementazione del piano operativo d’impresa e stimolando il contributo e l’adesione alla mission aziendale di tutto il personale.

» Funzione Esterna: piano di presentazione (anche per reperire i capitali) e sviluppo del progetto; “esterna” si riferisce a persone che non hanno seguito il piano e che devono valutarlo.

» Piano Operativo.

Il Busines Plan trova dunque collocazione nelle seguenti attività Aziendali:

– fattibilità di un investimento;
– richiesta di finanziamento;
– analisi di mercato (domanda e offerta);
– valutazione di una Azienda;
– pianificazione strategica;
– budgeting;
– pianificazione operativa.

COME REDARRE UN BUSINESS PLAN

– stile semplice ed essenziale;
– numero contenuto di grafici e tabelle;
– allegare documenti che descrivono in modo esteso alcuni aspetti (in genere tecnici);
– esplicitare sempre le ipotesi su cui si fonda il piano;
– coinvolgimento diretto di imprenditore, manager o board aziendale;
– inserire informazioni veritiere, accurate ed utili.

LA STRUTTURA DEL BUSINESS PLAN

Sezione descrittiva: presentazione natura e finalità del progetto, visione imprenditoriale di fondo, l’analisi del mercato e della concorrenza, descrizione di prodotti / servizi offerti, piano strategico ed operativo dell’investimento;

Sezione economico-finanziaria: contiene le proiezioni di calcolo, ossia le stime di rendimento economico e di performance finanziaria del progetto, il ritorno atteso del capitale investito sia per i promotori dell’iniziativa che per gli eventuali finanziatori.

Più in Dettaglio:

INTRODUZIONE E MISSION: descrive la finalità del piano, l’obiettivo che si prefigge chi scrive nel presentare i risultati dello studio effettuato. Segue la mission statement, ossia il messaggio contenente natura e finalità dell’attività aziendale che contiene i benefici dell’offerta (per il consumatore), il target di clientela, la politica di pricing adottata.

DESCRIZIONE DEL BUSINESS: descrive l’ambiente in cui l’azienda opera o andrà ad operare da un lato, e di come la stessa intenda posizionarsi nel mercato in termini di offerta e posizionamento competitivo. Affronta i seguenti temi: analisi dell’azienda, analisi del prodotto / mercato, analisi del settore, le strategie aziendali.

ANALISI DELL’AZIENDA: se impresa già operante sul mercato, occorre da subito introdurre la sua storia, fornendo l’anno di avvio, l’assetto proprietario (nel tempo), la forma legale, le competenze maturate, l’attività tipica, etc… eventi di carattere straordinario (cessioni, cambi direttivi…) che hanno interessato l’azienda, e se e in che modi la stessa appartenga ad un gruppo industriale e/o finanziario. Nei casi di una nuova realtà, occorre descrivere i partecipanti all’iniziativa e lo stadio di sviluppo delle attività in corso.

MARKETING MANAGEMENT: come creare di valore per il cliente, un insieme di analisi, decisioni e relazioni tra tre fondamentali fasi :

ANALISI DEL PRODOTTO / MARKETING: descrive l’offerta alla base dell’idea di business, associando i prodotti / servizi al target cui gli stessi sono indirizzati. Considerare l’offerta come strumento di soddisfazione di un bisogno di mercato, evitare di considerare la propria offerta valida “per tutte le stagioni”, ossia attrattiva per molti consumatori con caratteristiche e bisogni differenti tra loro.

Procedere alla segmentazione della domanda, analizzare il bacino dei consumatori ed individuare i parametri utili ad una analisi dei loro bisogni e motivazioni di acquisto.

Per i beni di consumo, si fa riferimento ai seguenti livelli:

socio-demografico: quali età o sesso, reddito, collocazione geografica, ecc. ;
psicografico: bisogni, motivazioni di acquisto, valori;
vantaggi perseguiti: vantaggi percepiti dal prodotto da parte del consumatore;
comportamentale: comportamento di acquisto manifestato dai diversi gruppi di consumatori.

Studiare come la propria offerta è in grado di soddisfare le attese del mercato (la domanda) ed esattamente a chi è rivolta (il target). Dall’associazione di prodotti/servizi ad una determinata fascia di clientela nascono le aree di affari, ossia le aree con cui è possibile scomporre l’attività d’impresa.

Per essere efficaci, tuttavia, è necessario che le stesse siano significative, ossia di dimensioni economiche tali da giustificare la focalizzazione aziendale; accessibili, vale a dire efficacemente (economicamente) raggiungibili dall’impresa.

ANALISI DI SETTORE: il focus si sposta sulle caratteristiche dell’offerta, cioè sui competitori, sulla struttura dei canali distributivi e sul mercato di approvvigionamento. L’analisi deve svolgersi sia in chiave storica che prospettica: anzi è proprio lo studio dell’evoluzione dell’offerta (in relazione alla domanda) a fornire utili indicazioni sugli scenari competitivi attesi.

Occorre innanzitutto domandarsi in quale settore si opera o si va ad operare, per capirne il ciclo di vita, infatti i settori conoscono fasi di vita quali la nascita, lo sviluppo, la maturità e il declino. Ogni fase impone infatti logiche competitive differenti.

Occorre affrontare anche uno studio sul posizionamento delle imprese utilizzando:

variabili di analisi che segmentino in questo caso la struttura dell’offerta (specializzazione, marca commerciale, integrazione verticale, etc.;
una matrice (pervasività tecnologica / valenza commerciale), che chiarisca l’impatto delle nuove tecnologie sui player esistenti e sulle reali barriere di ingresso dell’arena competitiva.

MATRICE

Pervasività delle Tecnologie: produzione, logistica, marketing, vendita;

Valenza Commerciale: motivazioni di acquisto, fiducia, caratteristiche dell’offerta.

Dopo aver esaminato la struttura e le caratteristiche del settore, occorre passare all’analisi dei competitori, suddividendoli in funzione della vicinanza al mercato target della propria iniziativa:

concorrenti diretti / indiretti, a seconda che mirino a soddisfare esigenze di consumo simili o meno del target;
concorrenti diretti primari, secondari… classificati in funzione della vicinanza al mercato di utenza;
concorrenti inter o intra-channel, ossia player più o meno focalizzati su attività fisiche o digitali.

Per completare l’analisi, bisogna concentrarsi sui mercati di approvvigionamento da un lato, e quelli di sbocco dall’altro, studiando in definitiva struttura e caratteristiche dei fornitori a monte e dei canali distributivi a valle.

E’ possibile a questo punto procedere alla costruzione di mappe competitive, con la scelta di opportune variabili di classificazione in grado di determinare le caratteristiche della strategia di mercato dei concorrenti.

L’impresa può così verificare l’adeguatezza e l’efficacia di una determinata strategia, oltre all’esistenza di opportunità di mercato latenti.

STRUMENTI PER MISURARE, FINANZA AZIENDALE: l’obiettivo della finanza aziendale è fornire al decisore aziendale strumenti per la corretta pianificazione delle risorse finanziarie aziendali.

IN SINTESI IL BUSINESS PLAN DOVRA’ COMPRENDERE UNA DESCRIZIONE SINTETICA DEI SEGUENTI CAPITOLI:

– mission aziendale e orientamento strategico;
– analisi dei bisogni;
– segmentazione del mercato;
– quantificazione del mercato potenziale;
– analisi della concorrenza;
– descrizione dei prodotti / servizi;
– politica di marketing;
– descrizione del processo produttivo;
– organizzazione interna;
– alleanze e collaborazioni esterne;
– autorizzazioni e iscrizioni;
– scelta della forma giuridica;
– ubicazione e caratteristiche della sede;
– schemi economico finanziari con indicazione sintetica delle ipotesi base:
conto economico previsionale (3 anni);
stato Patrimoniale con identificazione degli investimenti pianificati;
budget finanziario, con identificazione dei fabbisogni e delle forme di copertura.

RIEPILOGHIAMO I PUNTI FONDAMENTALI NELLA STESURA DEL BUSINESS PLAN

Indice

Va redatto in modo chiaro, sintetico con indicazione precisa di ciascuno dei punti che seguono;

Sommario

– gli obiettivi della azienda;
– la sua missione;
– i fattori critici di successo.

Informazioni di Carattere Generale e Legale

– informazioni generali su come è ripartita la proprietà, distribuzione di eventuali quote azionarie;
– informazioni sulla storia dell’azienda (per aziende esistenti);
– informazioni su ubicazione dell’azienda, esistenza e localizzazione di eventuali sussidiarie.

Prodotti & Servizi

– descrizione del prodotto / servizio dalla prospettiva del cliente;
– descrizione dei concorrenti operanti nel settore dalla prospettiva cliente;
– presentazione dei dati sull’andamento delle vendite nel settore specifico;
– definizione modalità di approvvigionamento delle materie prime;
– criticità ed opportunità legate alla tecnologia del nostro prodotto / servizio ed evoluzioni Potenziali.

Analisi di Mercato

– provvedere ad una segmentazione del mercato;
– definire la strategia che si desidera adottare per il segmento di mercato che costituisce il target di nostro interesse;
– identificare quali sono le esigenze e tendenze del mercato e valutarne il tasso di crescita;
– analizzare la filiera produttiva, la sua struttura, i principali attori;
– analizzare i modelli distributivi utilizzati all’interno del settore;
– identificare i principali concorrenti.

Strategia e Implementazione della Analisi di Mercato

– identificazione dei valori aziendali;
– stesura di strategia generale, tattica da adottare in merito a specifici problemi, elaborazione dei passi / programmi di azione;
– definire il proprio vantaggio competitivo;
– impostare la Strategia di Marketing e come intendiamo posizionarci sul mercato; la nostra politica di prezzo; come promuovere il prodotto; con quale modello distributivo; con quale strategia di vendita;
– valutare la possibilità di stringere alleanze strategiche ed operative;
– identificare le principali fasi dello sviluppo del business.

Aspetti Legali e Partecipanti al Progetto

– chiara identificazione della struttura organizzativa; chi sono i manager e come coprire lacune eventuali in termini di competenze;
– quantificare personale coinvolto, mansioni e responsabilità.

Piano Finanziario

– descrivere le ipotesi di elaborazione del piano finanziario;
– analisi break-even point finanziario;
– analisi Profitti / Perdite attese su orizzonte temporale variabile rispetto alle finalità BP;
– analisi flussi di cassa su orizzonte temporale variabile;
– redazione di un bilancio previsionale.

Grafici

– break-even finanziario;
– profitti e Perdite attese;
– flussi di cassa attesi;
– altri grafici specifici.

Idealmente il documento prodotto non deve superare le 40/50 pagine e dovete essere in grado di presentarlo attraverso un Executive Summary in power point di non più di 15 diapositive.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI RELATIVE AL BUSINESS PLAN O PER UN CONSULTO GRATUITO “SCRIVI UNA DOMANDA” NELLA SEZIONE “L’ESPERTO RISPONDE” O CONTATTACI VIA MAIL AL LINK SOTTO

Business Plan – Free Download

FREE DOWNLOAD – un click sul file di interesse

1. Business Plan – SAMPLE: business plan semplificato per presentazione progetti
2. Business Plan – SAMPLE: business plan semplificato
3. Business Plan – NOTE OPERATIVE: i punti Fondamentali nella stesura del Business Plan

Aumenta la tua produttività e le capacità di Project Management

TOP 5 METODI PER INCREMENTARE LA TUA PRODUTTIVITÀ E LE TUE COMPETENZE DI PROJECT MANAGEMENT

La produttività si basa su quanto si è efficienti nel proprio lavoro . Si misura con il calcolo del totale di rendimento per le unità di entrate . Un’ organizzazione redditizia ha bisogno di impiegati e strumenti che siano produttivi e che possano dare ottimi rendimenti . La produttività non è soltanto quantità . Certo ! Ogni organizzazione punta a generare un alto tasso di rendimento senza compromettere la qualità del prodotto . Oggi giorno, quasi ogni organizzazione ha un project team . Il project manager è responsabile della riuscita dei progetti che aumenteranno la produttività e la qualità di un prodotto e/o servizio di un’ organizzazione .

Un’ organizzazione assegna i progetti al team di project management per migliorare la produttività e creare un risultato redditizio . Un project manager è responsabile della pianificazione del progetto e ne definisce gli obbiettivi, gli appalti, l’ esecuzione e il risultato . Un project manager deve possedere competenze specifiche per riuscire nel suo ruolo .

1. Leadership – Un project manager deve gestire e guidare il suo team . Deve assicurarsi che il proprio team segua le linee guida e le istruzioni in ogni fase del progetto . La riuscita di un progetto dipende completamente da come il project manager gestisce il suo team .

2. Pensiero critico e Negoziazione – Ci sono sempre dei conflitti quando si fa funzionare un progetto mentre si guida un team . Un project manager deve possedere buone doti di pensiero critico per negoziare e valutare una situazione positivamente . Il pensiero critico è importante per negoziare e venir fuori con una situazione favorevole per risolvere conflitti .

3. Comunicazione – Un project manager deve comunicare ogni giorno con venditori, azionisti, membri del team, clienti e con quasi tutte le persone coinvolte nel progetto . Deve rispondere e mandare e-mail e comunicare verbalmente con il suo team dandogli linee guida e istruzioni . Un project manager deve presentare la crescita e lo stato del progetto tramite PowerPoint o presentazioni grafiche . Oltre a dare informazioni, se un project manager non comunica efficientemente, ci saranno incomprensioni che porteranno al fallimento del progetto .

4. Gestione dei costi – Un project manager deve essere competente nella gestione del budget . Un project manager deve saper gestire i costi e non esagerare con le spese . La pianificazione di un progetto comprende la pianificazione del budget . Se un project manager non riesce a pianificare il budget in modo accurato, l’ intero progetto fallirà miseramente .

5. Gestione del rischio – Un progetto deve essere pianificato a modo . Mentre si pianifica, un project manager deve essere capace ad identificare i rischi in un progetto . Inoltre, deve essere capace ad affrontare i rischi ogni volta che ne spunta uno . Se un project manager non riesce a valutare i rischi, o a controllarli, il progetto potrebbe dare effetti negativi o potrebbe non essere finito in tempo .

Ogni project manager deve possedere queste competenze per gestire i progetti in maniera ottimale . Oltre a queste competenze, un project manager deve pianificare il suo / sua giornata in modo efficiente per incrementare la produttività . Per essere produttivo, un project manager deve :

1. Tenere traccia dei compiti – Un project manager deve prima pianificare la sua giornata . Deve organizzare il tempo per ogni compito . Inoltre, deve tenerne traccia in modo che non si sprechi troppo tempo su un compito specifico .

2. Privilegiare il lavoro – Si privilegia il lavoro secondo l’ importanza di ogni compito . Si comincia con il più importante ed eventualmente si porta al termine quello meno importante entro la fine della giornata . Di mattina, quando si è freschi, ci si può concentrare meglio e finire lavori importanti entro il tempo previsto . Un volta che tutti i compiti più importanti saranno completati, non si sarà stressati o preoccupati nella seconda parte della giornata .

3. Avere una lettura dinamica – Un project manager riceve una buona quantità di e-mail da clienti, venditori, azionisti, superiori e membri del team . Oltre a gestire le e-mail, un project manager deve anche lavorare alle presentazioni, leggere documenti legali e altri documenti relativi al progetto . Se il project manager è un lettore medio, influenzerà l’efficienza del lavoro . Un lettore medio legge circa 250 parole al minuto . Un project manager deve leggere a un ritmo più veloce per finire di leggere rapidamente le e-mail e altri documenti e concentrarsi su altri compiti importanti . Un project manager deve saper legger 400 parole al minuto su 1200 . Per leggere più velocemente, un project manager deve :

a. Evitare le sub – vocalizzazioni – Evitare di leggere ogni parola nella propria testa . Ogni volta che si legge, bisogna osservare come si sta leggendo . Anche se si muovono le labbra mentre si legge, si sta leggendo ogni parola nella propria testa . Questa è la sub – vocalizzazione . Bisogna leggere gruppi di parole, per esempio 3 o 4 parole insieme o semplicemente dare uno sguardo alle frasi . Quando si fanno scorrere gli occhi sui testi dei documenti o delle e-mail, si leggerà più velocemente e si sprecherà meno tempo .

b. Evitare la regressione degli occhi – Quando si muovo gli occhi avanti e indietro mentre si sta leggendo . Quando pensiamo che si è frainteso qualcosa o quando capiamo . Per risolvere questo problema, bisogna tenere un libro o una copertina sopra quello che già si è letto . Continuando a coprire le frasi già lette, non ci si sbaglierà più a leggere . Ci si concentrerà di più su ciò che si sta leggendo e si comprenderà meglio il testo .

c. Usare un puntatore o un dito – Quando si legge bisogna tenere il dito indice o una penna sopra la parola che si vuole leggere . Quando si continua a leggere, si deve far scorrere il dito o la penna sopra ciò che si sta leggendo . Questo aiuterà a concentrarsi su cosa si sta leggendo e non ci si sbaglierà o fraintenderà nessuna frase .

d. Skimming e scansione – Lo skimming è la lettura della prima e dell’ ultima riga di un paragrafo, leggendo solamente le parole chiave, date e altre informazioni rilevanti su tale paragrafo . La prima e l’ ultima riga del paragrafo presentano e riassumono il paragrafo stesso e dando un sguardo al resto si potrà capire di cosa riguarda il testo .

4. Fare pause – Per essere produttivi ed efficienti, è importante fare delle pause . Se si lavora senza pause, ci si stressa e non si sarà capaci di pensare creativamente e rapidamente come si vuole all’ inizio del proprio turno .

5. Riposare e dormire – Se non si dorme bene, ci si sentirà stanchi e stressati la mattina . Per sentirsi freschi, è importante dormire dalle 8 alle 10 ore . Una notte di sonno corretto dipende da un buon materasso e da un buon cuscino . Se il materasso e il cuscino non sono comodi, non sarà possibile dormire bene . Ci si sveglierà molte volte durante la notte e ci si sentirà stanchi e stressati . Bisogna investire in un buon materasso e in un buon cuscino e godersi una notte di sonno corretto per svegliarsi in salute e freschi in modo da poter affrontare ogni sfida della giornata .

Conclusioni :

Un project manager è responsabile della riuscita o del fallimento di un progetto . Deve controllare tutto, dalla pianificazione all’ esecuzione e alla conclusione di un progetto . Un project manager senza competenze chiave fallirà . È importante che un project manager lavori sulle proprie competenze, tenendosi sempre aggiornato .

Traduzione a cura di : Matteo Aristei

Crisis Management

Crisis Management

GESTIRE LA CRISI E LO SVILUPPO UMANITARIO

SUPPORTO IMMEDIATO ALLA RISPOSTA UMANITARIA
Il servizio è pensato per Organizzazioni Internazionali, Governative, Agenzie e ONG:
– Assistenza nella progettazione degli interventi;
– Identificare un KIT di briefing per il training delle persone operative nel contesto di emergenza;
– Organizzare specialisti come: team leader, coordinatori, esperti in nutrizione, WatSan/WASH, personale medico, sanitario e logistico;
– Organizzare i servizi logistici necessari per condurre l’operazione di emergenza;
– Impostare correttamente la Sicurezza Umanitaria;
– Attività di negoziazione e mediazione nella stipula di accordi;
– Analizzare le aperture del paese;
– Servizi di back rear, desk office e relativo monitoraggio;
– Esercitazioni, simulazioni e formazione a distanza;
– Analisi e consulenza strategica, rafforzamento della struttura organizzativa;
– Raccolta fondi e scouting opportunità di bandi;

PROTEZIONE E DIFESA CIVILE

FORECAST, PREVENIRE, RISPONDERE ALL’EMERGENZA, SUPPORTARE NELLA RICOSTRUZIONE

– Implementazione dei sistemi di monitoraggio dei territori coinvolti nell’Emergenza;
– Piani di emergenza e protezione civile, studiati per l’intera comunità o nell’ambito di una organizzazione;
– Analisi e messa a punto di piani di prevenzione in funzione del livello di rischio effettivo;
– Attuare i piani e le campagne di prevenzione di potenziali disastri;
– Reclutamento dei profili professionali specialisti dell’Emergenza: capi campo, disaster manager, esperti di logistica, responsabili di funzione;
– Assistenza nella creazione di gruppi di volontari a supporto dei tecnici dell’emergenza;
– Attività di training e formazione (coordinamento, pianificazione, reportistica e monitoraggio, logistica, Incident Command System, amministrazione in condizioni di emergenza);
– Messa a punto di esercitazioni, simulazioni, role playing.

SERVIZI PER LE PA

– Formazione del personale della protezione civile ed esercitazioni del personale COC;
– Recruiting e setup del nucelo volontari, attività di promozione, training off the job e on the job, organizzazione spazi operativi;
– Scouting Bandi per gli interventi e per il materiale da utilizzare nelle esercitazioni;
– Assistenza e redazione del piano di emergenza / protezione civile;
– Seminari tecnici tematici;
EVENTI
– Gestione, comunicazione esterna e web, sviluppo sistemi informatici dedicati;
SERVIZI A SUPPORTO TRASVERSALI
– Attività di pianificazione, strategia, valutazione risultati;
– Attività di Project Management;
– Servizi di logistica e strategie di approvvigionamento;
– Traduttori ed Interpreti.

PER ASSISTENZA & SUPPORTO TEMPESTIVI
IN CASO DI DISASTRI E CRISI UMANITARIE

Comporre il NUMERO DI EMERGENZA, attivo 24 ore su 24 +39 348 38 54 743
In massimo 18 ore, il Crisis Response Team parte per ogni destinazione
BEACON SALA OPERATIVA: Via Mac Mahon 78 Milano MI

Bioedilizia ed Edilizia Ecosostenibile

Bioedilizia ed Edilizia Ecosostenibile

SPAZI ABITABILI, COMMERCIALI, RICREATIVI TOTALMENTE ECOSOSTENIBILI E MULTIFUNZIONALI NEL COMPLETO RISPETTO DI “GREEN & WHITE ECONOMY”

Secondo un’ottica WHITE ECONOMY, si intende realizzare una ausilioteca ed un prototipo di “abitazione su misura”, antisismica, completamente ecosostenibile dunque ad impatto zero, e ad alta accessibilità, in un’area prossima ad EXPO 2020.

COMMERCIALIZZAZIONE E CUSTOMIZZAZIONE 100%

Il prototipo sarà poi commercializzato sia in Italia che all’estero, progettato e costruito, in base alle esigenze dell’utenza, da un pool di Aziende specializzate, imprese che rappresentano l’eccellenza tecnologica italiana e internazionale. Saranno disponibili:
– SOLUZIONI ABITATIVE personalizzabili dai nostri progettisti e ingegneri a seconda dei desideri e del budget a disposizione;
– SPAZI COMMERCIALI di tutte le tipologie, completi di arredi e tecnologie, delle dimensioni concordate;
– SPAZI ABITATIVI con alta accessibilità per disabili, laboratori, spazi ricreativi, altre finalità su richiesta.

STRUTTURA ANTI-SISMICA ED ECOSTENIBILE AD IMPATTO ZERO

Si utilizzeranno dei container industriali, i quali garantiranno la perfetta tenuta delle abitazioni in caso di eventi sismici anche di forte intensità, una elevatissima durata complessiva della struttura, un significativo risparmio di risorse economiche e dei tempi di esecuzione lavori.
Gli aspetti energetici ed ambientali saranno posti al centro, per poter rendere gli spazi completamente autonomi dal punto di vista energetico ed idrico (gestione acque e reflui senza alcuna necessità di collegarsi a reti pubbliche).

SOLUZIONI RFID PER ALTA ACCESSIBILITÀ ANCHE NEL CASO DI FORTI DISABILITÀ

Nel caso l’utenza richieda oltre alla totale autonomia energetica anche una completa vivibilità e accessibilità, verranno abbinate ed integrate tecnologie assistive fortemente innovative sia strutturali che impiantistiche, in grado di garantire accessibilità e autonomia a persone con disabilità.

Particolare attenzione sarà indirizzata verso applicazioni e finalità sociali dell’intervento, attraverso l’esecuzione di appositi spazi multifuzionali accessibili, per consentire una corretta vivibilità, unitamente ad attività di recupero e creative.

STRUTTURA INTELLIGENTE GRAZIE A TECNOLOGIE AVANZATE

La struttura sarà “intelligente” grazie alla perfetta combinazione di un team interdisciplinare e dall’applicazione di una serie di sensori che saranno in grado di monitorare, ogni parametro fisico ed ambientale degli spazi abitativi, la radioattività generata dal radon, tutti i parametri biologici delle persone che abiteranno la casa, affinché esse si possano sentire “protagoniste” della loro vita.

VIVIBILITÀ E SOCIALE

Tutto questo attraverso l’interazione tra “sociale” e “applicazioni / tecnologie telematiche” di recente sperimentazione quali ad esempio il WASP (Wireless Accessible Sensor Populations), che consentiranno un controllo continuo delle abitudini quotidiane nonché delle eventuali attività di riabilitazione e recupero in relazione alle diverse patologie.

OBIETTIVI STRATEGICI DELL’EU E RILEVANZA DEL PROGETTO

Questi argomenti di estrema attualità, sono al momento sotto stretta osservazione da parte dell’Unione Europea e si tradurranno in fondamentali obiettivi di Welfare dell’Unione.

EXPO 2020 E VETRINA INTERNAZIONALE PER WHITE HOME

Il progetto sarà oggetto di dibattiti, convegni, dimostrazioni nella vetrina mondiale di Expo 2020 e in ogni occasione nazionali ed internazionale dove si promuoverà e si attuerà la WHITE ECONOMY.

Esempio Soluzione Abitativa

REFERENTI PRINCIPALI DEL PROGETTO

– Vittorio Aliprandi (General Manager VSA GROUP);
– Roberto Tocci ( Architetto);
– Mariangela Bonizzoni (Grafica e Comunicazione);
– Danilo Filippini (Coordinatore Progetto );
– Vito Lavanga ( Dr. in Fisica e Chimica);
– Marco Novelli ( Ingegnere Nomec srl);
– Failla Santo (ESSEA Impianti);
– IBS International Business Strategy.

ENTE PROMOTORE – SSSURL – Scuola Superiore di Studi Universitari e di Ricerca – Leonardo da Vinci
PROGETTAZIONE E DISEGNI – “ti group” – Studio Architettura Urbanistica – Arch. Roberto Tocci

PER INFORMAZIONI CONTTACI

Certificazione Halal

ORIGINE DEL TERMINE Ḥalāl

Il termine Ḥalāl (حلال, ḥalāl, halaal) è un vocabolo arabo il cui significato è “lecito”.
Nella lingua araba, il termine viene utilizzato per catalogare tutto quanto risulta secondo l’Islam consentito, in opposizione a ciò che è proibito.
Il concetto di base si applica al comportamento, alla modalità di parlare, al tipo di abbigliamento, alla condotta e alle consuetudini in tema di alimentazione.

Nel mondo occidentale viene collegato agli alimenti preparati in modo accettabile secondo le norme della legge islamica.
Nel mondo musulmano, da parte di diverse persone appartenenti a differenti regioni o comunità islamiche, non sempre c’è concordanza su quanto sia da considerare “halāl”.
Focalizzandoci sulle persone che aderiscono all’applicazione della filosofia al cibo, essi ritengono sia ritenuto ḥalāl, ciò che non contempla una sostanza proibita e se la carne è stata macellata secondo le linee guida della tradizione e del rito islamico, indicate nella Sunna anche conosciute con il termine dhabīḥa.

Il rito prevede che gli animali devono essere coscienti all’atto della loro uccisione, che deve avvenire recidendo la trachea e l’esofago e con il conseguente dissanguamento completo dell’animale.
Questa che abbiamo indicato è la più rigida interpretazione di ḥalāl ed è anche una linea di pensiero diffusa tra i musulmani, poiché coincidente con le prescrizioni islamiche.
Si evince come la questione del cibo ricopra una consistente ed importante area nella Shari°ah Islamica.

COME VIENE CLASSIFICATO IL CIBO SECONDO I PRINCIPI Ḥalāl

Il cibo si può classificare in due settori principali:

PIANTE, FRUTTI, VEGETALI, SEMI

Salvo esse contengano sostanze dannose per l’essere umano (veleno, sostanze narcotiche) esse possono essere consumate per nutrirsi.

CREATURE VIVENTI:

Esse possono essere suddivise ulteriormente in 3 categorie:

a) Creature che vivono nell’acqua;

b) Creature che vivono sulla terra;

c) Creature in grado di volare, come gli uccelli.

CREATURE ACQUATICHE

E’ consentito (ĥalāl) cibarsi di qualunque tipologia di pesce con squame come: trote, salmoni, lucci, triglie, merluzzi, muggini, carpe, naselli, alici, acciughe, aringhe, spigole, branzini, cefali, cernie, dentici, tonni, orate, sogliole, sardine, sarde, gamberetti, gamberi.
Altre creature del mondo marino come quelle che seguono sono illecite: tartarughe, balene, squali, granchi, astici, aragoste, anguille, murene, pesci spada, rombi, razze, moscardini, calamari, seppie, cozze, vongole e ostriche, scampi e altri frutti di mare.
Affinché sia considerato ĥalāl, dunque commestibile, l’essere vivente di natura acquatica deve essere tolto dall’acqua ancora vivo, mentre è irrilevante il metodo di pesca utilizzato. Le uova dei pesci sono considerate in funzione della liceità del pesce in questione.

CREATURE TERRESTRI

Questa categoria comprende tutti gli animali che vivono sulla terra.
Tra gli animali domestici, sono leciti: mucche, cammelli, capre, pecore; questi animali possiedono lo zoccolo fesso ossia spaccato in 2 e tipico del loro genere.
Fra gli animali selvatici, ossia non di allevamento, sono considerati leciti: mucche selvatiche, pecore di montagna, gazzelle, montoni, cervi, mentre viene sconsigliato (makruh), di alimentarsi con carne di asino, mulo, cavallo.
Non è consentito cibarsi invece di animali:
– che hanno zampe o denti canini come: conigli, cani, scimmie, elefanti e secondo versetti del Corano, del maiale;
– di rettili, serpenti, tartarughe;
– di insetti, mosche, parassiti, invece le locuste sono considerate lecite;
Anche di un animale ucciso secondo rito islamico, alcune parti sono proibite: milza, pene, testicoli, sangue, vescica, placenta, bile, vagina, i muscoli vertebrali dal collo al coccige, midollo, le pupille degli occhi, ghiandole, la piccola ghiandola sotto al cervello.

UCCELLI

Sono leciti gli esseri che volano e che hanno il corpo ricoperto da piume, o gli uccelli non rapaci, (ossia che non possiedono artigli). A queste regole di classificazione si aggiungono altri criteri che non citiamo, tuttavia per semplificare possiamo dire che:
– pennuti come polli, tacchini, galli e galline, oche, capponi, anatre, pernici, faraone, quaglie, piccioni, beccacce, allodole, struzzi, fagiani, tordi e uccelletti sono leciti dunque ĥalāl;
– rapaci come falchi, avvoltoi, aquile, cornacchie, corvi, pavoni, pipistrelli e le loro uova, sono illeciti, cigno, rondine, l’upupa sono invece sconsigliati;

LA MACELLAZIONE

Affinché animali considerati leciti siano utilizzabili nella alimentazione, è importante che la macellazione sia avvenuta attraverso il rito islamico, con il taglio simultaneo della giugulare, carotide e trachea dell’animale, mediante un coltello affilato. I requisiti per una corretta macellazione sono:

– Chi esegue l’azione deve essere musulmano, a conoscenza di ciò che è lecito / illecito;
– L’arnese da utilizzare per la macellazione meglio se di ferro;
– L’animale nel momento della macellazione deve essere collocato col muso verso la Santa Ka’baa;
– L’individuo che esegue l’azione della macellazione dovrà pronunciare il nome santo di Allah;
– Bisogna accertarsi che dall’animale fuoriesca un flusso normale di sangue;
– L’animale deve essere in vita e in buona salute al momento in cui avviene la macellazione.

ALCOLICI E GIOCO D’AZZARDO

E’ ritenuto illecito l’utilizzo di sostanze alcoliche, anche in modeste quantità, partecipare alla produzione delle sostanze, distribuirle o venderle, perché gli alcolici riducono o annullano la capacità razionale dell’individuo, che è la caratteristica distintiva più importante rispetto al mondo animale. Gli alcolici favorirebbero anche comportamenti impuri. Illecito è considerato anche il gioco d’azzardo.

CERTIFICAZIONE HALAL, PERCHE’ IMPORTANTE ?

La certificazione halal è indispensabile per aziende Italiane che desiderino esportare i loro prodotti in territori ove i consumatori aderiscano all’islam e pratichino le norme e le regole previste in merito alla liceità dei cibi o del modo in cui l’animale è stato ucciso secondo la tradizione islamica nell’ambito dei processi produttivi, ossia“islamically correct”.
Se consideriamo che le popolazioni che praticano la religione islamica sono quasi 2 miliardi nel mondo, di cui quasi 2 milioni in Italia e 25 milioni in Europa, che secondo stime di esperti diventeranno 70 milioni nel 2025, il potenziale di questa scelta di ottenere la certificazione Halal, risulta immediatamente evidente.

Il certificato si rende indispensabile sia per l’esportazione di animali frutto di macellazione, come bovini e altri animali leciti, tuttavia si richiede anche per alimenti che possono contenere anche tracce di prodotti derivanti da animali macellati; pertanto vi è una procedura ed un elenco di alimenti per i quali è richiesta la certificazione Halal e altri dove essa non è richiesta.

Halal Italia e Halal Italy sono due enti di certificazione per i prodotti di eccellenza del “made in Italy” conformi alle regole di liceità (halal) in settori come quello agro-alimentare, sanitario, cosmetico, farmaceutico, assicurativo e finanziario.
La certificazione spesso si aggiunge a procedure già in essere come ISO e HACCP, infatti la certificazione Halal tiene conto della filiera di prodotto e delle norme di igiene e sicurezza per poter garantire al consumatore finale della GDO o della distribuzione, sia esso musulmano che non, un prodotto di alta qualità rispondente ad elevati standard qualitativi.

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