L’indicatore RSI nelle opzioni binarie cos’è e come si usa

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L’indicatore RSI nelle opzioni binarie: cos’è e come si usa

Raggiungere un livello elevato in qualità di trader di opzioni binarie comporta necessariamente l’acquisizione di alcuni strumenti in grado di offrirci una panoramica generale del mercato che va formandosi in tempo reale. Scopriamo, per questo, il significato e l’uso del RSI.

Se siamo trader accurati nelle nostre capacità di gestione del capitale e degli investimenti con esso effettuati, di certo non possiamo ignorare indici e valori che possono fornirci strumenti per valutare il cambiamento dei prezzi in corso, stabilendo inoltre se ci troviamo in un market in cui domina la situazione di ipercomprato oppure, viceversa, di ipervenduto.

Per conseguire questo scopo ci viene in aiuto un indicatore chiamato RSI (relative strength index), noto in italiano come “indice di forza relativa“. Si tratta di uno strumento relativo all’analisi tecnica delle opzioni binarie e lo troviamo incorporato sempre più spesso nello studio dei grafici. Esso presenta dei punti di contatto con l’indicatore stocastico, in grado di misurare i rapporti tra il prezzo di chiusura e l’oscillazione dei prezzi, per scoprire se ci troviamo in trend positivi o negativi.

L’indicatore RSI viene impostato a seconda delle preferenze del trader per quanto riguarda il periodo considerato, tuttavia teniamo in mente che, incrementando il numero di periodi a disposizione, avremo come risultato un RSI meno evidente, con un numero minore di curve più visibili.

Evitiamo comunque di impostare periodi eccessivi o viceversa insufficienti; in caso contrario potremo ricevere dei segnali falsati dal nostro grafico. Il range massimo delle oscillazioni risulta compreso in una scala convenzionale che va da 0 a 100; questo fatto è di grande importanza per identificare due aree contrapposte e complementari, una delle quali è al di sopra di 70 e la seconda si trova al di sotto del numero 30.

Le due aree in questione possono configurare chiari ed importanti segnali: il nostro cross valutario viene trattato in una situazione in cui si ha dell’ipervenduto nel caso in cui il valore sia inferiore a 30; si configura invece il caso opposto nel caso in cui sia superiore a 70; ovvero ipercomprato.

La linea così tratteggiata dal grafico che ne risulta è importante per capire quando avverrà il cosiddetto “reversal” del trend, ovvero inversione oppure correzione in massimi o minimi termini del prezzo rilevato. La linea centrale che risulta dall’RSI ci permette invece di capire quale prevalente direzione assumerà il nostro scambio, comprese le eventuali oscillazioni.

Tuttavia occorre sempre prestare attenzione a quanto avviene effettivamente nei mercati, poiché le situazioni di ipercomprato spesso possono durare giorni oppure, nei casi più evidenti, anche settimane, sviando i nostri investimenti.

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Di norma, per evitare questa situazione, i principali broker in opzioni binarie mettono a disposizione strumenti per il calcolo delle medie mobili per capire quando sia più o meno consigliato aprire posizioni short o long, ovvero di vendita o acquisto, cercando gli eventuali momenti in cui il mercato è ricettivo e in assetto bullish oppure, viceversa bearish.

L’indicatore RSI, come possiamo dedurre, è tra i principali strumenti utilizzati dai trader di media esperienza che vogliono portare la qualità del loro trade ancora più in alto, senza lasciarsi confondere da falsi segnali di mercato o dall’indecisione su quale posizione per opzioni binarie aprire.

Indicatore MACD: cos’è e come si usa. Quali segnali di trading manda e come sfruttarlo

Uno degli strumenti maggiormente efficaci per l’analisi tecnica è il MACD (Moving Average Convergence-Divergence), tanto che alcuni lo considerano un vero e proprio trading system (noi però ti suggeriamo sempre di usarlo assieme ad altri strumenti).
Di sicuro è uno degli indicatori che viene più utilizzato per definire le strategie di trading. Perché? Il motivo è che l’incrocio di due medie mobili può essere interpretato come un segnale di trading.
Adesso ti spieghiamo meglio.

A cosa serve l’indicatore MACD

L’indicatore MACD viene utilizzato per determinare se ci troviamo nel corso di un trend. Esso mette a confronto due medie mobili, calcolate su intervalli differenti (12 e 26 periodi). Se i valori di queste due medie mobili divergono vuol dire che il trend è forte, altrimenti se si avvicinano vuol dire che il trend è debole o si sta esaurendo. E proprio qui che ci torna utile il MACD, che può preannunciare l’inversione del trend.

Come si calcola il MACD?

Come abbiamo detto, quando parliamo di MACD parliamo di medie mobili (esponenziali). Chiaramente non dovrai fare i calcoli a mano, ma ci penserà la tua piattaforma a farli per te. Inoltre essendo uno dei “top indicator” dell’analisi tecnica, tutte le piattaforme lo contemplano nel proprio ventaglio di strumenti.

Graficamente come si presenta l’indicatore MACD

Dal punto di vista grafico, questo strumento si articola in due linee che oscillano attorno alla linea dello zero (central line).
La prima linea è la MACD line (generalmente verde o nera) descrive periodo dopo periodo la differenza tra la media mobile calcolata su 12 periodi e quella calcolata su 26 periodi.
La seconda linea, detta “Signal Line” (rossa e tratteggiata rossa) è una media mobile esponenziale ma a 9 periodi.
L’istogramma (il grafico a barre) ci dà una visione grafica immediata della distanza tra la MACD line e la Signale line, e quindi della forza del trend.
Adesso ti facciamo un esempio utilizziando il broker , uno degli operatori più innovativi che esistono (in questo articolo parliamo del social trading di eToro, che lo ha reso famoso in tutto il mondo).
Puoi vedere distintamente tutte le componenti del MACD.

Come si utilizza il MACD: segnali operativi

La prima cosa da dire riguarda la posizione delle due linee oscillatrici del MACD. Se sono sopra la linea dello zero allora siamo in una situazione di trend rialzista, se invece si muovono sotto la linea dello zero siamo in una fase ribassista del mercato.
Inoltre quando le linee MACD e signal sono lontane tra loro, il trend è forte.

Dal punto di vista operativo, possiamo ricevere dei segnali di trading quando c’è un incrocio tra le due linee oscillatrici:
1) Segnale di acquisto: un segnale di apertura di una posizione long si ha quando la MACD line o fast line (nera) supera dal basso verso l’alto la Signal Line (rossa), mentre ci troviamo in una fase ribassista, ovvero siamo al di sotto della central line (gli incroci in gergo vengono chiamati “crossover”).
2) Segnale di vendita: un segnale di apertura di una posizione short si ha quando la MACD line o fast line (nera) supera dall’alto verso il basso la Signal Line (rossa), mentre ci troviamo in una fase rialzista, ovvero siamo al di sopra della central line.

Un altro modo di utilizzare il MACD

Oltre a darci direttamente dei segnali di acquisto o vendita, il MACD può fornirci indicazioni interessanti anche che sono preparatori al nostro trading.
Ad esempio quando l’indicatore si muove in una direzione (rialzo o ribasso) mentre i prezzi si muovono in una direzione opposta, vuol dire che il trend si sta esaurendo.

Inoltre, quando si verificano incroci tra la MACD line e la Central line, spesso e volentieri è proprio in quel momento che nasce un altro trend.
Quando la MACD line taglia in ribasso la Central line, può cominciare un segnale ribassista. Quando la MACD line taglia in rialzo la Central line, può cominciare un segnale rialzista.

Conclusioni sull’indicatore MACD

Come abbiamo visto, il MACD può fornirci molte indicazioni relative alla nostra attività di trading. Per questo motivo è uno dei più utilizzati in ambito finanziario.
Va detto però che è sempre bene associarlo ad altri strumenti dell’analisi tecnica per avere delle indicazioni più accurate.
Qui ad esempio viene spiegata la strategia che usa MACD e Parabolic SAR.

ADX indicatore: cos’è l’Average Directional Movement Index?

L’Average Directional Movement Index, conosciuto con la sigla di ADX, è un indicatore di tendenza sviluppato da J. Welles Wilder e oggi ampiamente utilizzato per determinare la forza di una tendenza. Costituito da una singola linea, è derivato dell’indicatore di movimento direzionale, che a sua volta è costituito da due indicatori – l’indicatore direzionale positivo e l’indicatore direzionale negativo (o +DI e -DI).

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Tuttavia, ciò che rappresenta specificità nell’Average Directional Movement Index è che non indica la direzione del trend, bensì solo la sua forza, e il suo scopo principale è dunque quello di aiutare il trader a stimare le diverse fasi di tale trend. Insomma, usato da solo l’indicatore ADX riferisce unicamente quanto sia forte il momento del prezzo.

Come si calcola l’indicatore ADX

Il calcolo dell’indicatore ADX è relativamente complesso e deve essere effettuato in diverse fasi. Per il momento, giova rammentare come tale indicatore sia sempre positivo e si collochi in una scala tra 0 e 100. I valori tuttavia raramente superano il livello di 60, e il livello di 20 è frequentemente considerato come un vero e proprio punto chiave che distingue il trend: in generale, più alto è l’ADX, più forte è considerato il trend.

Ricordiamo anche che l’ADX ha un solo parametro, che potrebbe essere regolato dal trader – ovvero, il numero di periodi in cui i prezzi saranno monitorati. Come per le medie mobili, maggiore è il periodo storico considerato, più lineare sarà l’ADX, ma anche più raramente mostrerà movimenti significativi.

Quando l’ADX scende al di sotto dell’area 20, indica che il mercato non è in trend, ma si muove lateralmente. Se il valore salta al di sopra di 25, significa che il mercato si sta muovendo in una certa direzione con maggiore incisività. Se l’indicatore sale ulteriormente al di sopra di 30 verso l’area 40-50, conferma che abbiamo una forte tendenza in movimento, mentre i valori che scendono al di sotto di 30 dall’alto suggeriscono che la tendenza attuale sta perdendo slancio ed è probabile un’inversione di prezzo. Dunque, un importante segnale che dovrebbe indurci a considerare la possibilità di chiudere gradualmente le nostre posizioni.

Uso di ADX con altri indicatori

Chiarito quanto sopra, raramente si usa l’ADX da solo, ma si preferisce combinarlo con i due indicatori di movimento direzionale – Positive Directional Indicator e Negative Directional Indicator. Questi ultimi due completano l’ADX mostrando la direzione del trend, permettendo così alla combinazione dei tre di presentare sia la direzione che la forza del trend.

L’insieme congiunto di indicatori di movimento direzionale fornisce altresì diversi suggerimenti.

Di fatti, in primo luogo, quando uno dei DI è sopra l’altro, l’andamento del mercato prosegue in quella direzione. In secondo luogo, quando i due DI si incontrano tra loro, ciò suggerisce che il mercato sta attualmente vivendo una fase laterale, e che una tendenza è prossima alla formazione.

In terzo luogo, un DI che raggiunge un livello estremo, è spesso considerato il predecessore di un’inversione di tendenza, o almeno di un rallentamento, presentando così un segnale iniziale per uscire dalla vostra posizione.

Cosa determina il movimento positivo o negativo

Ma cosa determina il movimento positivo o negativo? Quando il picco di un certo periodo supera il picco del periodo precedente, si genera un movimento direzionale positivo. Se invece il minimo del giorno è inferiore a quello del giorno precedente, abbiamo un movimento direzionale negativo. Se l’intervallo dell’ultimo periodo è completamente inghiottito da quello precedente, il segnale viene ignorato.

Ora, dopo aver effettuato alcuni calcoli relativamente complessi, che ci asterremo dal spiegare, utili per stimare i valori -DI e +DI (i principali broker nelle loro piattaforme di trading vi permetteranno di ottenere questi dati come “finiti”), usando questi due indicatori, possiamo creare l’indice direzionale.

L’indice viene calcolato assumendo la differenza assoluta tra i valori di -DI e +DI e dividendola per la loro somma (si noti che viene utilizzata la differenza assoluta). Dopo aver determinato il DX, possiamo ora regolare il suo valore, creando così l’ADX. Se, per esempio, stiamo usando un ADX a 14 giorni, il primo ADX è semplicemente una media di 14 giorni dell’indice direzionale.

Individuare le tendenze

L’indice di movimento direzionale medio è particolarmente utile per comprendere quando convenga utilizzare un sistema di medie mobili. Come noto, infatti, le medie mobili sono redditizie quando il mercato è in trend, mentre il trading laterale porta a falsi segnali. È quindi saggio confermare prima di tutto l’esistenza di una forte tendenza direzionale prima di utilizzare le medie mobili per generare segnali di acquisto e vendita.

Un altro suggerimento da considerare è che quando l’ADX raggiunge un picco al di sopra di entrambi i DMI, spesso significa altresì che sta indicando un picco del trend. Logicamente, i bassi livelli dell’ADX segnalano periodi senza tendenza, che di solito sono seguiti da movimenti dinamici del mercato.

Generalmente, un segnale buy viene generato quando il +DI incrocia sopra il -DI e l’ADX mantiene un livello superiore a 20, mentre un segnale di uscita dovrebbe essere considerato quando l’indicatore ADX scende al di sotto di 30 dall’alto. Wilder, il creatore di tale indicatore, suggerisce anche che il livello ADX minimo per l’ingresso dovrebbe essere 25, ma molti trader utilizzano comunque il livello chiave 20, in quanto produce più segnali possibili.

Quando si entra in una posizione long, Wilder suggerisce che uno stop-loss debba essere posizionato al minimo del giorno del segnale, a seconda del periodo di tempo in cui si sta operando. Sarebbe anche saggio posizionare effettivamente lo stop protettivo diversi pip sotto il supporto, in modo che il rumore casuale o un tentativo di rompere il minimo del giorno non lo inneschi. Anche se il +DI incrocia sotto il -DI, non si dovrebbe abbandonare il segnale fino a quando lo stop protettivo non viene attivato. Se il trend si sviluppa ulteriormente a vostro favore, potrebbe essere utile incorporare anche un trailing stop.

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