Petrolio gratis entro il 2020

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Petrolio, previsioni AIE: prezzo a 80$ solo nel 2020

10 Novembre 2020 – 11:06

Secondo l’ultimo rapporto dell’International Energy Agency i prezzi del petrolio sono pronti per una lenta ripresa. L’Agenzia consiglia poi la fine dei tagli agli investimenti nel settore petrolifero.

Nel suo ultimo World Energy Outlook, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) vede il principale scenario sugli sviluppi dei prezzi del petrolio portare il barile a raggiungere gli 80 dollari solo nel 2020, con possibili ulteriori aumenti nel periodo successivo.

L’AIE prevede che la domanda aumenti molto lentamente fino al 2020 al ritmo di circa 900.000 barili al giorno ogni anno, arrivando ad una domanda giornaliera entro il 2040 di 103,5 milioni di barile a fronte degli attuali 94,5 milioni.

World Energy Outlook AIE: domanda e offerta rallenteranno gradualmente, ma occhio ai tagli sugli investimenti

Il direttore esecutivo dell’AIE Fatih Birol ha dichiarato alla CNBC che l’ipotesi che il prezzo del petrolio rimanga a lungo in orbita 50 dollari a barile non sia mai stata verosimile.
Birol ha aggiunto che la crescita della produzione in Iraq sia sul punto di rallentare per le turbolenze geopolitiche che il paese vive, mentre la crescita di produzione in Brasile, Canada e Russia non è più forte come prima.

Le strategie che adotterà il Medio Oriente saranno dunque cruciali per gli sviluppi dei prezzi dell’oro nero, con l’Iran potrebbe dare un contributo significativo alla produzione di petrolio.

L’outlook dell’Agenzia vede una domanda di petrolio in calo da parte di Stati Uniti, Unione Europea e Giappone di circa 10 milioni di barili al giorno entro il 2040.

Birol ha poi sottolineato come l’energia pulita sia un altro elemento fondamentale che incide sulla domanda di petrolio. Il mondo sta diventando sempre più efficiente e quindi

La domanda di petrolio non crescerà in futuro, come fortemente ha fatto in passato.

L’AIE ha dichiarato poi nella sua relazione che la spesa in esplorazioni e produzione sia diminuita di oltre il 20% nel 2020, ma ammonisce riguardo ulteriori tagli.

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Gli attuali investimenti annui da 630 miliardi di dollari bastano solamente per la produzione in diminuzione di quest’anno e per mantenere la stessa agli attuali livelli.

Un’altro scenario ipotizzato dall’AIE, ma meno probabile, prevede che i prezzi rimangano in area 50 dollari molto più a lungo, almeno fino al 2020.
In questo caso per arrivare a prezzi di 85 dollari a barile si dovrebbe aspettare il 2040.

Questo outlook al ribasso si è basato, secondo quanto dichiarato dall’AIE su

ipotesi di crescita debole a breve termine per l’economia globale, un Medio Oriente più stabile dal punto di vista politico e sul proseguimento della strategia produttiva attuale da parte dell’Opec.

Dietro al prezzo del petrolio strategie commerciali dei paesi Opec

Il petrolio attualmente vive una fase di prezzi minimi, che gravitano attorno ai 50 dollari a fronte di un valore a giugno 2020 di 114 dollari a barile. La causa di questo deprezzamento è da ricercarsi nella diminuzione della domanda a fronte di una produzione costante.

I principali produttori di petrolio, come l’Opec (Organizzazione di Petrolio Paesi Esportatori), si sono rifiutato di tagliare i livelli di produzione (e hanno spesso superato il tetto massimo di produzione al giorno) al fine di mantenere la quota di mercato di fronte alla concorrenza dei produttori di shale oil statunitensi.

Gli stessi sono stati costretti a chiudere gli impianti o a ridurre la produzione di shale oil, vista l’impossibilità a fare concorrenza ad un petrolio scambiato a prezzi di sconto. La strategia dell’Opec sembra quindi funzionare alla perfezione.

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Petrolio e gas potrebbero perdere il 95% del valore entro il 2050?

La società di consulenza per gli investimenti Mercer ha evidenziato che molte aziende del settore petrolifero e del gas, compresi i grandi gruppi come Shell, BP ed Exxon, potrebbero perdere il 95% del loro valore entro il 2050 se i governi intraprenderanno azioni per limitare il riscaldamento globale a 2 gradi Celsius.

Gli sforzi dei governi per mantenere il riscaldamento globale a 2°C avranno quindi un grande impatto sui rendimenti azionari nei prossimi decenni. Complessivamente, gli sforzi per mitigare i cambiamenti climatici costano agli investitori azionari nei mercati sviluppati circa lo 0,2% annuo nei prossimi trent’anni, aggiungendo fino al 2005 un rendimento negativo del 5,6%.

Le azioni legate al petrolio caleranno?

Nello scenario in cui i governi adottano un’azione aggressiva contro le compagnie petrolifere e dii estrazione del gas potrebbe portare ad un calo della domanda globale di petrolio, riducendo di oltre il 30%, mentre l’offerta di gas naturale potrebbe aumentare del 20%. L’estrazione del carbone verrà gradualmente eliminata e le auto elettriche costituiranno metà delle vendite di nuovi veicoli.

In quel mondo, gli stock di petrolio e gas perderanno il 42% del loro valore di mercato entro il 2030 e il 95% entro il 2050. Per di più, gli investimenti nelle energie rinnovabili, come l’eolico e il solare, salirebbero del 178%.

Energia pulita ed eolico cresceranno?

Cosa significa uno studio del genere per il mercato azionario dell’energia? Personalmente lo interpreto come alert verso le aziende che maggiormente sono legate al petrolio, e che vengono ‘invitate’ a convertire il business verso il rinnovabile.

Pensiamo ad esempio cosa stanno facendo in Italia Eni ed Enel: entrambe stanno diversificando, ed Enel sta decisamente puntando all’elettrico e al fotovoltaico.

E in USA, il mercato dove operiamo? Le aziende devono operare un cambiamento nel modello di business, perché il combustibile fossile non è più contemplato.

Allo stesso modo, le aziende automobilistiche devono spingere verso l’ibrido e l’elettrico, favorendo la dismissione del petrolio come carburante. Al momento solo Toyota sembra avanti in questo settore, mentre Tesla fatica a risalire la china.

Aziende che operano nel settore Oil & Gas

Ticker Azienda
BP Bp
CVX Chevron
E Eni
EC Ecopetrol
ECA Encana
EQNR Equinor
IMO Imperial Oil Limited
PTR PetroChina
RDS-A Royal Dutch Shell
RDS-B Royal Dutch Shell
SNP China Petroleum & Chemical
SSL Sasol
TOT Total
TRNX Taronis Technologies
XOM Exxon Mobil
YPF YPF Sociedad Amonima

Case Automobilistiche quotate in Borsa

Ticker Azienda
BLBD Blue Bird Co.
F Ford Motor Company
FCAU Fiat Chrysler Automobiles
GM General Motors
HMC Honda
KNDI Kandi Technologies
NIO Nio Inc.
NIU Niu Technologies
RACE Ferrari
SOLO Electrameccanica Vehicles
SORL SORL Auto Parts
TM Toyota
TSLA Tesla
TTM Tata

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Petrolio gratis entro il 2020?

La Fed St. Louis pubblica un modello economico che spiega perché.

Il prezzo del petrolio (uno degli asset più osservati dai trader di opzioni binarie) potrebbe scendere e portarsi addirittura a 0 dollari al barile, gratis a metà del 2020, secondo un modello economico sviluppato dalla Federal Reserve di St. Louis che mette in relazione il prezzo del petrolio e le aspettative d’inflazione.

Il prezzo del petrolio è diventato ormai imprevedibile, il mercato petrolifero è soggetto a una forte volatilità negli ultimi giorni.
La discesa del prezzo del petrolio è stata di quasi il 70% durante gli ultimi 18 mesi e sono molti gli analisti a credere che la quotazione dell’oro nero sia destinata a scendere ancora sotto i 30 dollari al barile.
Ed ora la Fed St. Louis pubblica un modello economico secondo cui il prezzo del petrolio arriverà a 0$ a metà 2020.

Ma il prezzo del petrolio può davvero scendere a 0 dollari al barile?
La risposta, secondo un nuovo modello economico, è sì.
Il prezzo del petrolio può scendere talmente tanto che le aziende arriverebbero adare via gratis i propri barili di petrolio.

Gli economisti della Federal Reserve di St. Louis hanno analizzato il rapporto tra le aspettative di inflazione USA e il prezzo del petrolio e costruito un modello economico su questa base.

Ciò che hanno scoperto è che, se le aspettative attuali del mercato sull’inflazione sono corrette, il prezzo del petrolio potrebbe scendere a 0 dollari al barile entro la metà del 2020.

Ora, risulta alquanto improbabile credere di riuscire ad acquistare dei barili di petrolio gratis da qui a 3 anni.

Come sono riusciti allora questi economisti ad arrivare alla conclusione secondo cui il prezzo del petrolio sarà presto gratis? Utilizzando un modello che in passato ha predetto il tasso di inflazione futuro partendo dall’andamento del prezzo del petrolio.

Così gli esperti:

La Federal Reserve di St. Louis non sta prevedendo che il prezzo del petrolio arriverà davvero ad essere gratis entro i prossimi 3 anni.
La previsione non ha alcun senso data l’importanza del petrolio per l’industria mondiale.
Ma, in realtà, questo modello evidenzia quanto siano ormai contraddittori i dati macroeconomici di oggi e come i marcati finanziari siano in totale squilibrio.

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