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Le notizie di oggi da non perdere

A corto di tempo? Ecco le notizie più lette di oggi condensate in poche righe.

Scoppia un nuovo caso su Virginia Raggi, a innescarlo è stata la testimonianza di Salvatore Romeo, ex capo capo della segreteria del Comune di Roma.

Parla il padre di Italo D’Elisa, il 22enne ucciso da Fabio Di Lello, marito della donna che aveva investito pochi mesi fa.

La moglie di Trump, Ivanka, non sembra apprezzare la capitale americana e torna a New York.

Poliziotto insegue malvivente, lo raggiunge, ma la colluttazione finisce in tragedia.

Massimiliano Allegri saprebbe già qual è il suo futuro.

Una banale discussione tra fidanzati ha avuto conseguenze drammatiche in Inghilterra.

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De Martino fa sul serio con la collega di Amici.

Lombardia, ecco 10 sagre da non perdere a ottobre

Appuntamenti da non perdere con i sapori tipici dell’autunno: tanti eventi dedicati ai golosi tra zucca, castagne, mostarda e molto altro ancora

1) Sagra delle Offelle a Parona

Dal 5 al 7 ottobre torna a Parona la Sagra delle Offelle, il caratteristico biscotto ovale con le estremità appuntite, la cui storia ha inizio negli ultimi decenni del XIX secolo. La genuinità degli ingredienti, molto comuni (farina di grano tenero, burro, zucchero, uova, olio d’oliva, lievito), un sapiente dosaggio e un’indovinata cottura hanno fatto di questo dolce un prodotto unico nel suo genere e sempre molto apprezzato. Per tutelare la genuinità del biscotto paronese, la Pro Loco ha depositato un marchio di garanzia fornito ai produttori che hanno, col tempo, preso il posto degli antichi forni casalinghi. Da qui nasce la volontà della Pro Loco e del Comune di Parona di promuoverne l’immagine attraverso la Sagra delle Offelle che è giunta alla sua 51esima^ edizione.

2) Fungofest a Serina

Sabato 12 e domenica 13 ottobre, a Serina, va in scena “Fungofest”: due giorni per scoprire il mondo dei funghi. Mostre a tema, spettacolo di falconeria, stand con prodotti e accessori tipici, conferenze e show cooking e attività per i più piccoli. L’intera manifestazione si svolgerà all’interno del Chiostro Maggiore del Monastero SS. Trinità di Serina.

3) Festa della zucca a Gavirate

Uno dei piatti per eccellenza dell’autunno sarГ protagonista sul lungolago di Gavirate, in provincia di Varese, per ben tre domeniche: 6, 13 e 20 ottobre. Ricchissimo stand gastronomico con menu a base di zucca dall’antipasto al dolce, ma anche numerose iniziative collaterali dal mercatino degli hobbysti alle gite in pony per i piГ№ piccoli.

4) Festa medievale di Credera Rubbiano

Il suggestivo borgo del Cremonese organizza domenica 13 ottobre, in occasione della sagra del paese, una rievocazione in costume con accampamenti, mercato dell’artigianato, combattimenti di spade, artisti di strada, musiche e danze a tema. Non mancheranno cucina storica, mostra di rapaci e possibilitГ di cimentarsi col tiro con l’arco.

5) Moggio Profumi e Sapori d’autunno

Domenica 13 ottobre il paesino lecchese ripropone ‘Moggio Profumi e Sapori d’autunno’, l’ormai tradizionale evento che porta alla scoperta dei celebri formaggi e della cucina valsassinese, alla quale verranno abbinati i migliori vini delle cantine italiane.

6) Festival della mostarda a Mantova e Cremona

La mostarda, grande classico della tradizione gastronomica lombarda, torna protagonista a Mantova e a Cremona in occasione della 5a edizione del Festival della Mostarda per due weekend all’insegna di tante novitГ e iniziative collaterali. Nei luoghi piГ№ suggestivi di entrambe le cittГ i visitatori saranno accolti da un fitto calendario di iniziative per riscoprire non soltanto il patrimonio culinario ma anche quello artistico nella cornice di due delle piГ№ belle mete della regione Lombardia. Si comincia da Mantova domenica 13 ottobre 2020 dalle 10 alle 18 con la mostra mercato e le degustazioni a base di mostarda presso la Loggia del Grano di Palazzo Andreani dove saranno presenti aziende provenienti da diversi territori lombardi che proporranno le loro eccellenze gastronomiche declinate sia nelle ricette della tradizione sia nelle forme della ricerca e innovazione di questo prodotto culinario versatile e apprezzato in Italia e all’estero. Nel weekend successivo, sabato 19 e domenica 20 ottobre, il Festival si sposterГ nella cornice di Cremona con l’apertura del Villaggio della Mostarda e del Palamostarda nei Giardini Pubblici di Piazza Roma, dove non mancheranno numerose iniziative dedicate ai visitatori di tutte le etГ tra cui show cooking, degustazioni, musica dal vivo, laboratori per bambini Mostarda Kids e talk show.

7) Sagra del Fasulin de l’ГІc cun le cudeghe a Pizzighettone

A Pizzighettone torna l’appuntamento con il tradizionale piatto locale “‘Fasulin de l’ГІc cun le cudeghe”. Per la preparazione della ricetta DOC si utilizzano gli ingredienti e le dosi tramandate: cotenne morbide di maiale, salamelle di pasta fresca, carni di manzo e di maiale, verdure di stagione, olio d’oliva e brodo di carne quanto basta. Dopo la riscoperta del piatto tipico pizzighettonese delle solennitГ dei Defunti, che andava scomparendo ma che oggi ГЁ tornato felicemente anche nei menГ№ di diverse trattorie e ristoranti del territorio la diciassettesima edizione andrГ in scena il 26 e 27 ottobre e l’1, il 2 e il 3 novembre (pagina Facebook del Fasulin de l’ГІc cun le cudeghe)

8) Sagra della polenta taragna

A Cologno al Serio (Bergamo) torna l’appuntamento con la Sagra della Polenta Taragna. La manifestazione ГЁ giunta alla sua sesta edizione. Un’occasione per gustare la polenta preparata con le farine del territorio. SarГ inoltre possibile assaporare tanti prodotti a chilometro zero: dolci, salumi, vino. Non mancheranno momenti di intrattenimento musicale. Si parte venerdГ¬ 25 ottobre e la kermesse andrГ avanti fino a domenica 3 novembre. Appuntamento al Parco della Rocca, all’interno di una tensostruttura riscaldata.

9) Festa del salame a Cremona

Dal 25 al 27 ottobre, torna a Cremona la Festa del Salame. Dopo la missione dello scorso anno compiuta da “Gagarin”, il primo salame lanciato nello spazio, quale altra sorpresa attenderГ i visitatori durante la prossima edizione della festa piГ№ golosa che ci sia? Il centro storico di Cremona ospiterГ stand di produttori specializzati provenienti da tutta Italia (e non solo), che consentiranno al pubblico di gustare e acquistare salami all’interno di un goloso percorso gastronomico.(Foto Facebook Feesta del salame)

10) Sagra delle radici a Soncino

Da piГ№ di cinquant’anni, in questo paese del Cremonese si svolge puntualmente la quarta domenica di ottobre (quest’anno il 27). La radice amara, gustosissima verdura invernale, ГЁ un prodotto caratteristico del territorio. Si consuma come una verdura ma fa bene come una medicina: ГЁ un depurativo eccezionale contenente inulina che produce benefici effetti sull’intestino e sul sangue. Ha la forma di una carota ed ГЁ raccolta in autunno-inverno per giungere sulle tavole dei buongustai di tutta Italia e dell’Europa. La Pro loco, organizzatrice della sagra, la propone in varie ricette.

La Cina aiuta l’Italia contro il coronavirus e altre notizie interessanti

Carta di Laura Canali.

La rassegna geopolitica dell’11 marzo.

CHI AIUTA L’ITALIA [di Federico Petroni]

Secondo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, la Cina intende donare all’Italia 100 mila mascherine avanzate, 20 mila tute protettive e 50 mila tamponi, inviarle mille medici impegnati nell’emergenza e venderle mille respiratori e 2 milioni di mascherine normali.

Perché conta: Pechino viene in aiuto dell’Italia in un momento in cui Roma si sente lasciata sola dai partner europei. Anzi, nello stesso giorno in cui Austria e Slovenia (e in parte la Svizzera) hanno chiuso di fatto le frontiere. E in cui il rappresentante permanente all’Ue Maurizio Massari si è scagliato contro i membri del blocco per non aver risposto alla richiesta formale di equipaggiamenti sanitari. Bruxelles sta iniziando timidamente a reagire. La Commissione Europea ha annunciato fondi per 7,5 miliardi di euro per assistere settori economici e ospedalieri in difficoltà, che velocizzerà lo sblocco di altri 17,5 miliardi e che accumulerà materiale sanitario per favorire la distribuzione ai paesi in difficoltà. Ma Germania e Francia non sembrano essersi mosse dalle restrizioni all’export. A terrorizzarle è la stima diffusa dalla cancelliera Angela Merkel alla nazione: il 70% della popolazione è a rischio contagio. L’offerta cinese è certamente generosa, sincera e particolarmente gradita in questa emergenza. Tuttavia sarà notata da chi pensa che Pechino, ora che sembra aver passato la fase più acuta, si stia lanciando all’offensiva per migliorare la propria immagine e per sfruttare le altrui crisi per guadagnare influenza. Ogni riferimento agli Stati Uniti, che hanno appena accusato la Cina di aver gestito male la reazione iniziale all’epidemia facendo perdere due mesi al resto del mondo, è puramente voluto. La guerra delle propagande su quella che da oggi è ufficialmente una pandemia è appena iniziata.

PUTIN 2036 [di Orietta Moscatelli]

Vladimir Putin cambia di nuovo tutto e dal cappello che contiene i tanti pezzi della riforma costituzionale da lui lanciata a metà gennaio è saltata fuori la possibilità di essere rieletto per altri due mandati. Ovvero di restare al Cremlino sino al 2036, quando avrà 84 anni. Scenario reso possibile da un emendamento proposto ieri da Valentina Tereskova, la prima donna cosmonauta ai tempi dell’Urss, oggi deputata della Duma moscovita, la camera bassa del parlamento russo che si è affrettata ad approvare.

Perché conta: Solo Ivan III e il successore Ivan il Terribile sono stati al potere in Russia più a lungo di quanto potrebbe ora fare Putin, ma regnarono nel XV e XVI secolo. Cinquecento anni dopo, l’inversione di rotta dei piani per la “transizione” sembra voler fornire certezze – allungando i tempi del leader garante della stabilità politica – eppure rischia di avere l’effetto esattamente opposto. Perché vanifica l’idea di una riforma costituzionale volta anche a ridistribuire i poteri tra le varie istituzioni. Perché rivela che la guerra tra fazioni in corso ai vertici russi ha già bruciato i progetti per una successione organizzata. E perché nessuno pensa che davvero Putin possa restare al comando per altri 16 anni. Tanto più che il crollo del rublo scatenato dalla guerra del petrolio con l’Arabia Saudita minaccia una nuova spirale inflazionistica, che farà aumentare i prezzi e la rabbia della classe media e dei ceti più bassi, maggiormente esposti. Ieri a Mosca sono stati vietati gli assembramenti di oltre 5 mila persone: misura ufficialmente motivata con la possibilità che il coronavirus diventi emergenza anche in Russia. Ma che assomiglia molto ad un provvedimento anti-manifestazioni.

IL FRONTE DEL MALI [di Luciano Pollichieni]

Il principale gruppo ribelle in Mali, il Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin’ (Jnim), ha annunciato la sua disponibilità ad avviare le trattative con il governo di Bamako per porre fine alla guerra che imperversa dal 2020. Clausola imprescindibile: il ritiro delle truppe francesi, richiesta giustificata sulla base delle proteste popolari degli ultimi mesi che chiedevano proprio la cessazione dell’operazione Barkhane.

Perché conta: Non è ancora chiaro se questa disponibilità porterà a una diminuzione effettiva della violenza nel paese. Su un eventuale tavolo della pace pesano alcuni nodi di non facile soluzione. Due su tutti. Primo, il ruolo della Francia in Mali. Parigi si è sempre dichiarata ostile a un accordo con il Jnim, tuttavia non è da escludere che gli oneri economici legati al finanziamento di Barkhane e il progressivo sganciamento degli Usa dalla regione spingano l’Esagono su posizioni più morbide. Secondo, il reinserimento degli insorti nel contesto istituzionale maliano. Tra le fila dei ribelli militano diversi ex membri dell’establishment di Bamako: lo stesso Ag Ghali è stato ambasciatore prima della guerra. L’accordo di pace dovrà prevedere una forma di riconoscimento di questi all’interno del gioco politico maliano e soprattutto del grande giro dei finanziamenti per lo sviluppo che restano il primo asset finanziario nel paese. Se il Mali e la Francia vogliono la pace, che mettano mano al portafogli.

USA-BRASILE [di Lorenzo Di Muro]

In Florida, il presidente del Brasile Jair Messias Bolsonaro ha prima fatto tappa alla residenza di Mar-a-Lago dell’omologo statunitense Donald Trump e poi firmato un accordo di collaborazione militare presso il Southern Command (Southcom), la branca della Difesa Usa responsabile per l’America centro-meridionale.
Perché conta: Primo capo di Stato brasiliano a recarsi al quartier generale del Southcom, Bolsonaro ha puntato sin dal suo insediamento sul rafforzamento dell’asse con Washington – anche in chiave elettorale, visto il peso degli evangelicali. Ma il riavvicinamento fra i due paesi precede la sua ascesa, essendo stato avviato da Michel Temer dopo l’impeachment nel 2020 di Dilma Rousseff, che come il suo predecessore Lula aveva promosso una politica estera svincolata dalla superpotenza.
Nel 2020, il Brasile si è prima visto riconoscere lo status di “principale alleato non Nato” e ha poi sottoscritto un accordo di salvaguardia tecnologica che dovrebbe permettere agli Usa di accedere alla base di lancio spaziale di Alcântara. L’intesa appena siglata coadiuverà la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione di tecnologia bellica tra i due paesi. E permetterà alle aziende brasiliane di usufruire dei fondi elargiti dal governo statunitense in materia, oltre ad agevolarne l’accesso ai mercati degli altri Stati Nato.
Bolsonaro conta sul suo rapporto personale con Trump e sulla collaborazione su alcuni dossier (a partire dal Venezuela) per concludere un accordo commerciale con Washington e per promuovere l’adesione del proprio paese all’Oecd. Eppure non è tutto rose e fiori. Benché il presidente degli Usa asserisca che “probabilmente l’amicizia è ora più forte che mai”, non esclude dazi contro l’alluminio e l’acciaio brasiliani. E Brasilia ha finora disatteso le pressioni di Washington su Huawei: dopo una serie di invettive contro Pechino, il gigante sudamericano ha ricucito con la Cina, partner commerciale e finanziario imprescindibile.

LA STRATEGIA INDUSTRIALE DELL’UE [da un articolo di Fabrizio Maronta presto online]

La Commissione europea ha presentato una Nuova strategia industriale per l’Europa che, rispondendo a una richiesta formulata dal Consiglio europeo un anno fa, ambisce a sostanziare l’agenda 2020-24 presentata pochi mesi orsono da Ursula von der Leyen. Un’agenda che punta sull’ecosostenibilità per rilanciare le sorti economico-industriali del continente. L’annunciato Green New Deal per ora ricorda i tartari di Dino Buzzati. Da cui traspare l’interesse di un nutrito blocco di minoranza capeggiato da Germania e paesi dell’Est, più o meno ostili alla decarbonizzazione forzata.

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