Il trading sull’euro seguirà le decisioni della Fed

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Il trading sull’euro seguirà le decisioni della Fed

La Fed comunicherà le scelte di politica monetaria che influenzeranno il trading in opzioni binarie

Quando ci sarà il comunicato della Fed dopo la riunione di due giorni di politica monetaria, il 16 e 17, i trader saranno concentrati su due parole : “periodo considerevole”.

Da marzo la Fed ha assicurato – una volta completata l’exit strategy dal quantitative easing – di tenere i tassi di interesse allo zero per un “periodo considerevole” di tempo. Le misure insolite di espansione monetaria – cioè il programma di acquisto di titoli di stato – finiranno il loro flusso a fine ottobre. In agosto il presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockhart ha affermato che la banca centrale potrebbe attendere ancora “qualche riunione” prima di modificare quel linguaggio tipico degli ultimi convegni.

Ma altri rappresentanti del board, sia colombe sia falchi, vogliono rivedere quel linguaggio. Nelle affermazioni di luglio Charles Posser, il presidente della Fed di Philadelphia, ad esempio, ha già chiesto che il registro fosse cambiato. Le due parole vengono viste come un codice del fatto che la Fed innalzerà i tassi guida, nel mese di marzo o in giugno del 2020. I tassi sono fissi ai minimi storici da dicembre 2008. Bernard Baumohl, chief global economist dell’Economic Outlook Group, è certo che la frase “periodo considerevole” sparirà dal comunicato e che da marzo i tassi saranno alzati. Ad esclusione per le vendite al dettaglio, gli altri dati macro fondamentali hanno fatto vedere una buona ripresa della maggiore economia mondiale. Un altro dubbio che tormenta gli osservatori è il segno negativo del mercato occupazionale, che a valutare da assunzioni e tasso di disoccupati è in recupero, ovvero il tasso di partecipazione alla forza lavoro. “Prevediamo che la Fed segnali che la politica dei tassi di interesse a zero sia giunta al capolinea”, ha dichiarato Baumohl.

Tag: economia

Opzioni binarie, cosa cambia dopo le ultime mosse della Bce

Gli effetti delle nuove mosse di Draghi sul trading.

di Luigi Boggi – 18 Marzo 2020

Il trading sull’euro seguirà le decisioni della Fed

La Fed comunicherà le scelte di politica monetaria che influenzeranno il trading in opzioni binarie

di Luigi Boggi – 15 Settembre 2020

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Le attese degli investitori sulla prossima riunione della Bce

La moneta unica europea, è rimasta debole per l’intera settimana scorsa, sulla scorta che la Banca Centrale Europea la cui riunione è prevista per Giovedì, possa proseguire con acquisti di asset in stile QE

di Luigi Boggi – 1 Settembre 2020

La Francia vorrebbe un Euro più svalutato

Dopo l’ammissione che il governo non riuscirà a centrare gli obiettivi di bilancio nel 2020 e dopo aver dimezzato le stime sulla crescita economica, il ministro delle Finanze francese ha…

di Luigi Boggi – 27 Agosto 2020

L’embargo alla Russia crea difficoltà all’economia

Gli scambi commerciali tra Italia e Russia sono irreparabilmente destinati a scendere e “le perdite degli operatori italiani del settore potranno essere a livello di svariate centinaia di milioni di…

di Luigi Boggi – 25 Agosto 2020

La politica monetaria Europea per indebolire l’Euro

L’Europa corre il rischio di perdere la coincidenza del treno congiunturale globale e di regredire di nuovo. Oltre ai mercati finanziari, questo è stato constatato anche da Mario Draghi, per…

di Luigi Boggi – 24 Agosto 2020

Il ritardo delle riforme italiane influenza l’economia europea

“L’Italia non può che dar la colpa a se stessa”, è quanto affermato da Mario Draghi, dopo aver analizzato la terza recessione in cui l’Italia è ricaduta dal 2008. Il…

di Luigi Boggi – 13 Agosto 2020

Fare trading sulle opzioni binarie e scenario futuro sul forex

Non c’è che dire: i temi sul mercato non mancano, anzi. E per quanto agosto sia un mese comunemente vacanziero, i mercati finanziari storicamente riservano sempre dinamiche di grande rilievo….

di Luigi Boggi – 8 Agosto 2020

Banca Centrale Portoghese aiuta Banco Espirito Santo

Il governatore della Banca Centrale di Lisbona, Carlos Costa, ha comunicato l’operazione al fine di evitare il fallimento del terzo polo bancario del Paese e evitare una nuova crisi finanziaria….

di Luigi Boggi – 5 Agosto 2020

Potrebbero aprirsi nuovi orizzonti economici per gli emergenti

È prevista una riunione dei leader delle cinque principali economie emergenti, i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in Brasile per ideare un nuovo assetto finanziario post-crisi, di…

di Luigi Boggi – 1 Agosto 2020

Opzioni binarie 60 secondi: cosa sapere

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie vietate: tiriamo le somme

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie, gli indicatori più importanti per principianti

di Valentina Cervelli

Trading: 24Option sospesa da Consob in Italia

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie, Bande di Bollinger e Oscillatore RSI

di Valentina Cervelli

OpzioniBinarieLive is part of the network IsayBlog! whose license is owned by Nectivity Ltd.

Managing Editor: Alex Zarfati

OpzioniBinarieLive è un sito esclusivamente divulgativo e non può essere ritenuto responsabile degli investimenti effettuati dagli utenti.

‘Se l’euro salirà a 1,20 sul dollaro la Bce taglierà i tassi immediatamente’

Che la Bce stia ragionando riguardo un taglio dei tassi non è un mistero. Non fosse altro perché lo stesso Mario Draghi lo ha candidamente ammesso nel corso della conferenza stampa seguita all’ultima riunione del Consiglio, durante la quale alcuni membri si sono detti a favore di un intervento al ribasso sul costo del denaro e una (per ora) minoranza addirittura di una riattivazione degli acquisti obbligazionari. Ora, però, la questione sta prendendo velocità come nessuno pensava fosse possibile. In primis, questo grafico

mostra un proxy di come il mercato già prezzi un intervento diretto dell’Eurotower: i futures sull’eurodollaro sono arrivati a un livello che non si vedeva dai tempi della crisi debitoria europea del 2020. Il tutto a fronte di un contemporaneo e continuo afflusso di capitali nei fondi obbligazionari (+261 miliardi di dollari di controvalore da inizio anno) e in fuga dalle equities, mossa che parla la lingua di un timore recessivo sempre crescente. In attesa, ovviamente, dell’ennesima grande rotazione verso gli indici che seguirà alla prima mossa concreta a livello espansivo.

Ma c’è dell’altro e ha decisamente a che fare con l’argomento del momento, ovvero la guerra commerciale fra Usa e Cina e i ricaschi sulla crescita a livello globale. Donald Trump, infatti, ha cominciato la settimana in gran forma, prima definendo la Fed “una forza distruttiva per l’economia statunitense, visto che non ha ascoltato ciò che le dicevo” in fatto di aumento dei tassi, poi vaticinando che la Cina “arriverà a un accordo perché è ciò che deve fare” ma che nel frattempo “sta svalutando la sua moneta, un qualcosa che richiede un intervento”.

Leggi anche: “Le speculazioni di Goldman Sachs dietro il sostegno di Trump al cambio di regime in Venezuela“

Immediatamente, dollaro a picco insieme ai rendimenti obbligazionari Usa. Insomma, la Casa Bianca non intende mollare la presa in vista del G20 di Osaka di fine mese, a latere del quale è atteso un incontro proprio fra il presidente Usa e Xi Jinping. Fallito il quale, ha sottolineato l’inquilino di Pennsylvania Avenue, “verranno attivate nuove tariffe”. E che la Cina stia patendo la situazione più di quanto non lascia trapelare all’esterno, lo confermano due dati. Il primo lo mostra questo grafico:

ovvero il fatto che un primo bando sull’export di terre rare cinesi sia già stato messo in atto, senza che la cosa abbia però colpito direttamente mercati e Stati Uniti. A maggio le esportazioni di quei minerali così fondamentali per il comparto tech ma anche per l’aerospaziale è infatti calato del 16% su base mensile, toccando la 3.640 tonnellate metriche. Reazione? Per ora, praticamente nulle. Ecco poi che Bloomberg pubblica un articolo nel quale si evidenzia come le autorità vietnamite, per la prima volta in assoluto, siano state obbligate (o, forse, “spinte”) ad annunciare nuove e più stringenti misure anti-contraffazione, dopo che il dato dell’aumento esponenziale dell’export di Hanoi verso gli Usa, come mostra il grafico

ha portato alla luce la pratica truffaldina di massa posta in essere da molti esportatori cinesi, i quali utilizzerebbero la dicitura “Made in Vietnam” per aggirare le sanzioni statunitensi sulle loro merci. Insomma, guerra totale. La quale potrebbe essere la vera ragione dell’interventismo ormai sottotraccia della Bce, sempre più vicino. Stando a un reportage della Reuters basato sulle indiscrezioni di due fonti anonime vicine alla Bce, finora non smentite dall’Eurotower, la Banca centrale sarebbe pronta a tagliare i tassi nel caso inflazione e crescita restassero su questi livelli per i prossimi mesi: “In quell’evenienza, un intervento al ribasso è garantito”.

Ma, come anticipato, c’è molta guerra commerciale dietro il nuovo impulso espansivo che starebbe prendendo piede a Francoforte, apparentemente con l’avvallo di una Bundesbank mai così silente e colomba: il cambio euro-dollaro in un contesto, come quello già in atto, di svalutazione monetaria globale. Con la Cina pronta a varcare il Rubicone di quota 7 nel cross con il biglietto verde, come confermato nel weekend anche da un report di Goldman Sachs e il dollaro in continuo indebolimento, oltretutto con tratti di reazione pavloviana a ogni tweet del Presidente. A spaventare la Bce è questo grafico:

ovvero il conseguente apprezzamento della moneta unica europea in un contesto di corsa al ribasso di dollaro e yuan. Praticamente, stante i dati macro attuali dell’eurozona, la morte definitiva dell’export. E il rischio di una recessione ben peggiore del previsto, da affrontare con i mezzi relativamente scarsi rimasti. Ecco cosa dice la fonte alla Reuters: “Vuoi cinque ragioni perché la Bce tagli il costo del denaro? Tasso di cambio. Ripetuto per cinque volte”. E ancora: “Partendo dall’1,13 attuale, quota 1,15 potrebbe ancora essere tollerabile da qualcuno ma non certamente da tutti i Paesi dell’eurozona. Ma 1,20 rappresenterebbe un livello critico. A quel punto, la Bce interverrebbe con un taglio. Già in estate”. Ovvero, domani, visto l’anticipo con cui i mercati prezzano determinate decisioni.

Il problema però è duplice. Da un lato, appunto, il già citato scarso margine di intervento, poiché a differenza della Fed, la Bce non ha più alzato i tassi dai tempi del Qe e l’unica opzione percorribile che garantisca un minimo di effetto sui mercati è la discesa in negativo, la cosiddetta Nirp (Negative Interest Rate Policy) che già è in vigore sui tassi di deposito (-0,40%) e che tanti danno sta provocando ormai da trimestri alla profittabilità delle banche tedesche e, in parte, francesi. Insomma, una deriva del tutto giapponese. Ma scendere in negativo con il tasso benchmark rappresenterebbe quindi non solo la sfida estrema alla Bundesbank e ai cosiddetti “falchi” dell’eurozona, bensì anche un azzardo per la tenuta del sistema bancario, visto che non esiste una possibilità di svalutazione “chirurgica” dell’euro che non vada a intervenire sui rendimenti obbligazionari, schiantandoli. Insomma, qualcuno deve pagare un prezzo. Questione di priorità.

Leggi anche: “Padoan: ‘Per i mercati l’Italia è spacciata, aspettano solo la ristrutturazione del debito‘”

E per quanto l’argomento non abbia ancora fatto capolino nella discussione economico-finanziaria mainstream, l’apprezzamento dell’euro preoccupa non poco Mario Draghi. E a ragione, visto che l’apertura di Jerome Powell a un taglio dei tassi (che il mercato già prezza la prossima settimana al 50% e quasi all’80% al meeting di luglio), ha fatto svalutare il dollaro sull’euro del 2% in una sola settimana. E Goldman Sachs si dice certa che, vista la magnitudo ormai raggiunta dallo scontro commerciale con la Cina, la Fed sarà obbligata a perseguire la strada di un dollaro debole per rafforzare la mano della Casa Bianca nei negoziati con Pechino, quantomeno fino al vertice di Osaka. Lo stesso governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, non a caso, ha recentemente sottolineato il rischio di un euro in rafforzamento, dopo l’ultima decisione della Bce di “interazione con i tassi di interesse Usa”.

Cosa fare, quindi? In molti scommettono su un Mario Draghi che, forte della mano libera garantitagli dalla fine del mandato e dalla situazione macro della Germania che non consente colpi di mano rigoristi, in caso di ulteriore sfondamento al rialzo del cross con il dollaro, scenderà con i tassi al minimo indispensabile, sperando in una risoluzione dell’escalation al G20 di fine mese. In caso contrario e se i titoli bancari risentissero troppo della prospettiva di una Nirp ormai come epilogo all’orizzonte, amplierà il controvalore massimo delle aste Tltro attese da settembre prossimo e abbasserà di molto i requisiti, sia di partecipazione che a livello di costi del rifinanziamento, sperando così di tamponare i danni più imminenti. Non ultimo, il fatto che l’effetto positivo ottenuto dal Qe a livello di compressione dei costi di finanziamento per famiglie e imprese europee verrebbe spazzato via dall’impossibilità per molte banche di operare in un regime di tassi negativi con business model normale e ordinario. Insomma, seconda missione è evitare sul nascere un credit crunch auto-alimentante in un regime macro già pre-recessivo per tutta l”eurozona. E con Deutsche Bank che viaggia pericolosamente sotto i 6 euro per azione.

Sul medio-lungo periodo, però, la questione rimane aperta e quantomai al di fuori di ogni logica contemplata in una “cassetta degli attrezzi” con disponibilità standard. Pare davvero che Mario Draghi dovrà togliere dal baule il mantello da SuperMario e rispolverare in fretta un altro Whatever it takes. Ma senza poter più contare sul margine da placebo immediato che l’effetto annuncio sortì sui mercati nel 2020.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Quanto puoi guadagnare con le opzioni binarie?
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: