Oro dal Regno Unito alla Svizzera

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  • Inglese (en) The shady origins of gold refined in Switzerland
  • Spagnolo (es) Los sombríos orígenes del oro refinado en Suiza
  • Portoghese (pt) As origens sombrias do ouro refinado na Suíça
  • Russo (ru) Откуда берётся золото, обогащаемое в Швейцарии?

Rapporto del Consiglio federale Da dove arriva l’oro che arricchisce la Svizzera?

Dalla Svizzera transita la maggior parte dell’oro del mondo. Un business che vale, a seconda degli anni, dai 70 ai 90 miliardi di franchi. Il metallo prezioso giunge in Svizzera in forma grezza e lascia la Confederazione in tutta la sua purezza. Questo oro è a volte prodotto violando i diritti dell’uomo. Un rischio che il Consiglio federale riconosce e proprio sul tema ha recentemente pubblicato un rapporto con il quale stigmatizza lo sfruttamento dei lavoratori e formula diverse raccomandazioni alle aziende svizzere attive nel ramo.

Lingotti d’oro puri al 999,7 per mille.

Le fonderie svizzere lavorano ogni anno il 70% dell’oro grezzo estratto nel mondo. Questo grazie al fatto che quattro dei nove leader mondiali concentrano le loro attività in Svizzera. Anche se questo oro proviene da una novantina di Paesi, circa la metà dell’oro importato per essere lavorato in Svizzera arriva dal Regno Unito, dagli Emirati Arabi Uniti e da Hong Kong. Tre paesi che notoriamente non sono produttori di oro.

L’oro rappresenta il 63% dell’esportazione britannica Link esterno in Svizzera, il 92% delle importazioni dagli Emirati e il 78% da Hong Kong. In Svizzera giunge poi una parte consistente dell’oro prodotto da alcuni Paesi che dipendono in larga misura da questo tipo di esportazioni, come il Burkina Faso Link esterno (l’oro rappresenta il 72% delle esportazioni totali del paese), il Ghana Link esterno (51%) e il Mali Link esterno (77%).

ranking

I primi dieci produttori di oro nel mondo in un grafico verticale

Come si può leggere da questo primo grafico, tra i maggiori produttori di oro ci sono paesi che ancora oggi fanno fatica a riconoscere i diritti dell’uomo. Ma se guardiamo la seconda tabella, possiamo notare come tra i produttori di oro ci siano anche paesi un guerra che spesso usano i proventi dell’oro per finanziare i conflitti. In tutti questi casi si parla di oro illegale o oro sporco o ancora oro insanguinato.

Oro ranking

La classifica dei produttori di oro in un grafico

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Un settore economico di peso

Per far capire quanto sia importante questo settore economico Link esterno per la Svizzera, basti sapere ad esempio che nel 2020 sono state importate 2404 tonnellate di oro per un valore di quasi 70 miliardi di franchi. Nello stesso anno la Svizzera ha esportato oro per quasi 67 miliardi. In altre parole, il 24% delle esportazioni elvetiche e ben il 31% delle importazioni sono legate direttamente all’oro Link esterno .

Per capirci, parlando delle “glorie nazionali”, nello stesso periodo l’industria orologiera elvetica Link esterno ha esportato per poco meno di 20 miliardi di franchi o in altre cifre, circa 24 milioni di orologi. I fabbricanti svizzeri di cioccolata Link esterno hanno esportato per poco meno di un miliardo di franchi, ovvero circa 128’000 tonnellate di cioccolato.

In breve, per pareggiare i conti con il settore dell’oro, si dovrebbe esportare 85 miliardi di tavolette di cioccolata o circa 84 milioni di orologi. Solo il settore chimico-farmaceutico ha un peso specifico maggiore: le aziende elvetiche nel 2020 hanno esportato prodotti per 98 miliardi di franchi.

import

Il grafico mostra le tante categorie di prodotti importati in Svizzera. SI vede chiaramente l’oro in prima posizione

Poca trasparenza

Il commercio dell’oro vale un franco su tre nelle importazioni e un franco su quattro nelle esportazioni. Non proprio noccioline. Interessanti e significativi in tal senso sono i grafici dell’Observatory of Economic Complexity Link esterno .

Questo settore però non è il più trasparente. Anzi. Gli scandali nel passato non sono certo mancati. Dal Perù al Togo Link esterno (leggete questa storia Link esterno . ), dal Burkina Faso Link esterno alla Repubblica democratica del Congo. In tutti questi casi si parla apertamente di oro insanguinato che da questi e altri paesi è arrivato in Svizzera, grezzo e pronto per essere fuso. L’oro nella sua splendida purezza prende poi la via di Gran Bretagna, Cina, India e Hong Kong.

Oro insanguinato

Cosa significa oro insanguinato? Si tratta di oro macchiato di sangue vero proveniente da attività estrattive che violano palesemente i diritti fondamentali dell’uomo.

Metalli preziosi La Svizzera, crocevia dell’oro

La maggior parte dell’oro prodotto nel mondo transita fisicamente dalla Svizzera e in particolare dal Ticino. Quattro delle più importanti .

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 ottobre 2020 11.00 12 ottobre 2020 – 11:00

Oro insanguinato significa anche violazione dei diritti dei popoli autoctoni, della loro autodeterminazione e delle loro terre.

Le attività estrattive illegali causano anche danni ambientali, dovuti all’inquinamento da metalli pesanti. Non da ultimo a volte oro rima anche con finanziamento dei conflitti, criminalità organizzata e riciclaggio di denaro.

E parte di questo oro arriva in Svizzera per essere lavorato. Da anni il Governo elvetico è cosciente che questo rischio esiste. In un rapporto sul commercio dell’oro Link esterno pubblicato nei giorni scorsi ribadisce di non potere escludere che oro prodotto in violazione dei diritti dell’uomo sia importato in Svizzera.

Oro insanguinato bis: origine e tracciabilità

In un comunicato congiunto Link esterno diverse Ong elvetiche attive nella difesa dei diritti umani convengono che l’analisi del Consiglio federale individua i problemi più importanti in questo settore ad alto rischio, ma le soluzioni proposte, aggiungono, sono insufficienti.

Uno dei maggiori problemi è legato alla provenienza dell’oro. Più del 50% dell’oro che entra in Svizzera arriva da Gran Bretagna, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong. Paesi che notoriamente, come la stessa Svizzera, non sono produttori di oro. Semplicemente sono i paesi terminali di raccolta dell’oro grezzo.

Provenienza dell’oro

L’oro rappresenta il 24% delle esportazioni di Hong Kong Link esterno (circa 30 miliardi di dollari), il 16% degli Emirati Arabi Uniti Link esterno (27 miliardi di dollari) e il 4% del Regno Unito Link esterno (15 miliardi di dollari).

Fine della finestrella

“Le raffinerie che lavorano l’oro in Svizzera – chiarisce Marc Ummel, responsabile della politica di sviluppo nel settore delle materie prime a Swissaid, – in molti casi conoscono perfettamente l’origine della materia prima. Semplicemente non danno questa informazione”. E se il Consiglio federale nel suo rapporto riconosce che la tracciabilità dell’origine dell’oro è essenziale, nella pratica le autorità preposte si accontentano generalmente di sapere qual è l’ultimo paese di spedizione che la maggior parte delle volte non coincide con il paese produttore.

Per risolvere questa problema, per Marc Ummel la soluzione è a portata di mano: “Noi chiediamo alla Confederazione di obbligare l’Amministrazione federale delle dogane Link esterno a applicare la legge che obbliga gli importatori a dichiarare sia il paese di spedizione sia il paese d’origine delle merci. In verità questi importatori, rifiutando di dichiarare il paese d’origine dell’oro, violano da anni la legge senza che sia presa alcuna misura”.

export

Il grafico mostra come alcuni paesi africani esportano in Svizzera quasi unicamente oro

In tutti questi anni – aggiunge Ummel – i rappresentanti dell’industria dell’oro continuano a raccontare che vogliono migliorare la qualità dell’informazione “ma cosa significa? Da un lato basterebbe migliorare la tracciabilità dell’oro, indicarne il paese d’origine e la miniera. Dall’altro, per migliorare la trasparenza sulle condizioni di produzione dell’oro, le analisi dei rischi e il dovere di diligenza delle aziende dovrebbero essere pubbliche.”

Standard in materia di responsabilità

1) Direttive della Responsible Gold Guidance Link esterno che si basano sulle linee guida dell’OCSE sul dove di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali (inclusa la lotta contro l’oro proveniente dai conflitti, contro il riciclaggio, contro il finanziamento del terrorismo.

2) Certificazione della Responsible Jewellery Council Link esterno : con questa certificazione si vuole assicurare pratiche responsabili lungo tutta la catena di approvvigionamento.

C’è poi anche la Better Gold Initiative (BGI) Link esterno lanciata dalla Svizzera nel 2020 che sviluppa filiere per una produzione responsabile dell’oro.

Fine della finestrella

Controlli solo su base volontaria

Come lo stesso rapporto del governo afferma, le raffinerie svizzere attuano standard “volontari” per garantire una produzione in linea con le norme sociali e ambientali. Nessun obbligo in tal senso.

La stessa Confederazione promuove (e non obbliga) gli standard sviluppati dall’OCSE Link esterno e incoraggia (ancora una volta non obbliga) le imprese ad attuarli.

La Better Gold Initiative (BGI) è un’iniziativa lanciata dalla Svizzera nel 2020 in Perù per creare filiere dell’oro estratto da miniere artigianali che rispettano gli standard volontari di sostenibilità. Il progetto ha permesso di estrarre e commercializzare, dal 2020 al 2020, circa 2,5 tonnellate di oro prodotto in maniera responsabile. Un’iniziativa lodevole ma che rappresenta circa lo 0,015% della produzione annua mondiale.

Legislazione volenterosa ma lacunosa

La legislazione in vigore in materia di commercio dell’oro, ricorda il Consiglio federale, è una delle più severe del mondo. La legge sul controllo dei metalli preziosi e la legge sul riciclaggio di denaro mirano a garantire che l’oro lavorato dalle raffinerie non provenga da attività illecite. Una presa di posizione che Marc Ummel non condivide: “… non è proprio vero. L’Unione Europea e persino gli Stati uniti Link esterno hanno leggi più severe. La legge svizzera, è vero, cerca di mettere un freno all’oro illegale ma – per stessa ammissione del governo – non comprende disposizioni esplicite relative al rispetto dei diritti dell’uomo. Per questo motivo l’iniziativa per le multinazionali responsabili è più che mai essenziale”. Nonostante l’ammissione però, il Consiglio federale non riconosce la necessità di legiferare in materia.

Oro: dal Regno Unito alla Svizzera

L’oro è ancora il bene di rifugio per eccellenza e analizzare i suoi movimenti è fondamentale per capire quello che sta succedendo al mercato delle materie prime. Il movimento sotto la lente d’ingrandimento è quello che va dal Regno Unito fino alla Svizzera.

In questi giorni gli analisti hanno dovuto fare i conti con il passaggio di circa 800 tonnellate d’oro da Londra ai caveaux della Confederazione Elvetica. Sembra infatti che tantissimi risparmiatori ed altrettanti investitori, abbiano abbandonato il sogno di tenere nel cassetto il cosiddetto oro di carta, per esempio i titoli ETF, per mettere da parte in Svizzera dei veri lingotti.

L’Italia non è certo esclusa da questo traffico visto che secondo gli informatori svizzeri, un acquirente su due d’oro inglese è di nazionalità italiana. La Svizzera, in tutto ciò, è stata praticamente sommersa di oro che arriva direttamente dal Regno Unito. In soli sei mesi c’è stato un passaggio di lingotti pari a 797 tonnellate. Praticamente un passaggio 10 volte superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2020.

Naturalmente questa operazione ha anche dei risvolti monetari. Il controvalore dell’oro che si è spostato da Londra a Berna, infatti, è di 2 miliardi e 600 milioni idi euro. Il fatto che tanti acquirenti siano italiani fa pensare che nello Stivale siano ormai pochi coloro che hanno fiducia nella ripresa economica.

Comprare oro all’estero: dove conviene e a cosa stare attenti?

Comprate oro fisico all’estero potrebbe essere una giusta forma di investimento per il futuro, risparmiando tasse e commissioni varie, ma dove conviene fare questo acquisto? Cosa tenere in considerazione?

Se investire in oro tramite azioni di società che si occupano del metallo o strumenti derivati come CFD o futures è la nuova avanguardia della finanza, dall’altro lato possedere fisicamente la commodity può ben completare il proprio portafogli.

In generale possiamo indicare che, a prescindere dall’ammontare del tuo capitale, sia consigliabile tenere un 5/10% di liquidità in lingotti o monete d’oro, dal momento che i metalli con valore intrinseco non subiscono l’inflazione e acquistano valore nel tempo. E si consideri inoltre la gestione e diversificazione del rischio, non meno importante.

Occorre infatti considerare che l’oro è un bene rifugio, e trovandoci in un periodo storico particolarmente pregno di tensioni geopolitiche, gli investimenti aurei potrebbero regalare non poche soddisfazioni.

Naturalmente acquistare oro fisico significa puntare sul lungo periodo, dunque per il futuro, per i propri figli e nipoti o per la propria pensione.

In questa guida imparerai:

Comprare oro all’estero conviene?

Un aspetto va specificato: comprare oro all’estero non significa che all’estero il metallo costi meno! Il prezzo dell’oro è infatti aggiornato due volte al dì in base alla sua quotazione di mercato. La convenienza sta, piuttosto, in particolari condizioni fiscali offerte dal Paese di riferimento, che possono essere migliori di quelle italiane.

Un dubbio che attanaglia spesso gli investitori riguarda la scelta tra monete e lingotti.

In realtà entrambi hanno i loro pro e contro, e perché no potrebbero essere integrati?

Le monete, oltre al valore dell’oro, hanno anche un pregio dal punto di vista numismatico, e grande interesse per i collezionisti. Se intendi comprare oro per rivenderlo, per tenerlo in casa e quindi trasportarlo dall’estero potrebbe essere un’ottima soluzione, date le dimensioni ridotte.

Il costo tuttavia è più alto, mentre con i lingotti, che subiscono un processo di lavorazione più “grezzo”, hanno un prezzo decisamente inferiore.

Più problematico invece il trasporto, motivo per cui la maggior parte delle società di vendita offrono un servizio (più o meno gratuitamente) di deposito in loco.

Insomma, la scelta dipende molto dal perché stai acquistando oro fisico e che disponibilità di luoghi di sicurezza hai in casa (e non sempre un allarme tiene fuori i ladri!)

> Leggi anche il nostro approfondimento su come conservare l’oro fisico.

Dopo queste dovute premesse, vediamo subito qualche esempio su dove e come comprare oro fisico all’estero.

Svizzera

Una delle società più affidabili nel panorama elvetico è la ProAurum, con sede a Zurigo; c’è tuttavia una sede anche a Lugano, che può essere più comoda (anche per ragioni di lingua) per gli italiani che si spostano dal Bel Paese in macchina.

I prezzi dell’oro, così come delle altre materie prime trattate, sono ricalibrati due volte al giorno, e puoi acquistare il metallo in franchi svizzeri, euro o dollari statunitensi.

Il vantaggio di acquistare oro in Svizzera è che la maggior parte delle società, ProAurum inclusa, offrono il servizio di deposito doganale senza limiti temporali: in questo modo non dovrai riportare i tuoi lingotti in Italia se non puoi o non vuoi detenere il metallo presso le tue disponibilità, e nel caso tu abbia acquistato anche argento o palladio, questi non saranno soggetti all’IVA (in Italia non si paga l’imposta sul valore aggiunto per l’oro ma la tassazione è prevista per altri metalli).

Ma come acquistare materialmente l’oro in Svizzera?

È molto semplice: si fissa un appuntamento con ProAurum, o altro banco metalli, e si paga una volta esaminata la merce. Ti ricordiamo che in Svizzera devi pagare in valuta locale; molti esercenti accettano anche gli euro ma è bene chiederlo esplicitamente per tempo.

In tutti i casi non è possibile varcare la frontiera con più di 9.999€ a persona, dunque se intendi fare acquisti superiori a questa cifra hai tre soluzioni: dichiarare alla dogana il perché hai, per esempio, 15.000€ in contanti (e addio alla privacy), pagare con carta di credito (ma attenzione alle commissioni per i bonifici in valuta estera), oppure effettuare un bonifico.

A questo punto ti verrà consegnata una fattura, e potrai scegliere se nominativa o anonima (opzione, questa seconda, legale in Svizzera se il valore dell’oro non supera i 25.000 CHF). Se acquisti per oltre 25.000 CHF dovrai anche firmare un formulario che attesta che sei l’avente diritto economico dell’oro, ed esibire un documento di identità.

Online

Se non puoi recarti fisicamente in Svizzera, niente paura. La società inglese Bullion Vault consente di acquistare oro e altri metalli direttamente sul sito internet, scegliendo di depositarli a Zurigo (o Londra o New York). Se temi per possibili difficoltà comunicazione, sappi che la piattaforma dispone di un ottimo servizio clienti anche in italiano. Naturalmente in questo caso è possibile risparmiare sul prezzo dell’oro perché un gestore online deve far fronte alla tanta concorrenza “virtuale” e non ha le spese di un negozio su strada; ecco perché spesso è più vantaggioso riferirsi agli e-store.

Germania

Prima informazione utile: in Germania non c’è alcuna limitazione all’acquisto di monete e lingotti d’oro.

Anche per la Germania puoi approfittare di una vacanza tedesca e rivolgerti alla catena Degussa Goldhandel, senza prendere appuntamento o prenotare: semplice e veloce, vai lì, paghi e torni a casa con il tuo oro nel sacchetto.

Bassi costi, spread a circa il 2% e possibilità anche di vendere. Degussa offre un’ampia gamma di servizi “aurei”, dalle proposte di numismatica sino ai piani di risparmio in oro a partire da 50€ al mese, e dispone anche di uno shop online con invio comodamente a casa tua.

Se invece preferisci evitare un eventuale rischio di furto, Degussa mette a disposizione casseforti, magazzini doganali e cassette di sicurezza, con assicurazione di tuoi lingotti o monete in base al loro valore.

Online

La seconda strada, quella online, conta di svariati venditori.

Tra i più sicuri nominiamo Gold Dreams, Heuback e Geiger Edelmetalle.

Tutti e tre hanno un ampissimo assortimento di monete e offrono la possibilità di sceglierle singolarmente (anche una per tipo) e pagare tramite bonifico bancario. Le spedizioni verso l’Italia vanno dai 7€ ai 29, in base all’ammontare del tuo ordine.

Se navighi per altri siti fa’ attenzione perché molti, pur avendo la dicitura di spedizione in tutta Europa, non servono l’Italia. Presso questi venditori puoi trovare anche monete rare e da collezionismo, non solo oro per investimento: un’ottima alternativa per chi è amante dei metalli a tutto tondo. I prezzi delle materie prime che leggi sui siti includono l’IVA (che per l’oro, ricordiamo, è a zero).

Francia

La Francia ha requisiti piuttosto stringenti per quanto riguarda i pagamenti dell’oro: per acquisti superiori ai 450€ occorre pagare con bonifico bancario.

L’ acquisizione o la vendita dei lingotti d’oro non è tassata con IVA, come nel resto dell’Unione Europea; in particolare, è esentato l’oro da investimento, ossia lingotti di purezza superiore a .995 o monete con purezza di almeno .900, che siano state coniate dopo il 1800, che abbiano avuto (o hanno) corso legale in una nazione d’origine e vendute ad un prezzo non superiore all’80% del valore di mercato riferito al peso dell’oro.

Attenzione però, perché nonostante non vi sia IVA sull’oro (per gli altri metalli è del 20%), viene applicata una tassa di vendita dell’8%.

La Francia è tuttavia un vero paradiso per chi vuole unire l’acquisto di oro come investimento alla passione per le monete: le due anime possono felicemente coesistere, e infatti i nostri cugini d’oltralpe hanno diverse società specializzate in entrambi i campi.

Ecco qualche nome:

  • CGB.FR,
  • Comptoir du Pantheon,
  • Godot&Fils.

Tutti a Parigi e regolamentati dalle autorità competenti.

Olanda

Uno dei principali rivenditori di oro in Olanda è The Silver Mountain, che effettua dal sito anche il servizio di spedizione veloce nella massima sicurezza.

Nel momento in cui confermi un ordine, anche se il prezzo dell’oro dovesse salire, pagherai in relazione a quello che era nel momento in cui hai prenotato.

Le spese di spedizione sono un po’ alte, dai 21€ per quantità d’oro sotto i 20 kg e circa 106€ dagli 80 ai 100kg, ma va considerato che il pacco non riporta il nome della società così da garantire il massimo della privacy, e non si sottovaluti che il tuo oro è assicurato.

Il vantaggio è che il sito aggiorna la quotazione dell’oro ogni tre minuti, quindi puoi approfittare di un momento di ribasso per acquistare ad un prezzo competitivo. Se acquisti per rivendere, ricordiamo che dovrai dichiararlo e pagare il capital gain.

Segnaliamo anche AmsterdamGold.com, che offre anche un’opzione di archiviazione sicura e assicurata al 100% dei tuoi lingotti o monete d’oro

Inoltre, la società fornisce lingotti accreditati dalla prestigiosa London Bullion Market Association (LMBA), l’autorità fulcro dei mercati globali di metalli preziosi; ciò assicura che il tuo oro rientri negli standard di purezza, forma e provenienza decisi a livello mondiale.

Regno Unito

Una prima opzione per comprare oro fisico è tramite il Royal Mint (royalmintbullion.com), cioè la Zecca Inglese, dove trovi monete da investimento come Sovereigns, Britannias o Lunars, e lingotti, questi ultimi con ordine minimo di 20£.

Altra opzione è rivolgersi a gold.co.ok; in entrambi i casi si tratta di lingotti, che come abbiamo avuto modo di notare sono il modo più economico per investire in oro fisico, soprattutto perché anche qui sono esenti da IVA.

Inoltre i prodotti delle due società sono accompagnati da un certificato di autenticità redatto da un raffinatore della LBMA. La consegna fisica è disponibile solo nel resto del Regno Unito, ma i costi dei depositi di sicurezza sono piuttosto contenuti (a partire da 10£ al mese).

In alternativa bullionbypost.eu effettua anche la consegna in Italia, assicurata e gratuita

In generale troverai tantissimi siti internet di società del Regno Unito che si occupo di vendita di oro fisico, ma presta sempre un occhio di riguardo ai costi nascosti, a quanto le piattaforme siano ricche di informazioni (se per sapere notizie cruciali devi contattare l’assistenza, stanne alla larga!) all’assicurazione della spedizione e alle garanzie offerte.

Migliori società inglesi per comprare oro senza tasse

Tra gli affidabili al 100% valuta:

Postilla: in Inghilterra troverai distributori di oro anche nei centri commerciali. Ecco, è il peggiore affare in cui tu possa incorrere perché nella maggior parte delle volte il prezzo è ben oltre quello di mercato.

Canada

GoldPrice.org è un sito canadese tramite cui è possibile acquistare oro dal Paese degli aceri ma non solo: la piattaforma fa da tramite anche per USA, Regno Unito, Singapore e altre Nazioni, oltre a fornire un utile servizio di investimento tramite ETF.

Grazie ai grafici in tempo reale è molto semplice fare rapidi calcoli anche sul cambio tra euro e dollari canadesi, così da essere certi di fare il migliore affare possibile.

Se invece ti trovi in Canada potresti essere tentato, per ragioni di sicurezza, di comprare l’oro fisico in banca. In realtà ci sono ottime aziende private con una solida reputazione, e nella maggior parte dei casi permettono di risparmiare rispetto agli istituti di credito, perfino per quanto riguarda i metalli preziosi a marchio bancario.

Piccolo suggerimento: se intendi riportare in Italia il tuo oro, sarà conveniente comprare delle monete perché più agevoli da trasportare e facili da rivedere. Il loro prezzo, tuttavia, è meno conveniente rispetto a quello dei lingotti, che rimangono l’opzione preferibile nel caso in cui il tuo investimento sia prettamente finanziario/speculativo e scegli anche un servizio di stoccaggio in loco.

In Canada, se intendi depositare lì il tuo oro presso un caveau o un magazzino di sicurezza, è più conveniente acquistare lingotti di grandi dimensioni: maggiore è la grandezza, minori sono i costi di produzione (e quindi anche quelli di vendita a te investitore).

Africa

Riassumere come comprare oro in un intero continente non è semplice ma ci proviamo.

Anzitutto vediamo quali sono i più importanti Paesi produttori:

Se nel Continente Nero è possibile fare incredibili affari con l’oro, attenzione alla truffa dietro l’angolo. Senza contare che in Africa esiste la piaga dei minatori di frodo, quindi capita non raramente che possa essere proposto dell’oro illegale o falso.

Diffida di prezzi troppo bassi: o la merce non è oro vero oppure, provenendo da illecito (quando non da schiavitù), il commerciante vuole disfarsene il prima possibile.

Al netto di ciò, puoi rivolgerti a società serie quali Gold Fields, AngloGold Ashanti, Kinross e Acacia Mining.

Sarà inoltre necessaria una fattura di vendita autorizzata dall’ufficio delle miniere, il permesso di esportazione e la ricevuta del versamento della tassa ad valorem, oltre che, per i problemi sopra esposti, un attestato che dichiari la non illegalità dell’oro.

Può sembrare una trafila lunga ma al netto di queste incombenze è possibile fare in Africa, è il caso di dirlo, affari d’oro.

In tutti i casi consigliamo, prima di procedere all’acquisto, di contattare i consolati e le ambasciate italiane nei vari Paesi così da avere adeguata assistenza.

Singapore

Singapore è uno dei Paesi migliori al mondo in cui investire, e non solo per quanto concerne l’acquisto di oro. Comprare il metallo “investment grade” è esentasse, così come la maggior parte dei prodotti in argento (una rarità per noi che viviamo nell’UE!).

A ciò si aggiunge un processo di snellimento burocratico messo in atto dal Governo in più ambiti finanziari, commodity incluse. In dogana, all’aeroporto, nessuno ti chiederà chi è il proprietario effettivo dei lingotti o delle monete, cosa comune persino in Svizzera.

La chiave sta proprio nel fatto che Singapore considera l’oro, e in generale i metalli, proprio come materie prime e non come valute.

Naturalmente, vista alla distanza, se intendi stoccare molto oro a casa il trasporto potrebbe essere un problema. Ma niente paura: esistono molti depositi ad alta sicurezza gestiti proprio da società che rivendono oro, come BullionStar, che ti offre un periodo di prova gratuito e, successivamente, tariffe davvero competitive.

E val la pena ricordare che Singapore, in quanto business city, ha puntato moltissimo sulla messa in sicurezza della giurisdizione.

Australia

L’Australia ha parecchi rivenditori affidabili di lingotti; ricorda che l’unità di misura è l’oncia, che corrisponde a 31,1 grammi.

Tra i più rinomati troviamo sicuramente:

  • Guardian Gold,
  • Perth Mint,
  • ABC Bullion,
  • Gold Bullion Australia.

Su rispettivi siti internet puoi trovare le tabelle di prezzo sia in dollari australiani che statunitensi; tutte le aziende offrono il servizio di storage.

In particolare Perth Mint non è solo venditore e allocatore, ma anche produttore e raffinatore; è utile inoltre sapere che i locali di custodia sono sotto proprietà garanzia governativa dell’Australia Occidentale.

Nota bene che su Perth Mind, tuttavia, gli acquisti sono disponibili solo per consegna fisica. In ogni caso lo riteniamo una delle opzioni migliori a livello mondiale, e se intendi investire una somma importante può valere la pena visitare la terra dei canguri.

Una volta in loco potrai poi decidere in merito ad uno dei loro programmi di archiviazione sicura.

Volgendo lo sguardo verso l’oriente, Hong Kong sembra la località cinese con i prezzi migliori per i metalli preziosi, e in particolare per l’oro. Segue Pechino, ma in entrambi i casi gli istituti di credito hanno una lunga trafila burocratica.

Se intendi rivolgerti ai privati o gioiellerie, attenzione però alle truffe: ci sono stati di recente non pochi casi di tungsteno ricoperto d’oro, o comunque è facile trovare metalli di bassa purezza e qualità.

In Cina, inoltre, vige il regime dell’IVA anche per questa materia prima, quindi prima di acquistare informati sulla possibilità di ottenerne il rimborso.

Il mercato cinese delle periferie e delle province più limitrofe offre soprattutto barre e monete commemorative, vendute al grammo. Trovarle, tuttavia, non è così semplice, poiché fino a pochi anni fa tutti i metalli preziosi erano di proprietà statale.

Adesso la legge è cambiata ma può essere faticoso trovare lingotti perfino alle banche provinciali e postali.

Una strada sicura è quella invece della People’s Bank of China, la banca centrale cinese, ma presta attenzione alla conversione da euro a renminbi e allo spot decisamente alto.

Più convenienti sono China Construction Bank e Bank of China, che offrono rapidi tempi di consegna e praticamente nessun documento.

Attualmente i prezzi dell’oro in Cina sono tra i migliori che si possano trovare, soprattutto perché lo stesso governo sta spingendo la popolazione a investire nel metallo fisico.

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