La debolezza del $ spingerà ancora a rialzo i mercati

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

La debolezza del $ spingerà ancora a rialzo i mercati?

Alla vigilia del meeting della FOMC i mercati asiatici chiudono la sessione di apertura giornata in netto rialzo, spinti dall`ottimismo sui dati di crescita rilasciati ieri. I dati sulle PMI in area Euro hanno infatti superato le attese spingendo al rialzo le principali Borse Europee e portando nuovamente la coppia EUR/USD in prossimità della resistenza psicologica a 1.38, con massimo a 1.3796. La giornata si è aperta con un lieve ritracciamento ed è probabile che il cross continui a muoversi all’interno del canale 1.3780-1.3730$ per il resto della mattinata, in attesa di notizie macroeconomiche rilevanti. Ricordiamo che per l’intera giornata si terrà il meeting dell’Euro Gruppo. La debolezza del $ conseguente anche ai dati negativi su PMI per gli Stati Uniti, ha spinto al rialzo GBP\USD fino a 1.6345$ ed anche in questo caso il cross dovrebbe muoversi stabilmente all’interno del canale 1.6340-1.6270 in attesa dei dati che verranno rilasciati in giornata. Inizio di ottava all’insegna del consolidamento per il cambio USD\JPY, per il quale più di tutti gli altri cross sembra aver preso una pausa in attesa dell’esito delle decisioni della FOMC. Prevista bassa volatilità per la giornata di oggi con valori di prevalente rialzo all’interno del canale 103.00-102.70 yen.

In attesa del tapering la permanente debolezza del $ si ripercuote ancora una volta positivamente su S&P500 che ha chiuso la sessione a 1,786$, massimo dalle ultime 4 settimane. Secondo fonti autorevoli l’avvio del tapering potrebbe pesare sull’indice con una correzione in ribasso fino al 10%, ma le previsioni di lungo periodo per il 2020 restano quelle di un apprezzamento di a 2,000$. Anche le materie prime beneficiano di questa rinnovata debolezza, in primis il GOLD che ha chiuso la giornata di ieri a 1,241$ l’oncia e potrebbe tornare in giornata in prossimità dei 1,260$. Ricordiamo che se la Fed decidesse di rimandare il ritiro del piano di stimoli, questo si tradurrebbe in un ulteriore apprezzamento del metallo giallo come contropartita di una forte svalutazione del $.

Tantissime le notizie macroeconomiche in uscita per oggi:

10:30 GBP CPI dati potere d’acquisto UK

11:00 EUR Germania ZEW indicatore sentimento economico

11:00 EUR CPI dati potere d’acquisto EU

14:30 CAD Vendite dettaglio sett. Manifatturiero Canada

14:30 USD CPI dati potere d’acquisto USA

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

16:30 GBP Conferenza Stampa Governatore BoE Carney

23:30 AUD Conferenza Stampa Governatore RBA Stevens

L’informazione di INFORMARMY

di Roberta
Castellarin

Secondo gli
strategist di Morgan Stanley i mercati stanno sottostimando la possibilità di
uno scenario in cui la debolezza del dollaro si autoalimenti, portando a un ulteriore
deprezzamento. Questo rischio è legato al fatto che il costo di copertura
valutaria per gli investitori che acquistano asset americani è insolitamente
alto. E gli strategist di Morgan Stanley avvertono: “Questi costi non
contavano in un’epoca di biglietto verde in apprezzamento, ma contano
ora”.

Nonostante
la Fed di mercoledì scorso sia stata ancora più colomba delle attese secondo
gli strategist di Morgan Stanley la direzione dei trend di fondo non cambierà,
e un grande punto chiave del 2020 sarà il fatto che si ridurrà la divergenza
tra Stati Uniti e resto del mondo in termini di crescita. Si tratterà quindi
della fine di un trend durato molti anni che comporterà un indebolimento del
dollaro sia nei confronti delle valute dei Paesi sviluppati sia in quello dei
Paesi emergenti.

Secondo gli
esperti valutari dell’investment bank Usa sono diversi i fattori che
concorreranno a far indebolire il dollaro. In primo luogo il biglietto verde è
molto costoso in termini di valutazioni sia verso le altre valute dei Paesi
sviluppati sia verso quelle dei Paesi emergenti. Inoltre secondo Morgan Stanley
il momentum della crescita Usa avrà un forte rallentamento quest’anno,
superiore a quanto si aspetta il consensus. Questo rallentamento porterà la Fed
a prolungare la pausa e questo verrà interpretato dai mercati come la fine del
ciclo in rialzo dei tassi. Infine Morgan Stanley avverte che il dollaro non
sarà un porto sicuro nella prossima recessione perché la Fed sarà una delle
poche banche centrali che potrà tagliare i tassi in caso di recessione. La
storia, però, non finisce qui.

“La
debolezza del dollaro può avere implicazioni per l’allocazione globale. Per la
maggior parte degli ultimi nove anni il miglior trading per l’investitore
globale sarebbe stato quello di investire in attivi Usa (sia azioni sia bond)
non coperti dal rischio cambio perché le azioni Usa hanno sovraperformato gli
altri mercati e i Tbond, così come i corporate bond, si sono apprezzati. E il
la salita del dollaro ha dato un impulso in più al ritorno finale”, si
legge nel report di Morgan Stanley. Questo è stato vero fino all’inizio del
2020, perché nel momento in cui la Fed ha alzato i tassi mentre le altre banche
centrali erano ferme il costo di coprirsi sul dollaro contro euro/yen, sterlina
o franco svizzero è salito. Questo vuol dire che per gli investitori esteri
investire in bond o azioni Usa è diventato rapidamente meno redditizio. Finché
il dollaro ha continuato ad apprezzarsi questo movimento faceva passare in
secondo piano il fatto che le coperture fossero diventate così care, ma d’ora
in poi non sarà più così.

La debolezza
del dollaro spingerà chi alloca globalmente gli investimenti a soffermarsi sul
costo di copertura del rischio cambio. Se gli attivi americani trattassero
molto a sconto ci sarebbe una giustificazione a investirci nonostante il costo
di hedge, ma secondo Morgan Stanley così non è. Gli strategist fanno l’esempio
di un investitore giapponese che ha detenuto asset Usa per un decennio con
soddisfazione. Oggi se valuta la posizioni anche tenendo conto del cambio non
la troverà più interessante. Quindi venderà i titoli Usa per comprare quelli
domestici. L’effetto delle vendite degli investitori esteri di asset Usa
impatterà ulteriormente il dollaro, facendolo indebolire di più.

In passato
quando i mercati si sono trovati in una situazione di questo tipo c’è stata la
fine della sovraperformance di Wall Street rispetto agli altri mercati. Fatta
questa analisi in termini di implicazione di investimento Morgan Stanley
preferisce le azioni del resto del mondo rispetto a quelle statunitensi. Mentre
per quanto riguarda i bond l’impatto potrebbe essere meno netto perché il
differenziale dei tassi è ancora tale da permettere di compensare il costo di
copertura valutaria. Oggi il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1442.

I mercati e la versione di Iggo

Risk-on, risk-off, helicopter money, tassi di interesse negativi, fiducia o scetticismo nei confronti delle banche centrali. Questi sono i mercati finanziari di oggi. Abbiamo assistito a un rialzo da metà febbraio che potrebbe continuare, visto che non ci sono segnali di recessione globale all’orizzonte. Ma sappiamo anche che la crescita non è poi così solida: uno shock o un’inversione del sentiment potrebbero farla deragliare.

Mentre le banche centrali stanno sperimentando nuove tipologie di intervento e l’inflazione è intorno allo zero, anche i tassi di interesse sono a zero e non c’è molto spazio per un rialzo della curva dei rendimenti.

Titoli di stato decennali di paesi sviluppati con un rendimento superiore il 2% sono un lusso di questi tempi. Sono i mercati del credito a farci appassionare e ad avere beta. Oggi, dopo circa un anno di ampliamento, gli spread sono leggermente più alti rispetto a quello che stimiamo essere il fair value.

Ma bisogna affrettarsi perché si sono già ristretti quando il mercato è diventato più bullish a metà febbraio dopo vari alti e bassi.

Il segmento high yield in Europa sarà favorito dalla generosità della Banca Centrale Europa, mentre gli spread sull’inflazione beneficeranno della scelta della Federal Reserve di lasciar salire l’inflazione. E se sarà riuscita a impedire un rialzo del dollaro, i mercati emergenti potrebbero tornare ad attirare flussi di capitale.

Il dollaro è sceso, i prezzi delle materie prime sono saliti e la Cina promette di fare “tutto quanto necessario” per sostenere la crescita.

Diamo credito a chi se lo merita – Nel mio ultimo contributo ho espresso una visione più positiva sui mercati del credito. Mi è andata bene: sono saliti molto da metà febbraio, gli spread high yield negli Stati Uniti si sono ristretti di quasi 200 punti base dall’11 febbraio, mentre il debito dei mercati emergenti in valuta forte è sceso di 100 punti base.

Il petrolio scambia vicino ai 40 dollari al barile e l’indice S&P 500 è salito del 10%. Fattore ancora più importante, i pessimisti hanno fatto un passo indietro e non si parla più molto di una recessione globale imminente.

In realtà nulla è veramente cambiato nello scenario macroeconomico. La crescita negli Stati Uniti è poco oltre il 2%, l’ Eurozona prevedibilmente non salirà oltre l’1,5% quest’anno e nei mercati emergenti resta sotto tono, a partire dal rallentamento in Cina.

Le aspettative di crescita sono contenute, col PIL nominale sempre debole, e la maggior parte degli economisti ha continuato a rivederle al ribasso: tutti questi fattori mi impediscono di essere troppo ottimista in questa fase.

La crescita non può contare su un cuscinetto protettivo adeguato, ogni fattore di delusione (volatilità del mercato, Brexit, le notizie finanziarie provenienti dalla Cina) spingerà a prevedere un’imminente recessione, deflazione e un calo dei rendimenti degli strumenti più esposti al rischio.

Per una strategia di investimento in obbligazioni, questo significa prestare molta attenzione alle valutazioni. Ci troviamo in una fase dei mercati obbligazionari in cui i tassi risk free sottostanti sono estremamente bassi (costosi), mentre gli spread del credito in genere sono un po’ più alti del fair value a più lungo termine.

Il rischio di duration negli indici obbligazionari è quindi alto (la duration degli indici dei titoli di stato è ai massimi record, mentre i rendimenti sono ai minimi record), e la maggior parte del carry sul mercato proviene dal credito. In tale contesto, le strategie di credito short duration sono molto interessanti. Circa un mese fa c’erano opportunità nel debito bancario e nei settori dell’energia e dei metalli/minerario, ma si sono già volatilizzate.

Più QE – Le banche centrali hanno contribuito a incrementare la propensione al rischio. La scorsa settimana la BCE ha adottato nuove misure di allentamento ricorrendo ancora una volta alla sua situazione patrimoniale (più che ai tassi di interesse) per immettere nuovi stimoli monetari sul mercato e centrare l’obiettivo inflazionistico. Aumenterà gli acquisti mensili di titoli da 60 a 80 miliardi di euro e inizierà ad acquistare obbligazioni societarie non appartenenti al settore finanziario denominate in euro. Inoltre, la BCE offrirà finanziamenti a più lungo termine alle banche a tassi di interesse pari a zero (o negativi) attraverso le operazioni di rifinanziamento a lungo termine LTRO, progettate per ricompensare le banche che sono in grado, nonché intenzionate a erogare nuovi prestiti.

Il tasso sui depositi è stato tagliato ancora, ma il Presidente Draghi ha spiegato che la BCE ha tenuto conto dell’impatto che potrebbero avere i tassi sui depositi negativi sulla redditività delle banche e si è concentrata sulla riduzione degli impieghi a più lungo termine (ciò dovrebbe migliorare la redditività in caso di ripresa dell’attività di credito). Non sono certo di aver compreso lo scopo dell’acquisto di obbligazioni societarie. Dovrebbe far scendere i rendimenti dei titoli corporate con la contrazione del mercato, ma sono già incredibilmente bassi. Non ci sono ancora tutti i dettagli del piano, ma come investitore mi concentrerò sull’impatto sui prezzi delle obbligazioni e sulla liquidità e cercherò di capire quali altri strumenti verranno riprezzati nel momento in cui i titoli acquistabili dalla BCE diventeranno costosi e poco liquidi. Il segmento high yield in Europa beneficerà della nuova caccia al rendimento. L’indice dei credit default swap (CDS) europei per i titoli crossover nel mercato del credito (proxy del segmento high yield) è salito di 50 punti base subito dopo l’incontro della BCE.

Una Fed più accomodante – Il mercato ha reagito con ottimismo anche all’incontro della banca centrale americana del 16 marzo. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse invariati e ha rivisto al ribasso la forward guidance; probabilmente ci saranno solo due rialzi dei tassi nel 2020 anziché i quattro previsti al momento del primo rialzo a dicembre 2020. I segnali sono chiari. La banca centrale americana vuole consentire all’inflazione core di salire prima di operare una stretta monetaria, poiché un eventuale rallentamento dei mercati internazionali potrebbe frenare l’economia locale americana. Possiamo anche ipotizzare che la Fed non voglia far salire ancora il dollaro. Effettivamente, se mettiamo insieme l’esito degli incontri della BCE e della Federal Reserve, si delinea uno scenario piuttosto interessante. La BCE (almeno per il momento) ha escluso nuovi tagli ai tassi, facendo rimbalzare l’euro. La banca centrale americana non ha operato nuovi rialzi nell’immediato e ha rivisto la forward guidance, facendo scendere il dollaro. Forse si voleva intervenire in risposta a tre fattori concomitanti, ovvero il calo del prezzo del petrolio, il rafforzamento del dollaro e la debolezza delle economie emergenti.

Considerato che il petrolio ha ricominciato a salire da quasi un mese, forse la BCE e la Federal Reserve hanno cercato di approfittarne cambiando le dinamiche sui mercati dei cambi.

Se il dollaro invertirà, o almeno interromperà, la tendenza al rialzo nel più lungo periodo, potrebbe avvantaggiare i mercati emergenti con debito denominato in dollari. Inoltre potrebbe alleviare le pressioni sulla valuta cinese. In effetti, se il tasso eurodollaro si stabilizza, allora non c’è ragione di continuare a svalutare la moneta cinese o di altri mercati emergenti.

L’ “accordo di marzo” – È pertanto improbabile che il dollaro salga ancora. Negli Stati Uniti, l’aumento dei prezzi al consumo core al 2,3% a febbraio e la decisione della Federal Reserve di non intervenire favoriscono le obbligazioni indicizzate all’inflazione rispetto ai titoli del Tesoro nominali. I breakeven dell’inflazione (con scadenza a 10 anni) sono saliti di 40 punti base da metà febbraio, ma potrebbero salire di altri 40 punti base al 2,0%, se la banca centrale americana fosse disponibile a far salire ancora l’inflazione. L’approccio accomodante della Federal Reserve è positivo per i mercati emergenti se il dollaro non si rafforza ulteriormente, soprattutto a fronte del rialzo dei prezzi delle materie prime (petrolio, rame, minerali di ferro). Effettivamente, i tassi bassi e stabili negli Stati Uniti, l’ascesa del dollaro frenata dalla Federal Reserve e le migliori condizioni di scambio per i mercati emergenti potrebbero far ripartire i flussi di capitale diretti verso questi paesi. Nel medio termine, l’economia mondiale ha bisogno di stabilità in Cina e di crescita nei mercati emergenti per impedire il rallentamento degli scambi commerciali, far ripartire gli investimenti e consentire alle imprese di incrementare gli utili.

Rallenta la crescita, ma l’inflazione è stabile – Il nostro riesame trimestrale sullo stato dell’economia globale ha identificato un tema comune tra gli economisti: una crescita potenziale del Pil molto più contenuta e tassi reali di equilibrio molto più bassi.

Secondo questa tesi, c’è un tasso di interesse reale che dovrebbe prevalere quando l’economia è in equilibrio: inflazione su valori target, disoccupazione in calo, equilibrio stabile tra risparmio e investimenti. Secondo molti osservatori, il tasso reale oggi è vicino allo zero: risparmi e investimenti in equilibrio, dinamiche demografiche e tassi di produttività molto bassi hanno fatto rallentare il trend della crescita economica (o della sua potenziale crescita). Il calo del tasso di crescita è interessante poiché implica che l’inflazione potrebbe salire più rapidamente e a fronte di tassi di crescita più bassi rispetto al passato. Prendiamo gli Stati Uniti. L’occupazione è cresciuta del 2% circa all’anno negli ultimi anni, ma il PIL è cresciuto mediamente del 2,1% soltanto dal 2020, quindi la crescita della produttività è praticamente assente. Se la forza lavoro cresce a rilento, la crescita potenziale è bassa e la capacità inutilizzata si esaurisce rapidamente. Le pressioni inflazionistiche iniziano ad aumentare a un tasso di espansione molto più basso. I pessimisti prevedono bassa crescita e inflazione.

In termini reali, il tasso sui Fed Fund negli Stati Uniti è ancora negativo e potrebbe salire del 2,0% circa nel giro di un paio d’anni. Per le obbligazioni questo significa che i rendimenti dovrebbero salire nel medio termine, trainati principalmente dall’aumento dell’inflazione. In questo momento, l’inflazione core è del 2,3% e il rendimento dei Treasury decennali è dell’1,9%. È possibile un picco ciclico del 4%. Ma, come ho già specificato, forse è più efficiente puntare sul mercato dell’inflazione, i tassi reali dovrebbero restare bassi ma gli spread dovrebbero salire.

Stati Uniti meglio dell’Europa per lo spread del 2% sul credito – In Europa il tasso reale di equilibrio probabilmente è molto più basso a causa delle dinamiche demografiche meno positive, dei livelli eccessivi di risparmio, della domanda di investimenti carente e dei vincoli strutturali che impediscono l’aumento della produttività. Pertanto la BCE ha bisogno di tassi nominali bassi o negativi e di un aumento dell’inflazione per produrre un tasso di equilibrio reale abbastanza basso. Mentre il Quantitative Easing resta la principale politica monetaria, è difficile che assisteremo a un forte aumento dei rendimenti obbligazionari, pertanto lo spread tra Stati Uniti e Germania resterà ampio e potrebbe avvicinarsi ancora al range 180 – 200 p.b.

Comunque l’asset allocation è certamente fondamentale. Dato che i rendimenti in Europa sono ancorati su livelli più bassi dai tassi di interesse negativi e dal QE, i flussi verso il mercato obbligazionario americano limiteranno il rialzo dei rendimenti nella regione. In termini di rendimento assoluto e considerate le previste dinamiche dei flussi, in questa fase tendiamo a privilegiare il reddito fisso negli Stati Uniti rispetto all’Europa.

Nessuna sorpresa – Non dovrebbero sorprenderci le revisioni al ribasso della crescita economica nel Budget del Regno Unito. Come le altre economie, il paese ha risentito della debolezza degli scambi commerciali e della mancanza di fiducia nel settore manifatturiero. Il bilancio previsionale non contiene modifiche tali da alterare le stime sui tassi né il grado di interesse per Gilt o obbligazioni societarie. In realtà, gli effetti del Budget saranno certamente surclassati nelle prossime settimane dall’attenzione sul referendum per l’uscita dall’UE. Secondo me, in caso di vittoria di chi è favorevole all’uscita dall’Unione Europea ci sarà certamente uno shock finanziario, considerate le incertezze che circondano la crescita nel Regno Unito, la crescita in Europa e i flussi dei mercati finanziari.

La Federal Reserve si riunirà il 15 giugno e gli economisti che credono che i rialzi dei tassi quest’anno saranno solo due pensano anche che il primo sarà a giugno. In quel momento si tornerà a parlare anche della Grecia e inizierà il primo TLTRO. Insomma cercate di godervi il secondo trimestre, la situazione sui mercati e le prospettive di crescita oggi appaiono migliori: l’estate ci porterà molti motivi di preoccupazione. D’altra parte il Regno Unito potrebbe votare per restare nell’UE, la Federal Reserve potrebbe essere in grado di innalzare ancora i tassi senza causare reazioni troppo dolorose, la Grecia potrebbe soddisfare i creditori attuando il suo piano di riforme strutturali e le banche potrebbero accontentarsi dei prestiti
della BCE. L’Inghilterra potrebbe persino riuscire ad arrivare in semifinale agli Europei.

Finalmente è primavera – Le obbligazioni si stanno comportando bene nel 2020, credito e tassi contribuiscono entrambi al rendimento. A fronte della volatilità dei mercati e dell’impossibilità di identificare i fattori che potrebbero portare a un cambiamento della propensione al rischio, gli investitori a lungo termine nell’ambito di un portafoglio obbligazionario devono assumere un’esposizione sia sugli spread di credito sia sui tassi di interesse. Ai due estremi del mercato obbligazionario, i titoli di stato AAA sicuri e le obbligazioni societarie sub-investment grade, i rendimenti e gli spread tendono a muoversi in direzioni opposte nei momenti di svolta del ciclo di rischio. Al giorno d’oggi non è facile seguirle, ma ci sono fasi di avversione al rischio che possono spingere i tassi core sui minimi e gli spread al rialzo, mentre salgono le pressioni ribassiste e il sentiment peggiora finché la politica non interviene nuovamente oppure finché non vengono pubblicati dati economici imprevisti che sistemano le cose. Siamo appena passati attraverso questa fase: il segmento high yield negli Stati Uniti ha riportato performance inferiori ai Treasury tra lo scorso giugno e il febbraio di quest’anno. La fase di propensione al rischio potrebbe proseguire per un po’. Godetevi il secondo trimestre, è la mia stagione dell’anno preferita in Europa. Tornerò dopo Pasqua, quando i manager della Premier League staranno organizzando la festa d’addio e forse il Leicester starà festeggiando la prima vittoria delle Midlands Orientali da quando il Nottigham Forest di Brian Clough dominava l’Europa.

Se vuoi aggiornamenti su Trading online inserisci la tua email nel box qui sotto:

Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi dell’informativa sulla privacy.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Quanto puoi guadagnare con le opzioni binarie?
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: