Opzioni binarie uno scontro tra Germania a BCE

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Opzioni binarie: uno scontro tra Germania a BCE

La Germania è da sempre considerata la prima della classe in Europa e infatti lo spread dei titoli di stato si misura a partire dai loro Bund. Eppure, alcune indiscrezioni, rivelano che gli italiani sono anche più ricchi dei tedeschi.

La BCE ha infatti commissionato una ricerca ad un suo osservatorio che si è occupato di fare un bilancio della ricchezza delle famiglie europee ed alcuni risultati, diffusi in anteprima, quasi fossero indiscrezioni, dimostra ad esempio che gli italiani sono più ricchi dei tedeschi.

Un dato assolutamente stonato rispetto alla panoramica economica e finanziaria del nostro paese. Ma la Germania ha deciso di vederci chiaro e sta accusando la BCE di voler ritardare la pubblicazione del report per non far capire come stanno veramente le cose nel Vecchio Continente.

In Europa, infatti, se l’Italia è più ricca della Germania, potrebbe anche capitare che ci siano paesi potenzialmente “da salvare” che invece godono di una buona salute. La BCE, probabilmente, ha intenzione di non influenzare la decisione sul salvataggio di Cipro ma sul documento dell’osservatorio, già pronto, non ci sono segreti.

Gli opzionaristi devono tenere conto che quando si parla di bilanci delle famiglie non si fa riferimento al mondo finanziario ma all’economia reale.

Tag: bce

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Categoria: Opzioni Binarie

L’oro aumenta il suo valore

A seguito della notizia dei problemi dei rendimenti dei titoli irlandesi e greci, che aumentano sempre maggiori i timori che i paesi della zona euro dovranno ristrutturare il loro debito, coloro che stanno cercando degli investimenti si sono gettati sull’oro.

Con tale precarietà nella sfera del debito sovrano, combinato con la perdurante debolezza del dollaro e le crescenti pressioni inflazionistiche, oro e argento sono stati spinti verso nuovi massimi. Venerdì scorso l’oro ha colpito il record di tutti i tempi, a quota 1.480 dollari e l’argento quello più alto da 31 anni, sopra il valore di 42 dollari. Lo status di bene rifugio dovrebbe farceli vedere ancora in continuo aumento.

La scorsa settimana Moody’s ha tagliato il rating del debito sovrano dell’Irlanda di altri due punti, portandolo a Baa3. Ora l’Irlanda guarderà in maniera nervosa al risultato del test di solvibilità, richiesto dalla stabilizzazione del Meccanismo europeo per qualsiasi possibile bail out.

La richiesta di un piano di salvataggio da parte del Portogallo ha chiuso invece l’incertezza su questa finestra, ma ora l’attenzione degli investitori si è spostata verso le altre economie del Mediterraneo. I rendimenti dei titoli greci sono saliti al 13,2 per cento per quelli a 10 anni.

Ora secondo alcuni vedremo dei premi per la liquidità, nel corso delle prossime settimane, sul mercato del debito dell’Eurozona. La produzione italiana e spagnola continueranno ad aumentare le loro rese contro quelle tedesche. Ora ci si aspetta che il governo spagnolo paghi un premio di 181 punti base. Inoltre il governo italiano dovrebbe pagare un premio di 150 punti base rispetto agli attuali 110.

I timori legati al debito sovrano difficilmente scompariranno molto presto, dunque secondo l’oro potrebbe mantenere il suo status di valuta rifugio.

Intanto per chi volesse investire nei mercati, una buona scelta è proprio quella dell’oro, dato che ci sono delle incertezze sul mercato dell’euro che potrebbero rendere instabili i mercati.

Moody’s taglia il rating all’Irlanda

Il rating della Repubblica d’Irlanda è stato tagliato di due livelli, arrivato vicino allo status di junk, da Moody’s Investor Service, nell’atteso che il governo riesca a ridurre il deficit di bilancio e a ripristinare la crescita economica.

L’agenzia di rating Moody’s Investors Service ha ridotto dunque il rating da Baa1 a Baa3. Questa decisione ha spinto l’euro in discesa nei confronti delle altre valute, ha aumentato gli oneri dell’Irlanda e fatto finire una serie di buone notizie, dopo che il governo aveva reso noto lo scorso giovedì un miglioramento nel suo progresso economico.

Un forte aumento dei costi dei prestiti greci, arrivati a nuovi massimi, ha alzato l’attenzione anche sui paesi come Irlanda e Portogallo, dopo che la Germania ha detto per la prima volta che Atene può avere dei problemi a ristrutturare il suo enorme debito pubblico.

La Grecia intanto ieri ha disposto un programma di vendita delle sue partecipazioni in aziende statali chiave, oltre che l’obiettivo di fare ulteriori economie di bilancio, nella speranza di evitare una ristrutturazione del debito che i mercati finanziari considerano sempre più probabile.

Il governo ha presentato un ampio e specifico piano a medio termine per risanare le finanze pubbliche, valido fino al 2020. Lo ha fatto sapere il ministro delle Finanze George Papaconstantinou.

Moody’s ha detto che l’Irlanda potrebbe aver bisogno di adottare ulteriori misure di austerità per raggiungere i suoi obiettivi di bilancio e che la sua posizione finanziaria può subire dei cambi o dei peggioramenti a causa degli aumenti dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea.

Le deboli prospettive di crescita del paese sono determinate anche dal processo di consolidamento fiscale, dall’attuale della contrazione del credito nel settore privato e da un ambiente più avverso ai tassi d’interesse. La forza finanziaria del governo irlandese potrebbe scendere ulteriormente se la crescita economica dovesse essere più debole di quanto attualmente previsto, o se il risanamento del bilancio sarà inferiore rispetto al consolidamento previsto dal percorso del governo.

Il petrolio sale ai massimi, l’euro anche

Il petrolio è salito al suo valore massimo da 32 mesi a questa parte durante la giornata di ieri, al di sopra di 126 dollari al barile, in seguito alle preoccupazioni di approvvigionamento a lungo termine. Inoltre i rialzi dei tassi di interesse in zona euro hanno spinto l’euro a toccare il suo massimo da 15 mesi contro il dollaro.

Le materie prime, compresi i metalli, hanno nel complesso guadagnato da una così forte aspettativa, dalla debolezza del dollaro e, in alcuni casi, dalla minaccia di difficoltà di approvvigionamento.

Intanto ci sono delle azioni globali alimentate dall’ottimismo, in tutto il mondo, relativamente alla ripresa economica che alimenterà la domanda di materie prime. Ecco dunque che i prezzi sono saliti ancora e hanno toccato il loro livello più alto da quasi tre anni.

Il petrolio sta risentendo molto anche della guerra in Libia, uno dei massimo produttori di petrolio al mondo, delle grandi tensioni che ci sono in altri paesi del mondo arabo e dell’atteggiamento della Nigeria, che spinge per un andamento rialzista del greggio. Ecco dunque che durante la sessione Usa, l’oro nero è salito al suo valore massimo da 30 mesi a questa parte, toccando quota 112,40 dollari.

Relativamente all’euro, la nostra valuta è stata spinta dal rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea, salendo al massimo dal gennaio 2020 contro il dollaro. Proprio la mossa della BCE di aumentare i propri tassi di interesse a quota 1,25% , amplia il vantaggio del rendimento della zona euro verso gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Giappone, dove invece i tassi rimangono ancora bassi.

Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nella conferenza stampa seguente al rialzo dei tassi, ha detto che la banca centrale europea è pronta a stringere ulteriormente la cinghia, se necessario. Ma quello di giovedì dovrebbe il primo di una serie di rialzi.

Lo yen perde, oggi grande attesa per i tassi BCE

L’euro e la sterlina inglese hanno preso terreno verso le altre valute nel commercio durante la notte, guadagnando rispettivamente lo 0,4 e lo 0,3 per cento nei confronti del dollaro statunitense.

Lo yen giapponese è sceso per il decimo giorno consecutivo durante la sessione asiatica, giù di oltre lo 0,9 per cento nei confronti delle valute principali. La vendita è arrivata dopo che la Federal Reserve ha pubblicato i dati relativamente ai tassi, come da decisione presa durante la riunione di marzo del FOMC. Tali dati hanno rivelato che un numero crescente di politici hanno cominciato a propendere per delle misure di stimolo.

Con la pressione relativamente a tali misure di stimolo, che indicano che una scelta è dietro l’angolo, il dollaro è sempre meno attraente come veicolo di investimento a basso costo per le operazioni di carry trade, il che incoraggia gli investitori a disfarsi delle posizioni short sul dollaro e ad andare verso lo yen a breve.

Sul fronte dei dati importanti che sono emersi nella notte, in Australia il dato sui prestiti per le case è sceso per il secondo mese consecutivo, in calo del 5,6 per cento. Questo rafforza le aspettative che la Reserve Bank of Australia non procederà ad un aumento dei tassi di interesse, almeno per il momento. Tali tassi rimarranno invariati al 4,75 per cento.

Nel frattempo, l’inflazione al dettaglio è rallentata nel Regno Unito. Tale rallentamento arriva poco prima della decisione della Banca d’Inghilterra sui tassi. Questo rafforza le aspettative che Mervyn King si terrà alla larga da un aumento dei tassi.

La revisione finale per il quarto trimestre del 2020 del PIL dell’Euro zona ha confermato che l’economia del blocco è salita dello 0,3 per cento negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Intanto oggi la BCE prenderà una decisione circa il tasso di interesse, dato fondamentale da tenere d’occhio.

Considerazioni sul debito pubblico dei paesi UE, parte 2

Le origini dei problemi del debito di Irlanda e Portogallo, di cui abbiamo iniziato a parlare nello scorso articolo, sono diverse, dato che l’Irlanda si è imbattuta in grossi problemi perché doveva aiutare il settore bancario, colpito dal crollo del mercato immobiliare, mentre il Portogallo soffre una bassa crescita e la mancanza di competitività.

Ma il risultato finale è stato simile, ovvero un onere del debito che i mercati vedono come difficile da far andare avanti. Il Portogallo è vicino alla richiesta di aiuto, secondo alcuni. Non si sa ancora quando tale richiesta arriverà, ma è quasi inevitabile. Se i mercati dovessero portare il Portogallo a chiedere aiuti, la Spagna potrebbe essere il prossimo paese a doverlo fare. Se il Portogallo infatti fosse costretto a chiedere un salvataggio, gli economisti rivolgeranno la loro attenzione alla Spagna.

Il problema di fondo circa la diffidenza del mercato dovuta al debito può essere risolto solo con una soluzione rapida e dettagliata per tutti i paesi della zona euro, piuttosto che con un approccio frammentario. Il problema è che la zona euro ha iniziato ad avvicinarsi al problema nel modo sbagliato.

Molti economisti e politici ritengono che la crisi attuale è causa della Germania, che creare un meccanismo predefinito in zona euro in base al quale gli investitori privati si sono spaventati, il che ha stimolato degli spread alti per le obbligazioni portoghese e spagnole, fino a livelli insostenibili.

La principale causa di contagio potrebbe, secondo alcuni, venire dalla proposta tedesca di includere la gestione del default nell’ambito di un meccanismo permanente di risoluzione delle crisi future. Fino a quando la questione è tutt’altro che chiara, la speculazione di un possibile contagio resterà viva. I politici europei dovrebbero utilizzare i tempi a loro disposizione per presentare un piano dettagliato e chiaro del meccanismo di risoluzione permanente delle crisi.

Considerazioni sul debito pubblico dei paesi UE

Il piano di salvataggio dell’Unione europea di Irlanda, di cui abbiamo parlato tempo fa, ha dato sollievo a breve termine ai mercati, ma, nonostante le speranze della zona euro, non riuscirà, secondo i più, ad impedire ai mercati di spingere anche il Portogallo a ottenere assistenza economica dall’UE, a meno che venga trovata una soluzione più generale al più presto.

Ricordiamo infatti che l’Irlanda ha approvato gli aiuti da parte dell’UE e da parte del Fondo monetario internazionale per un pacchetto di aiuti finanziari dato per coprire i suoi bisogni e le potenzialità fiscali dei requisiti patrimoniali futuri del suo sistema bancario. Cosa che in questi giorni si sta anche rivalutando, in seguito alle elezioni nel paese.

I ministri delle finanze UE hanno sostenuto la richiesta di aiuto per una somma di denaro pari a circa 80 miliardi di euro, per fermare i timori del mercato sul debito dell’Irlanda e il fatto che tale debito possa espandersi in altri paesi con un grande deficit di bilancio, come la Spagna e il Portogallo, minacciando una crisi sistemica.

Nel breve termine effettivamente gli aiuti sono stati visti in maniera positiva per la propensione al rischio, ma in ogni caso nel lungo periodo altro deve essere fatto, dato che solo questo non riuscirà a portare il Portogallo e la Spagna fuori dai problemi. Effettivamente, come molti esperti del settore non hanno mancato di sottolineare, le speranze erano esattamente l’opposto.

Dato che infatti non si è ancora trovata la risposta giusta al problema del debito pubblico, le possibilità di contagio sono grandi.

Come si può prevenire il contagio? Nel breve termine tramite tali aiuti, cosa che potrebbe non valere nel medio termine. In particolare il Portogallo non è ancora fuori dai guai, tanto che si pensa già a chiedere aiuti, anche se i ministri del paese affermano di riuscire ad andare avanti da soli.

BoE, forse c’è il rialzo dei tassi di interesse

Weale Martin, della Bank of England, ha detto che un piccolo aumento dei tassi di interesse adesso può prevenire la necessità di un aumento maggiore in futuro e contribuirà a portare le aspettative future di inflazione verso il basso.

L’inflazione è ovviamente superiore a quello che la gente vorrebbe. Per le imprese, le persone e la contrattazione dei salari si prevede che dei tassi di inflazione elevati possano creare un rischio che potrà modificare le aspettative future, il che potrebbe modificare il comportamento attuale delle persone.

Nel mese di gennaio il comitato di politica monetaria ha sostenuto che potesse essere utile un aumento del tasso di interesse di riferimento della banca centrale inglese allo 0,75% , da un minimo record dello 0,5%.

Weale ha detto che egli non pensa che un aumento dei tassi di interesse porterebbe l’inflazione in basso in maniera rapida. Serviranno, infatti, diversi tagli dei tassi di interesse, cosa che però al momento non è fattibile.

Alla domanda se un piccolo aumento dei tassi di interesse adesso potrebbe ridurre la necessità di un aumento più marcato nel futuro, Weale ha detto che è una cosa possibile.

L’aspettativa è che, anche se ci sarebbero alcuni costi, questi forse proteggeranno il mercato inglese, e dunque la valuta britannica, da una compressione in seguito, il che è necessario per portare le aspettative di inflazione della gente verso il target del 2%.

Dal verbale della riunione di febbraio della commissione risulta che ancora una volta si è votato per mantenere il tasso di riferimento allo 0,5%. Tali dati saranno pubblicati domani. Gli investitori potranno dunque vedere da vicino se i responsabili politici nel comitato avranno votato per un incremento del tasso. Dunque, per chi volesse investire nel mercato delle valute e, più precisamente, nella sterlina britannica, conviene attendere tali dati e vedere la reazione del mercato.

La BoE potrebbe alzare i tassi di interesse

La sterlina ha preso il centro della scena durante gli orari di negoziazione in europea nella giornata di ieri, dato che le aspettative che il Regno Unito alzerà i tassi di interesse hanno rafforzato il sentimento verso la valuta britannica. La sterlina contro il dollaro ha avuto un rally che ha colpito il massimo valore di questa coppia di valute, a quota 1,6219, mentre l’euro ha perso quota fino ad arrivare a 0.8381.

La sterlina ha poi ricevuto un ulteriore impulso quando i dati hanno mostrato che le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono rimbalzate durante il mese di gennaio a seguito del dicembre e delle condizioni meteorologiche, sono tornate normali, aumentate dell’1,9% sul dato mensile e del 5,3% rispetto a gennaio 2020, il più forte aumento annuo dal novembre 2004.

Il forte rimbalzo di gennaio rafforza l’idea che il calo di dicembre sia stato solo un effetto collaterale della neve, e quindi che l’intera economia è in ripresa nel primo trimestre. Con l’attesa dei tassi di interesse nel Regno Unito, i mercati valutari guarderanno attentamente il verbale della riunione di febbraio.

La sterlina ha invertito completamente le perdite subite fino ad ora. Queste mosse hanno scosso i mercati valutari, ma questa volta, con l’eccezione del dollaro australiano, in gran parte hanno minimizzato la notizia. Il dollaro australiano si è tuffato ai minimi della sessione ed è rapidamente rimbalzato.

L’euro è stato sotto pressione nei confronti del dollaro durante gli orari di negoziazione europea, dato che è emerso che il governo portoghese è pressato dai colleghi della zona euro per seguire la strada presa da Grecia e Irlanda, dunque andare alla ricerca di un salvataggio da parte dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale. Inoltre l’emergenza della Banca centrale europea di rifinanziamento marginale è salita ulteriormente durante la giornata di giovedì, cosa che potrebbe essere sicuramente di peso sull’andamento della nostra moneta.

Trichet richiama all’ordine i governi

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha invitato i governi della zona euro a far rispettare un migliore coordinamento delle politiche economiche a sostegno della moneta unica.

Alla domanda, in un’intervista presso il quotidiano regionale tedesco Weser-Kurier, se appoggia una chiamata dalla Germania e dalla Francia per un governo economico, Trichet ha detto che se questa proposta significa che ci sia una forte volontà politica di coordinare e monitorare le politiche economiche nella zona euro, allora è fermamente sostenuta.

Trichet ha detto che la BCE, con sede a Francoforte, continuerà a fare tutto quanto in suo potere per evitare effetti di secondo impatto, aggiungendo che la banca è responsabile nel garantire la stabilità dei prezzi, anche se alcuni governi non si comportano secondo le regole. Il portavoce della BCE, Regina Schueller, ha confermato le osservazioni per telefono.

La Germania e la Francia, che sono le due maggiori potenze economiche della zona euro, hanno incontrato resistenza alle richieste di un maggiore coordinamento delle tasse, dei salari e delle politiche delle pensioni durante il vertice dei leader dell’Unione europea, tenutosi lo scorso 4 febbraio. I due paesi sono stati costretti a ridimensionare il patto per la competitività proposto e progettato per aiutare a porre fine crisi il debito della regione.

Trichet ha detto che la zona euro ha bisogno di ciò che si chiama un salto di qualità, un passo avanti decisivo. Ora egli si aspetta che questa nuova iniziativa, di condurre ad un rafforzamento della legislazione in materia di governance economica, venga esaminata dal Parlamento europeo. Si sta chiedendo un miglioramento importante rispetto alla precedente posizione del governo, che il consiglio direttivo della BCE considerata insoddisfacente.

Questo è il momento di compiacersi, secondo Trichet, dato che i pericoli e i rischi sono permanenti, dunque continuare come prima sarebbe una grande follia.

Euro, in discesa contro il dollaro

L’euro ha perso terreno contro il dollaro durante la fine della scorsa settimana, in seguito al fastidioso dubbio della mancanza di misure concrete per affrontare la crisi del debito in zona euro. I commercianti hanno detto che in Asia si è venduto euro con insistenza. L’euro ha mancato di slancio verso l’alto nei mercati, tanto che ora sembra destinato ad aspettare fino a marzo per i dettagli delle ulteriori misure relativamente all’affrontare la crisi del debito, in mezzo delle preoccupazioni degli investitori.

Sembra come se il mercato avesse avuto davanti a sé l’euro fermato dalla mancanza di misure politiche concrete necessarie per affrontare la crisi del debito pubblico, misure che non dovrebbero essere pronte prima della fine di marzo. Ci sono anche dei rischi al ribasso relativamente alla BCE, che potrebbe non essere preparata all’escursione dei tassi di interesse.

Ma come si è mossa la nostra valuta? L’euro è sceso dello 0,6 per cento contro il dollaro. I commercianti hanno detto che i conti del Medio Oriente sono stati incentrati sugli acquisti, mentre il supporto chiave è stata la media mobile a 100 giorni, a quota 1,3541. La volatilità implicita delle opzioni in euro / dollaro, una misura importante in vista del mercato che ci indica di quanto la coppia si sposterà in futuro, è stata oggetto di scambi in maniera pesante. Intanto la nostra valuta perde terreno ed è scesa ad un valore minimo da cinque mesi a questa parte, perdendo oltre il 10 per cento.

Sembra inoltre che, il Presidente della Banca centrale europea, possa aver commentato con un dubbio circa il fatto che i tassi della zona euro dovrebbero salire in un prossimo futuro. Ecco dunque che anche per i prossimi mesi potremmo attenderci un andamento basso dei tassi di interesse, il che certamente non aiuterà a spingere in alto l’euro contro le altre principali valute.

Dollaro in ripresa, l’euro perde terreno

Il dollaro ha raggiunto il valore massimo da un mese a questa parte contro lo yen dopo che i dati di oggi hanno sottolineato una ripresa del mercato statunitense relativamente ai posti di lavoro, mentre l’euro è sceso in seguito al crescere della lentezza nei progressi relativamente alla soluzione della crisi del debito.

I rendimenti dei titoli del tesoro USA hanno puntellato il dollaro, mentre il miglioramento dei dati ha sostenuto la tesi che la ripresa economica negli Stati Uniti sia un terreno più durevole.

I dati hanno mostrato durante la giornata di ieri che ci sono state nuove richieste di sussidi di disoccupazione ma che queste sono scese al minimo da un anno, in linea con altri indicatori che suggeriscono un rafforzamento del mercato del lavoro. Ora per gli economisti il focus è sui tassi di interesse e gli Stati Uniti sono rimasti indietro rispetto e soprattutto alla zona euro.

Il miglioramento del mercato del lavoro è di buon auspicio per il dollaro, mentre per l’euro c’è il rischio di delusione dato che potrebbe esserci il ritorno dei problemi del debito. L’indice del dollaro DXY, che segue le prestazioni della valuta nei confronti di un paniere delle principali valute, è in crescita dello 0,3 per cento, a quota 78,467.

I trader sottolineano come un grande valore della coppia di valute dollaro / yen potrebbe farci vedere dei livelli interessanti attorno a quota 84,00. Il dollaro ha beneficiato anche dei flussi come valuta rifugio sicura, dopo che il presidente egiziano Hosni Mubarak ha rifiutato di dimettersi, come era previsto, mantenendo vivo il rischio di un possibile scontro tra manifestanti e militari.

L’euro è rimasto sotto pressione nei confronti del dollaro dopo la caduta del giorno di ieri, appesantito dai nervosismi rinnovati per la crisi del debito della zona euro e dalle aspettative calanti circa il fatto che la Banca centrale europea potrà alzare i tassi di interesse a breve.

Euro, ora è stabile

L’euro sembra aver raddrizzato la sua situazione durante la giornata di trading di oggi dopo che il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha raffreddato le aspettative di un aumento a breve termine dei tassi di interesse, mentre il dollaro ha consolidato il suo valore.

Alcuni economisti prevedono che l’economia americana possa aggiungere 145.000 posti di lavoro nel mese di gennaio, facendo così segnare un aumento per il quarto mese consecutivo, anche se il tasso di disoccupazione è destinato ad aumentare.

Alcuni invece si aspettano un esito più positivo, con una previsione di incremento dei posti di lavoro pari a 160.000 unità. L’euro è scambiato a quota 1,3635 contro il dollaro, dopo essere caduto dell’1,2 per cento durante la giornata di ieri, allontanandosi dal picco di 12 settimane, a quota 1,3862 che invece è stato fatto registrare nella giornata di mercoledì.

Un forte numero di posti di lavoro in aumento è sicuramente di buon auspicio per la crescita dell’economia statunitense e per un eventuale aumento dei tassi di interesse, il che riduce la prospettiva di un aumento delle disparità tra i premi di rischio tra euro e dollaro. Trichet, parlando dopo la decisione della BCE di mantenere i tassi ancora al minimo record dell’1 per cento, ha detto che le aspettative di un aumento dell’inflazione sono rimaste saldamente ancorate sulle pressioni inflazionistiche nel medio-lungo termine, dunque essa dovrebbe rimanere contenuta.

I commenti del capo della BCE hanno indotto gli investitori della zona euro ad attendere, dato che il mercato ora starà a guardare anche il vertice Ue che si terrà nella giornata di oggi, anche se alcuni commercianti si aspettano qualcosa di sorprendente che possa far emergere delle misure volte a rafforzare il sistema di salvataggio degli Stati membri. In ogni caso un piano pratica non dovrebbe essere messo in campo prima del prossimo marzo.

Il breakout, come usarli, parte 3

Lo stop loss dell’operatività sui breakout può essere impostato a 20 pips sulle principali coppie di valute, mentre a 25 punti per le coppie più volatili, come ad esempio quelle che hanno la sterlina inglese GBP come cross. Quando si apre una posizione è quindi possibile scegliere di chiudere metà della posizione sul primo pivot point prima e lasciare andare l’altra metà, fino all’inversione di tendenza.

Si può scegliere un metodo preciso per l’uscita dal mercato delle posizioni che sono state aperte, che può essere vicino ai pivot point oppure in direzione della linea di tendenza quando ci sono le indicazioni per un ribasso della tendenza, oppure anche quando il prezzo di una candela nuova si apre sul lato opposto del canale di volatilità.

Se invece si vuole andare short bisogna prima aspettare un segnale di allarme short. Le linee verde devono essere al di sotto delle linee rosse. Le linee verdi, rosse e gialle devono essere d’accordo. Anche in questo caso, come in quello analizzato in precedenza, tutte le linee devono andare nella stessa direzione.

Anche in questo caso uno degli indicatori più importanti da tenere in considerazione è il MACD. Quando si ottiene un segnale MACD, questo deve essere inferiore a 0.

Attenzione anche allo stop loss, che può essere fissato ad uno spread di 5 pips. Lo stop loss può essere impostato a 20 pips sulle principali coppie di valute, mentre a 25 punti per le coppie più volatili, come ad esempio quelle che hanno la sterlina inglese GBP come cross.

Per quanto riguarda l’uscita dal mercato, quando si apre una posizione è possibile scegliere di chiudere metà della posizione sul primo pivot point, mentre l’altra metà continua ad andare fino all’inversione della tendenza.

Concludendo, possiamo dire che tutto quello che abbiamo analizzato nel corso di questi articoli è tutto il necessario per poter fare trading secondo questo metodo e secondo questa strategia di trading.

Il breakout, come usarli, parte 2

Vediamo come possiamo operare secondo il breakout, come abbiamo introdotto nello scorso articolo.

Se le linee di colore giallo o arancione attraversano le linee di colore rosso, ma le linee verdi sono ancora nella loro direzione precedente, allora siamo molto probabilmente di fronte ad un falso breakout. Per avere un cambiamento di tutte le linee di tendenza, in particolare, quelle verdi devono cambiare la propria posizione con le linee rosse. In particolare, devi stare attento alle coppie più volatili, come ad esempio la coppia di valute GBP / USD.

Andiamo ora a vedere quali sono le regole che si possono prendere in considerazione usando questo sistema di trading. Ricordiamo che tutti i criteri devono essere soddisfatti per poter avere il giusto segnale e rischiare il minimo possibile. Se tutto non è soddisfatto conviene piuttosto rimanere fuori dal mercato che rischiare eccessivamente. Si potrebbe ovviamente aprire una posizione nel modo giusto, ma nel lungo termine la maggior parte delle posizioni che potremmo aprire sarà sbagliata. Solo le posizioni dove tutti i segnali ci indicano la stessa direzione sono quelle da seguire. Appena dopo il segnale conviene entrare subito nel mercato, per tentare di guadagnare il numero maggiore di pips possibile.

Se si vuole andare long, per prima cosa bisogna attendere un segnale di allarme long, le linee verdi devono essere sopra le linee rosse. Le linee rosse, verdi e gialle devono essere d’accordo, soltanto così si possono aprire nuove posizioni long. Ricorda bene, tutte le linee devono andare nella stessa direzione.

Uno degli indicatori più importanti da tenere in considerazione è il MACD. Quando si ottiene un segnale MACD, questo deve essere superiore a 0. Attenzione anche allo stop loss, importantissimo per non perdere troppo terreno e denaro.

Nel prossimo articolo termineremo questo interessante discorso su come poter fare trading con i breakout.

Il breakout, come usarli

Parliamo finalmente del breakout. Se vogliamo fare trading sul breakouts nella negoziazione, il guppy MMA ci mostra esattamente quando questo sta accadendo. Una volta che un breakout si è verificato, per cui le linee gialle hanno incrociato le linee rosse, ma le linee verdi sono ancora al di sotto delle linee rosse, ci aspetteremmo che le linee gialle possano tornare indietro. Questo è il punto dove si potrebbero aprire delle nuove posizioni nella direzione della nuova tendenza. Dobbiamo distinguere tra un long breakout e uno short breakout.

Le linee rosse si trovano al di sopra delle linee verdi, poi il giallo ha attraversato le linee rosse, ben presto dunque il prezzo risalirà verso le altre linee. Le linee verdi e quelle rosse mostrano una tendenza a lungo termine.

Vediamo invece il breakout short, quando le linee rosse si trovano al di sotto delle linee verdi. Ciò indica una tendenza long. Quindi le linee gialle attraversano le linee verdi e quelle rosse. Una volta che le linee verdi sono state al di sotto delle linee rosse, possiamo dire che siamo in un trend short, dunque possiamo attendere dei segnali per entrare nel mercato.

Ricorda le posizioni delle linee verde e delle linee rosse. Per la tendenza long dobbiamo avere le linee verdi al di sopra delle linee rosse, mentre per una tendenza short dobbiamo avere le linee verde al di sotto delle linee rosse.

Attenzione però ai falsi breakout, che possono sempre verificarsi. Un falso breakouts può essere più facilmente identificato con il Guppy MMA. Questo è anche uno dei molti vantaggi di questo indicatore. Il falso breakout può essere finanziariamente ed emotivamente pericoloso per un commerciante, dato che potrebbe far perdere molto denaro. Nel prossimo articolo vedremo in che maniera possiamo riconoscere un falso breakout e come possiamo evitarlo al fine di non perdere denaro.

Petrolio e oro, attese per il prossimo anno

Lo scenario contorto del settore finanziario durante il 2020 ha guidato due diverse attività verso l’alto, ovvero quella del petrolio e quella dell’oro. Il primo ha registrato una crescita anche durante la prima parte dell’anno, fino ad esplodere verso un rialzo ancora più grande negli ultimi mesi del 2020, fino ad arrivare a quota 91 dollari al barile. Questo aumento è in gran parte attribuibile alla crescita delle economie emergenti, che hanno bisogno di energia per affrontare tale crescita.

Il petrolio è diventato un bene che viene cercato quando si è alla ricerca di una certa sicurezza, cosa che accade quando si è parlato della guerra di valute, sulla quale il settore del forex si è concentrato diverso tempo fa, in particolar modo con le discussione che hanno avuto la Cina e gli Stati Uniti. Il metallo prezioso ha invece segnato i picchi di tutti i tempi durante quest’anno, attualmente fissato a quota 1400 dollari.

E ora che attese ci sono per il prossimo anno? L’anno in arrivo dovrebbe essere diverso per l’oro e anche per il petrolio. I prezzi dovrebbero muoversi verso l’alto, anche se a livello mondiale di PIL questo dovrebbe svilupparsi a ritmi più lenti.

Il petrolio dovrebbe arrivare attorno a quota 100 dollari per il prossimo anno e, in quanto non c’è nessuna fine in vista per le preoccupazioni europee del debito sovrano, questo potrebbe anticipare la scalata anche del prezzo dell’oro, che dovrebbe arrivare a quota 1.600 dollari per ogni oncia. Anche gli altri metalli dovrebbero salire di conseguenza. L’argento è previsto ad arrivare a quota 34 dollari, il platino dovrebbe arrivare a quota 1870 dollari e il palladio attorno a quota 850 dollari.

Ecco dunque che ci sono delle interessanti prospettive per chi volesse investire in questi due mercati entro il prossimo anno. Con una crescita prevista si potrebbe riuscire a guadagnare abbastanza denaro.

L’euro scende in attesa della BCE, il dollaro sale

L’euro è sceso contro il dollaro statunitense e contro lo durante la sessione asiatica di oggi per la paura degli investitori di un forte movimento del mercato che la riunione della Banca centrale europea potrebbe causare. La banca centrale terrà la riunione nel corso di questa giornata, seguita da una conferenza stampa. I trader hanno detto che gli eventi della BCE sono importanti e rappresentano un rischio a due vie per l’euro.

Tutti gli occhi sono dunque sul fatto se la BCE decida di espandere i propri programmi di acquisto di bond, attuati per alleviare il nervosismo del mercato obbligazionario sulla crisi della regione. La liquidità è un problema significativo per l’euro al momento, dato che la moneta viene utilizzata per la copertura relativamente illiquida delle posizioni obbligazionarie sovrane. I guadagni durante la notte indicano che alcuni trader si stanno spostando sul fatto che la BCE possa agire.

La banca è sottoposta a continue pressioni da parte dei Paesi della zona euro. Il Wall Street Journal ha recentemente citato dei funzionari anonimi dicendo che Italia, Spagna e Portogallo hanno privatamente spinto per un’azione forte e decisa dalla banca centrale.

I commercianti hanno detto che la prospettiva dell’euro dipende completamente dalla decisione della BCE. L’azione della banca centrale potrebbe contribuire a rafforzare l’euro, mentre nessuna azione rischia di portare ad un declino della valuta.

Il dollaro, nel frattempo, era a quota 84.10 yen. Gli investitori stanno prestando attenzione ai posti di lavoro degli Stati Uniti e alla previsione dei libri paga del settore non agricolo. Il biglietto verde aumenterà se il risultato risulta migliore rispetto alle previsioni, cosa che è del tutto possibile perché i dati degli Stati Uniti, fino ad ora, hanno sempre battuto il consensus di mercato.

Staremo a vedere dunque nel corso delle prossime ore come si evolverà la situazione della nostra valuta e del biglietto verde.

Oro e argento, ecco come vanno

L’oro ha continuato il suo declino durante la sessione europea di ieri, scendendo a quota 1.365 dollari l’oncia, da un prezzo che, durante la notte, aveva raggiunto anche la quota di 1372 dollari. Il calo è avvenuto mentre il dollaro si è rafforzato ulteriormente contro l’euro, dato che la coppia di valute EUR / USD ha raggiunto il livello minimo da due settimane a questa parte, a quota 1,3260 .

Il calo è avvenuto sicuramente anche causa delle notizie che arrivano dall’Irlanda, poiché il paese ha problemi di indebitamento che probabilmente si allargheranno anche al Portogallo e alla Spagna. Anche se i prezzi dell’oro continueranno a ricevere il sostegno della crisi del debito della zona euro, in quanto gli investitori preferiscono investire i propri soldi nei metalli preziosi come investimento alternativo, un dollaro forte riduce l’appeal del metallo prezioso.

Sembra che l’oro abbia un forte livello di supporto a quota 1.3650 dollari l’oncia, con la paura della zona che continua a persistere e la tensione tra Corea del Nord e Corea del Sud che rimane sullo sfondo. Il trading tornato a delle condizioni normali di mercato, dopo che ieri le banche americane hanno riaperto dopo le festività di giovedì. Tuttavia la mancanza di notizie importanti ha tenuto i mercati in stallo durante la sessione di ieri. Ora bisognerà attendere la prossima settimana e le notizie economiche che verranno rese note per poter fare delle previsioni migliori in merito all’andamento delle valute e dell’oro.

L’argento continua a seguire tipo di commercio dell’oro, dato che ha visto un calo nella sessione di ieri, anche se non si è scostato di molto dai risultati raggiunti negli ultimi giorni. Il prezzo dell’argento per la consegna immediata è attorno a 27,25 dollari l’oncia, dopo essere brevemente sceso ad un minimo di 27,02. Attenzione al fatto che il prezzo dell’argento ha un forte livello di resistenza a quota 29,36 dollari, valore raggiunto lo scorso 9 novembre, il livello più alto dal 1980.

Andamento delle principali valute

Vediamo come si stanno comportando le principali valute nei mercati odierni. L’euro è legato alle crescenti preoccupazioni per i problemi del bilancio di diversi stati europei, e continua ad avere della pressione addosso. La coppia di valute EUR / USD è scesa a 1.3850. Nei prossimi giorni e nelle prossime ore bisogna stare attenti, per chi volesse investire nel mercato,dato che l’andamento di questa coppia di valute potrebbe andare in favore del biglietto verde, ma attenzione anche alle news che vengono dagli USA, che potrebbero essere molto pesanti.

Il dollaro USA ha mostrato un certo rafforzamento nei confronti della domanda ed è diminuita relativamente alle attività ad alto rischio.

La sterlina inglese era sotto pressione nella giornata di ieri, a causa del rilascio dell’andamento del prezzo delle case per il mese di ottobre, che ha dimostrato un inaspettato calo del 49%, contro il 39% che invece era previsto. Il mese precedente era invece sceso del 36%. Dopo una discesa iniziale entro l’inizio della sessione europea la sterlina è riuscita a tornare in salita.

Lo yen giapponese ha dimostrato una sorta di stabilizzazione, la coppia di valute USD / JPY è scesa al livello di 80,50 yen. Le valuta nipponica è cresciuta rispetto ai suoi principali concorrenti, come la Cina, in seguito all’annuncio della decisione di rafforzare le misure di controllo monetarie.

Relativamente ai prezzi del petrolio, questo viene scambiato intorno al livello di 86,90 dollari al barile, nel contesto del rafforzamento del dollaro USA. L’oro invece ha raggiunto il nuovo massimo storico a livello di 1422,00 dollari per oncia.

Relativamente alle valute minori, possiamo vedere che nel rapporto di cambio tra Nuova Zelanda e Dollaro, la Reserve Bank del paese australiano ha rilasciato la relazione di stabilità finanziaria, che non ha avuto nessun effetto specifico sul dollaro neozelandese, dunque la coppia di valute USD / NZD è scambiata al livello di 0,7820 dollari.

Oro, i prezzi in aumento

L’oro potrebbe guadagnare terreno a seguito dell’indebolimento del dollaro, causato dagli acquisti dei titoli di debito americani da parte della Federal Reserve, come reso noto durante la giornata di ieri, fatta al fine di dare uno stimolo alla ripresa dell’economia. Questo potrebbe far aumentare il prezzo del metallo prezioso.

Tra vari investitori e analisti interpellati da Bloomberg, il 67 per cento afferma che il prezzo dell’oro dovrebbe salire nel corso della prossima settimana. Pochi analisi hanno invece predetto dei prezzi più bassi rispetto a quelli attuali e ancora di meno hanno fatto sapere che, secondo loro, non ci saranno cambiamenti. Intanto i futures sull’oro con consegna a dicembre hanno guadagnato l’1.9 per cento durante questa settimana, arrivando a quota 1,383.10 dollari per un’oncia. Nelle ore del dopo-trading si sono raggiunti i massimi storici, a quota 1,393.40 dollari.

L’oro salirà di prezzo grande ad una combinazione tra dollaro debole e copertura anti-inflazione, sono le parole di alcuni analisti. Il dollaro intanto è arrivato ad un valore tale da essere ai minimi da nove mesi rispetto all’euro, dopo appunta il fatto che la Fed ha detto che acquisterà ulteriori 600 miliardi di dollari in buoni del Tesoro, entro il prossimo mese di giugno, al fine di rilanciare l’economia degli Stati Uniti. Sappiamo che il prezz dell’oro si muove di solito in maniera inversamente proporzionale al dollaro.

Data la relazione tra i metalli preziosi e la liquidità del mercato, si considera questo momento come estremamente positivo per i prezzi dei metalli preziosi. Staremo a vedere effettivamente come il dollaro si comporterà durante la sessione di oggi e soprattutto nel corso della prossima settimana. Il sondaggio settimanale sui prezzi dell’oro tenuto da Bloomberg, iniziato sei anni fa, ha previsto con esattezza i prezzi del petrolio per un totale di 193 settimane su 335, ovvero per o,58% delle volte. Anche la prossima settimana sarà così?

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