Giappone a quanto ammonta il debito

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Perché il debito pubblico del Giappone è diverso da quello dell’Italia?

Il debito pubblico giapponese ammonta a più di 1 quadrilione di Yen, circa 8mila miliardi di euro, 4 volte il debito pubblico italiano e il 253% del PIL del Giappone. Ma perché il Giappone riesce a finanziare il suo debito sui mercati finanziari offrendo bassissimi tassi di interesse agli investitori?

Oltre 1 quadrilione di yen (¥1,053,522,391,953,000), pari a circa 8mila miliardi di euro. 4 volte l’ammontare di debito pubblico dell’Italia. Il 253% del Prodotto interno lordo giapponese.

Sono i livelli astronomici raggiunti dal debito pubblico del Giappone, la nazione più indebitata del mondo.

Dei rischi, manco a parlarne. Dello spread, nemmeno l’ombra.

Nonostante il debito pubblico giapponese sia infatti il più alto a livello mondiale, il Giappone non ha subito le stesse tensioni speculative sui mercati finanziari vissute da altre parti, come in Italia e in Grecia.

Dal 2001, il Giappone mantiene la famosa “AAA”, il miglior giudizio possibile emesso dalle agenzie di rating.

I tassi di interesse sui titoli di stato giapponesi sono infatti tra i più bassi del mondo. Ad una scadenza di 10 anni, un titolo di stato giapponese rende lo 0,035%, meno del Bund tedesco (0,386%) considerato il “safe haven” per eccellenza.

Perché il Giappone è stato allora in grado di evitare le crisi del debito sovrano, avvenute in Italia e in Grecia, anche se il suo rapporto debito pubblico/PIL è molto più alto? Cosa c’è quindi di tanto diverso nel debito pubblico del Giappone?

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Proveremo a sciogliere il bandolo della matassa.

Innanzitutto, occorre avere chiara la definizione di debito pubblico di un paese. Esso rappresenta la somma dei debiti contratti da uno stato per far fronte ai propri fabbisogni di spesa. Quando le spese di uno stato superano le entrate (tasse), si realizza un deficit di bilancio che va a incrementare di anno in anno lo stock di debito pubblico.

Per valutare i rischi associati a un elevato debito governativo, occorre tenere conto della composizione dei creditori di un paese. E cioè andare a vedere colore che prestano i soldi a quel determinato paese.

Un aspetto rilevante infatti è capire se i creditori sono investitori residenti o stranieri.

Quando il debito è detenuto prevalentemente da investitori stranieri il rischio di subire tensioni sul mercato dei titoli è più alto.

Gli investitori stranieri sono di solito i primi a disinvestire se la credibilità di un paese peggiora.

Chi detiene il debito pubblico del Giappone?

Circa il 90% del debito pubblico giapponese è detenuto da soggetti residenti: banca centrale (43%); banche (19%) assicurazioni e fondi pensione (20%) e dal Fondo pensionistico nazionale (8%), risparmiatori (1%).

Nella pratica, come sostiene l’economista Carlo Cottarelli nel suo libro “Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene”, se un debito è detenuto dalla banca centrale di un paese, è come se quella parte di debito pubblico non esistesse. A fine anno la banca centrale restituisce nelle casse dello stato gli interessi pagati dal governo centrale.

Oggi soltanto l’11% del debito pubblico giapponese è in mano agli investitori stranieri.

Fonte: Ministero delle Finanze, Giappone

Chi detiene il debito pubblico italiano? Chi quello della Grecia?

Facciamo un confronto internazionale.

L’Italia mostra un rapporto debito/pil del 132%, la Grecia del 179%. Della composizione storica del debito pubblico italiano, ne abbiamo parlato di recente in questo articolo. Ti invitiamo a consultarlo per avere maggiori dettagli.

Vale la pena ricordare che oggi la quota di debito italiano detenuta da investitori stranieri è del 35%. Una situazione analoga si registra in Grecia, dove gli investitori stranieri detengono il 37% del debito ellenico.

Poiché la gran parte del debito pubblico dei paesi periferici dell’Europa è in mano a investitori stranieri, questo rende i tassi di interesse particolarmente suscettibili al giudizio dei mercati.

Paesi come Italia e Grecia si trovano quindi costretti a finanziare il loro debito pubblico a tassi di interesse elevati.

Come incrementare il debito interno?

La ragione per cui gran parte del debito giapponese è detenuta da soggetti residenti è da attribuirsi agli elevati tassi di risparmio delle famiglie e delle imprese nipponiche. In aggiunta a tutto questo, i giapponesi hanno sempre mostrato una forte avversione al rischio ed un elevato grado di “home bias”, cioè una predisposizione all’acquisto dei titoli domestici.

Con un elevato risparmio interno e con un canale preferenziale all’acquisto dei titoli, il Giappone si può permettere di non ricorrere agli investitori esteri, mantenendo molto bassi i tassi di interesse sui titoli di stato.

Il Giappone ha un debito pubblico molto più alto del nostro, ma non corre rischi. Ecco perché

Il debito pubblico del Giappone è alle stelle: le cifre parlano di oltre un quadrilione di yen, il 253% del Pil. Eppure, da quelle parti, nessuno ha mai sentito parlare di spread. Ma perché il loro debito è meno rischioso? Per capirlo bisogna vedere chi sono gli investitori che lo detengono

C’è un Paese, nell’estremo Oriente, al cui confronto il debito dell’Italia equivale a quattro spiccioli. Il debito pubblico del Giappone, infatti, ammonta a una cifra equivalente a 8mila miliardi di euro, oltre un quadrilione di yen, il quadruplo dell’Italia.

Eppure, il Paese del Sol Levante non corre alcun rischio. E nessuno, da quelle parti, ha mai sentito parlare di spread.

Ma come mai per il Giappone la crisi del debito non è un pericolo, nonostante il suo rapporto debito/Pil sia molto più alto rispetto a Grecia e Italia?

Il debito pubblico del Giappone, infatti, ammonta a una cifra equivalente a 8mila miliardi di euro, oltre un quadrilione di yen, il quadruplo dell’Italia. Eppure, il Paese del Sol Levante non corre alcun rischio. Perché?

Il debito americano detenuto dalla Cina. A quanto ammonta e come funziona

Il taglio è avvenuto nel mezzo della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, che si sta combattendo a suon di tariffe e dazi su beni di importazione prodotti nei rispettivi paesi.

Il resto dei 22 trilioni di dollari di debito nazionale è detenuto dal popolo americano e dal governo degli Stati Uniti.

La Cina è il paese che ha la maggior parte del debito degli Stati Uniti. Segue il Giappone con 1,07 trilioni, il Brasile con 308 miliardi, l’Irlanda 274 miliardi e il Regno Unito con 284 miliardi.

Sin dal novembre del 2020, la Cina ha ridotto le sue partecipazioni sul debito degli Stati Uniti, quando questo valore raggiunse il suo massimo con 1,3 trilioni di dollari.

Questo meccanismo ha permesso allo yuan, la valuta cinese, di crescere. Per fare ciò, la Cina ha dovuto allentare il suo ancoraggio al dollaro, rendendo lo yuan più attraente per i broker di forex nei mercati globali.

Prima del febbraio 2020, la Cina aveva rafforzato la conversione dallo yuan al dollaro in risposta alle pressioni degli Stati Uniti.

Ma ha invertito il corso quando il dollaro è salito del 25% nel 2020 e nel 2020, creando una bolla finanziaria.

Poiché il tasso di cambio dello yuan è stato fissato al dollaro, l’aumento ha trascinato con sé il valore dello yuan. La Cina ha dovuto abbassare manualmente il valore dello yuan per rimanere competitiva con altri mercati emergenti che avevano valute fluttuanti.

Dal 2020 ogni anno la Cina ha sempre avuto più di un trilione di dollari di debito americano.

La Cina detiene il debito americano in parte perché si tratta di una strategia economica per tenere i prezzi delle esportazioni competitivi.

Lo yuan viene tenuto a un tasso fisso rispetto ad un paniere di valuta, costituito in maggioranza dal dollaro. Quando il valore di questa valuta cade, il governo cinese usa i dollari che ha a disposizione per acquistare buoni del tesoro, con i soldi dei pagamenti per le esportazioni delle società cinesi. Gli acquisti del tesoro cinese aumentano la domanda per il dollaro e quindi il suo valore.

Inoltre questa posizione è sfruttata anche politicamente.

La Cina di volta in volta può minacciare di vendere una parte del suo debito. Se facesse ciò gli interessi americani salirebbero, rallentando l’economia americana.

Questa ipotesi tuttavia appare abbastanza remota perché un’improvvisa vendita di una quota importante innescherebbe una crisi economica finanziaria di cui sarebbe vittima anche la Cina.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Quanto puoi guadagnare con le opzioni binarie?
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: