Le valute dei mercati emergenti continuano a crescere

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Le valute dei mercati emergenti continuano a crescere

Chi acquista opzioni del mercato valutario ha piacere a conoscere l’andamento del mercato al fine di azzeccare l’acquisto delle opzioni binarie più remunerative. Bisogna constatare ancora una volta che i protagonisti del mercato sono i paesi emergenti.

Le agenzie che si occupano d’investimenti in borsa hanno passato in rassegna i primi sei mesi del 2020 per capire cosa è successo sui mercati internazionali, con l’obiettivo di fare previsioni sensate sul secondo semestre.

Il primo dato importante riguarda i redimenti sui mercati azionari e sul mercato valutario, riportati dalla Borsa di Caracas che ha registrato un ottimo +130%. Si tratta di uno stato che va incontro ad un grande cambiamento e per questo può determinare il riposizionamento di molti investitori esteri.

Pesano sul rendimento e sulla volatilità della borsa di Caracas non solo le elezioni presidenziali che ci saranno il prossimo ottobre, ma anche le condizioni di salute di Chavez e il ricompattarsi dell’opposizione che spera di riguadagnare terreno.

A livello speculativo il Venezuela interessa anche per il fatto che è uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo.

Come la borsa di Caracas, un’altra Piazza da tenere d’occhio per gli investimenti speculativi è la Borsa egiziana che dopo la metamorfosi del paese che è passato da Mubarak a Morsi, fa registrare ottime performance anche prossime al +31%.

Quali opportunità sulle valute emergenti dopo il coronavirus

Chiarito l’impatto del coronavirus, per gli investitori obbligazionari resta valida l’aspettativa di un rimbalzo delle valute emergenti: l’analisi di J.P. Morgan AM

L’impatto sui mercati della diffusione del coronavirus sta avendo ripercussioni sulla crescita a breve termine, creando problemi anche alle valute dei Mercati Emergenti rispetto al dollaro. Ma nonostante le numerose incognite, JP Morgan AM ritiene che il comparto racchiuda ancora ancora opportunità per l’investitore obbligazionario. Il Bond Bulletin Settimanale curato dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group della grande casa Americana sottolinea infatti che è ancora valida la tesi di un rimbalzo delle valute dei emergenti, una volta che l’impatto del coronavirus sarà chiaro e l’attività economica sarà tornata ai livelli normali.

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NEL BREVE TERMINE DIFFICILE CHE LE VALUTE EMERGENTI POSSANO DECOLLARE

Ma, avvertono gli esperti di JP Morgan AM, nel breve termine è probabile che l’incertezza relativa alla crescita dei Mercati Emergenti impedisca alle rispettive valute di staccarsi dai livelli attuali, soprattutto in relazione a un dollaro americano che resta forte. Secondo il Bullettin è ancora impossibile valutare l’impatto economico dell’epidemia: la Cina non è certo tornata alla normalità, mentre gli indicatori ad alta frequenza, come l’uso delle autostrade e i consumi di carbone, continuano a indicare livelli di attività ridotti, e alcune società internazionali prevedono che l’epidemia avrà conseguenze negative.

IMPATTO IN AUSTRALIA E EUROPA MENTRE L’ECONOMIA USA RESTA MOLTO FORTE

Gli esperti di JP Morgan AM fanno l’esempio di Apple, forte consumatore di componenti realizzati in Asia, che ha annunciato una revisione al ribasso delle stime sugli utili, mentre a livello globale ritengono probabile che alcune regioni saranno colpite più di altre, segnalando le previsioni di consenso ridimensionate per la crescita in Australia e in Europa. Invece gli Stati Uniti danno prova di resilienza, con gli indicatori di crescita ampiamente positivi, come l’indice US Empire State Manufacturing salito più del previsto a 12,9, il dato più alto da maggio 2020. Un’ulteriore conferma dell’ottima salute dell’economia a stelle e strisce, secondo il Bullettin, potrebbe preludere a un periodo di eccezionale performance per gli Stati Uniti, che in passato ha implicato un rafforzamento del dollaro.

OPPORTUNITÀ SPECIFICHE IN VALUTE DI PAESI CON FONDAMENTALI ROBUSTI, COME INDONESIA, MESSICO E RUSSIA

Da inizio anno, la maggior parte delle valute dei Mercati Emergenti ha sottoperformato rispetto al dollaro, con la relativa componente dell’indice GBI EM in calo del 3,3% e un significativo arretramento di alcune monete, tra cui il Real brasiliano, il Rand sudafricano e il Peso cileno. Poiché nel breve termine è probabile che il virus ostacolerà la crescita dei Paesi Emergenti rispetto agli Stati Uniti, la tesi di un immediato apprezzamento delle valute emergenti viene così messa in discussione. Ma gli esperti di JP Morgan AM scorgono ancora opportunità specifiche in Paesi dai fondamentali robusti e dai rendimenti reali elevati, come Indonesia, Messico e Russia.

J.P. Morgan AM: euro sotto pressione e destinato a indebolirsi ancora

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DOLLARO IN IPERCOMPRATO MA I FLUSSI DICONO CHE LA DOMANDA RESTA ROBUSTA

In ogni caso, scrive il Bullettin di JP Morgan AM, le dinamiche della domanda continuano a favorire il reddito fisso, in particolare gli attivi in dollari USA. Da inizio anno, il monitoraggio proprietario della grande casa ha osservato afflussi per oltre $65 mld nei fondi retail statunitensi, compresi i segmenti Investment Grade e High Yield. I fondi Aggregate in euro, i Mercati Emergenti asiatici e le obbligazioni dei Mercati Emergenti in valuta locale hanno invece tutti registrato flussi negativi. A questo si aggiunge la domanda giapponese di reddito fisso estero. L’indicatore tecnico di JP Morgan suggerisce una situazione di ipercomprato per il dollaro, ma i flussi citati segnalano una domanda robusta che dovrebbe sostenere la forza del biglietto verde.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte dei contenuti e dei dati sono stati gentilmente concessi da J P Morgan Asset Management –>

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GAM: Emergenti, maggiori opportunità tra le emissioni in valuta locale

L’analisi sull’andamento del debito emergente nei prossimi mesi, con un focus sulle emissioni in valuta locale e in valuta forte da parte di Paul McNamara, direttore degli investimenti per le strategie Emerging Markets di GAM

19/01/2020 15:00

tempo di lettura

L’outlook per il debito emergente in valuta locale continua ad essere ragionevolmente solido, nonostante la performance sostenuta degli ultimi due anni. “E’ importante tenere a mente che quest’ultima fase è seguita a un triennio molto difficile e, dal nostro punto di vista, continuiamo a vedere valore all’interno dell’asset class”, sostiene Paul McNamara, direttore degli investimenti per le strategie Emerging Markets di GAM. “Secondo la nostra opinione sono avvantaggiate le emissioni in valuta locale rispetto a quelle in valuta forte, dato che per le prime non entrano in gioco i timori legati all’incremento dei rendimenti del Treasury. Il discorso legato alle valute rappresenta la principale fonte di rischio per quanto riguarda le emissioni in valuta locale”, prosegue l’esperto, “dato che i tassi di interesse sono più alti durante le fasi di rafforzamento valutario, elemento questo che contribuisce al carry e mantiene l’inflazione su livelli modesti permettendo che l’obbligazione sottostante registri buone performance”.

McNamara ricorda che le bilance commerciali continuano ad essere l’elemento chiave nell’analisi delle valute dei Mercati Emergenti, come hanno messo in evidenza i due principali sell off registrati all’interno dell’asset class negli ultimi 15 anni. “Il primo è quello del 2008, quando gli asset emergenti furono zavorrati dall’impatto della crisi nei mercati sviluppati. Al contrario, abbiamo assistito ad un drawdown di maggiori dimensioni nel biennio 2020/2020 quando la crescita degli Emergenti era fuori controllo, le importazioni in significativo aumento e le esportazioni in netto crollo. A questo punto”, spiega il manager, “il deficit commerciale ha reso virtualmente certa la debolezza di queste valute e venne coniata la definizione ‘Fragile Five’ per fare riferimento ai quei Mercati Emergenti caratterizzati da maggiori squilibri. Tra questi solo la Turchia non è riuscita a tornare in segno positivo in termini di bilancia commerciale e ci appare molto difficile sostenere che le valute locali delle economie che sono in condizioni di un surplus esterno siano sopravvalutate”.

L’esperto, di conseguenza, ritiene che per il debito in valuta locale tutti gli elementi stiano andando nella direzione giusta, con la probabilità che il tasso di cambio conservi elasticità. L’unico dubbio quello relativo dal dollaro. “Un rialzo del dollaro dell’1% rispetto alle altre principali valute corrisponde solitamente ad un rafforzamento dell’1,4% rispetto alle valute dei Mercati Emergenti. Di conseguenza”, ha osservato McNamara, “mentre la crescita statunitense rappresenta un fattore positivo per gli Emergenti, il rischio è che l’inflazione torni a crescere e che la Fed risponda con una revisione al rialzo dei tassi, facilitando un rafforzamento del biglietto verde”.

“Nonostante il rendimento del Treasury abbia valore soprattutto nel segmento delle emissioni investment grade in valuta forte, continuiamo quindi a prestare attenzione ai bilanci esterni degli emergenti e alle fluttuazioni del dollaro per tracciare le prospettive per le emissioni in valuta locale”, ha concluso l’esperto. “Su base storica, quando la bilancia delle partite correnti è in credito e i tassi di cambio mantengono il proprio livello rispetto al dollaro, abbiamo quasi sempre registrato rendimenti positivi per l’asset class e, per questo motivo, riteniamo che si tratti di un settore che continua ad apparire competitivo. Terremo tuttavia sotto controllo il rallentamento del ciclo di credito cinese dato l’impatto che questo ha sui prezzi delle materie prime e, a sua volta, sulle esportazioni degli Emergenti”.

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