Previsioni Yen [2020] notizie e broker per fare Forex

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Previsioni Yen [2020]: idee, notizie, broker per fare Forex [EUR/JPY – AGGIORNATO]

In questa guida parleremo di come fare e trovare delle corrette e giuste previsioni Yen giapponese 2020.

Non è sempre facile trovare delle previsioni attendibili e bisogna fare particolarmente attenzione.

Il mercato Forex è il più liquido e vasto del mondo e conta miliardi di operazioni in ogni minuto da parte di operatori e trader provenienti da ogni parte del globo.

La valuta Yen che viene indicata come JPY è una delle più popolari e tutti i trader prima di operare cercano ovviamente le previsioni yen giapponese.

Questa valuta è molto conosciuta e fa parte di numerosi cambi valutari popolari come l’EUR/JPY e il USD/JPY.

Per avere successo con il Forex bisogna studiare molto bene le notizie e fare delle analisi basandosi su studi di settore per capire quanto vale uno yen in euro oggi e soprattutto per costruire le migliori previsioni Yen 2020.

Te lo diciamo apertamente: per lavorare bene con il Forex devi non solo tenere d’occhio le previsioni sull’Euro , ma anche tutte le notizie e i report economici che possono influenzare il prezzo dello Yen giapponese.

In questa guida ti mostreremo le modalità più importanti per fare della analisi attendibili e come ricevere delle previsioni yen fatte bene per mezzo delle piattaforme di trading 24option ed eToro .

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Continua a leggere e scopri qui sotto tramite l’indice di cosa stiamo per parlare.

Fattori principali che influenzano il valore dello Yen

Quando abbiamo parlato del grafico del USD/JPY abbiamo fatto una digressione su quelle che sono i fattori interessati e che influenzano direttamente il prezzo dello Yen.

L’influenza di questi fattori sono risaputi e in questa guida li vogliamo riprendere in mano per parlarne che fa sempre bene.

Le dichiarazioni pubbliche dei ministri e funzionari dell’economia e delle finanza giapponesi da sempre ha dato uno scossone alla quotazione dei cambi collegati allo Yen.

Ricordiamo che il Giappone è una super potenza mondiale in termini di economia e di tecnologia anche se è di modeste dimensioni rispetto alla Russia, alla Cina e agli Stati Uniti d’America.

Quando parliamo di previsioni Yen e sul prezzo della moneta giapponese, dobbiamo soffermarci nel ricordare che i discorsi pubblici dei ministri giapponesi muovono il prezzo della moneta nazionale, come accade con i discorsi degli ufficiali statunitensi e il dollaro e i pari grado europei per l’Europa.

La banca giapponese è ovviamente un altro istituto importantissimo nel mercato valutario dello Yen e ogni qualvolta un suo rappresentante parla e pubblica nuovi report economici accade uno Tsunami, cioè un’onda forte sul mercato finanziario e sul valore della moneta giapponese.

Da segnalare sono ovviamente le modifiche al tasso di interesse dello Yen, per esempio, che la Bank of Japan modifica e influenza direttamente, dato che è l’istituto in carica per la gestione della politica monetaria.

La banca giapponese, come tutte le banche nazionali, crea e commercializza i titoli di debito nazionali giapponesi (JGBs), i bond governativi giapponesi che compra e vende a seconda della necessità di inserire liquidità nel mercato Forex.

Al ministro delle finanze, invece, spetta la gestione della politica di cambio.

Altri fattori importanti sono i rendimenti e i tassi di interesse dei titoli di debito rispetto le altre potenze mondiali come gli Stati Uniti e l’Europa e la pianificazione economica relativa ai dati di occupazione, disoccupazione e ai dati della bilancia dei pagamenti.

Da non sottovalutare che il Giappone è un Paese spesso oggetto di terremoti e Tsunami che hanno creato negli anni passati enormi danni economici oltre che perdite di vite umane.

Questi cataclismi incidono direttamente sulla borsa e sul valore degli scambi delle azioni giapponesi e anche sul prezzo della valuta.

Andamento Yen: quali notizie spingono i prezzi

Se vuoi fare il trader nel mercato Forex e operare sulle Majors cioè sui cambi più popolari, devi per forza tenere sott’occhio le previsioni yen e gli indici economici del Paese del Sol Levante.

Come grande potenza industriale, il Giappone fonda la sua super potenza sulla produzione e sul commercio internazionale.

Tutte le decisioni del Ministro del commercio internazionale e dell’industria incidono enormemente sulle potenzialità della valuta e sulle previsioni Yen di espansione per i mesi a venire.

Un solo report negativo può impattare enormemente sulla solidità della valuta, basti pensare che in Giappone se un treno arriva qualche secondo in ritardo, scattano dei licenziamenti.

È anche vero che i poteri forti economici asiatici sono cambiati e che non c’è più concorrenza diretta tra Giappone e Stati Uniti, ma resta sempre da controllare l’uscita di notizie e di cambiamenti del tasso di interesse per tutti i cambi coinvolti.

Abbiamo anche parlato nel grafico del USD/JPY anche del rapporto Tankan.

Cos’è il rapporto Tankan?

Il Rapporto Tankan è un sondaggio economico (che riguarda il settore manifatturiero e quello non manifatturiero) emesso dalla Banca centrale giapponese.

È conosciuto anche come indice della fiducia delle imprese giapponesi e unisce molte variabili del contesto economico in cui le imprese operano.

Serve per avere una chiara visione sull’orientamento del governo nei confronti della spesa pubblica e sui prezzi in generale.

È in fin dei conti un rapporto molto dettagliato e per questo motivo è da sempre un documento di riferimento per tutti gli investitori sia giapponesi che internazionali.

Questo rapporto Tankan viene rilasciato e pubblicato ben 4 volte all’anno e in particolare in aprile, in luglio, in ottobre e a metà del mese di settembre.

Come dicevamo prima parlando della produzione industriale un altro fattore da tenere sotto controllo è ovviamente l’ indice di borsa giapponese, il Nikkey-225 che individua e mette nel paniere dei prezzi ben 225 società quotate giapponesi.

C’è sempre una correlazione tra borsa e valuta e quando il prezzo della valuta crolla, l’indice di riferimento di borsa si impenna sempre.

Da tenere sotto controllo sempre i cambi valutari del dollaro contro Yen e dell’euro contro Yen.

Quando si investe e si opera nel Forex bisogna sempre sfruttare tutte le analisi che le piattaforme mettono a disposizione: tutte risorse fondamentali soprattutto per chi si è avvicinato al settore da poco.

Questi sono strumenti di analisi molto interessanti e che permettono anche ai principianti di accedere a delle previsioni yen efficaci.

Continua a leggere e scoprirai dei modi gratuiti per attingere a queste fonti di sapere molto popolari.

Previsioni Yen [2020]: notizie e consigli d’investimento con i broker

All’interno di questo nostro approfondimento, tratteremo di una delle valute Forex più interessanti: l’YEN. Lo faremo analizzando quelle che sono le previsioni sullo Yen giapponese nel 2020.

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Cercheremo di farlo nel migliore dei modi, analizzando le previsioni rilasciate dagli analisti in modo da avere una previsione la più completa e giusta possibile.

Ovviamente fare questo non è semplice, considerando che per trovare delle previsioni attendibili bisogna fare particolarmente attenzione e analizzare anche le fonti da cui ne derivano le analisi.

Prima di procedere su questa analisi, tenevamo a ricordare che il mercato Forex è uno dei più liquidi mercati presenti al mondo, all’interno del cui mercato operano miliardi di trader che effettuano delle operazioni di trading a prescindere dal broker utilizzato.

Nello specifico le previsioni sulla valuta Yen (viene indicata come JPY) non sono semplici, anche se questa valuta è una delle più popolari. Sarebbe bene anche per voi, prima ancora di operare su questo asset, analizzare le previsioni dell’ yen giapponese. Molti conoscono questa valuta in quanto fa parte dei numerosi cambi valutari più popolari come l’EUR/JPY e l’ USD /JPY.

Ricordiamo anche che per avere successo con il mercato Forex , si deve studiare attentamente la notizia e fare delle analisi basandosi su studi di settore atti a comprendere e capire quanto vale uno yen in euro oggi.

Al fine di fare trading Forex nel migliore dei modi, dovete non solo tenere d’occhio le previsioni sull’ euro , ma anche tutte le notizie e i report economici i quali sono in grado di influenzare il prezzo dello Yen giapponese.

Ecco dunque il nostro obiettivo; mostrarvi le modalità più importanti per fare dell’analisi che siano le più attendibili possibili. Oggi potete fare delle ottime previsioni sull’ yen per mezzo di piattaforme semplici e facili da utilizzare; esse sono 24option e eToro .

Come da disclaimer ricordate che il nostro articolo non costituisce consiglio di investimento, ma ha finalità puramente informative e didascaliche.

Cambio USD/JPY in tempo reale

Quali sono i fattori principali che influenzano il valore dello Yen?

Come per tutte le valute, anche per lo Yen è bene seguire delle informazioni chiave che ci consentono di effettuare delle ottime analisi sulla valuta in questione. Nel momento in cui parliamo di grafici USD /JPY vogliamo indicare un’analisi della coppia analizzando quelli che sono i fattori più interessati e che influenzano direttamente il prezzo dello Yen .

A questa analisi poi, si devono sommare anche alcune notizie importanti, come ad esempio le dichiarazioni pubbliche dei ministri e dei funzionari dell’economia o anche notizie legate alla finanza giapponesi ecc. Queste sono tutte notizie importanti che da sempre muovono i mercati e soprattutto le quotazione dei cambi strettamente connessi alla valuta Yen .

Notate infine che da sempre il Giappone è una potenza economica di interesse mondiale. Anche a livello tecnologico è una potenza che si fa strada nel mercato che riesce a posizionarsi abbastanza bene rispetto a Russia, Cina e Stati Uniti d’America.

Ovviamente, nel momento in cui parliamo di previsioni Yen e di previsioni del prezzo della moneta giapponese, entrambe legate alla banca giapponese.

Quest’ultima è uno dei più importanti istituti presenti sul mercato valutario dell’ Yen ; tutte le volte che un rappresentante parla e pubblica nuovi report economici il valore dell’ Yen aumenta o diminuisce. Lo stesso accade con la FED per il dollaro americano e con la BCE sull’ Euro .

Tutto cambia sul mercato finanziario sulla base del valore della moneta giapponese.

Dobbiamo anche segnalare le modifiche legate alle banche centrali, le quali vanno a modificare il tasso di interesse. Ad esempio, se la Bank of Japan effettua una modifica, essa e influenza direttamente la gestione della politica monetaria e di conseguenza anche il valore dello YEN.

La banca giapponese, allo stesso modo di quello che avviene per tutte le banche nazionali, crea e commercializza i titoli di debito nazionali giapponesi (JGBs). Si tratta di bond governativi giapponesi che si possono comprare e vendere sulla base della necessità o meno di inserimento della liquidità nel mercato . È invece il ministro delle finanze a gestire la politica di cambio.

Ci sono poi altri importanti fattori che influenzano la quotazione di questa valuta. Qui abbiamo:

  • rendimenti;
  • tassi di interesse dei titoli di debito rispetto le altre potenze mondiali come gli Stati Uniti e l’Europa;
  • pianificazione economica relativa ai seguenti dati:
    • occupazione;
    • disoccupazione;
    • dati bilancia dei pagamenti.

Altre notizie influenti sono anche quelle di carattere differito; in questo caso, essendo il Giappone un Paese oggetto di terremoti e tsunami, questi creano danni anche di natura economica e non solo perdite di vite umane. Ovviamente tutti questi cataclismi incidono sulla borsa e sul valore degli scambi delle azioni giapponesi e anche sul prezzo della valuta.

Quotazione, andamento e previsioni Yen: quali notizie spingono i prezzi?

Nel momento in cui avete deciso di investire e fare trading sul mercato Forex , ovvero operare con le migliori coppie valutarie, sui cambi più popolari, allora dovete tenere sott’occhio anche le previsioni yen e gli indici economici del Paese del Sol Levante che vanno ad influenzare il prezzo .

Abbiamo detto che si tratta di una grande potenza industriale; il Giappone, infatti, fonda la sua super potenza sulla produzione e sul commercio internazionale. Da qui ne deriva anche che le decisioni prese dal Ministro del commercio internazionale e dell’industria incidono in maniera enorme sulle potenzialità della valuta e sulle previsioni Yen di espansione per i mesi a venire.

Oggi si devono anche analizzare i poteri forti economici asiatici, i quali oggi sono cambiati nei rapporti con gli Stati Uniti, ma restano sempre da controllare. Inoltre, anche l’uscita di notizie e di cambiamenti del tasso di interesse per tutti i cambi coinvolti, sono importanti.

Molto importante per tutti i trader che vogliono tradare la coppia USD /JPY è il rapporto Tankan, ovvero il sondaggio economico (che riguarda il settore manifatturiero e quello non manifatturiero) emesso dalla Banca centrale giapponese. Esso è conosciuto spesso come indice della fiducia delle imprese giapponesi e unisce alcune variabili legate al contesto economico in cui le imprese operano.

Grazie ad esso si ha un’idea chiara e una visione precisa sull’orientamento che il governo intende intraprendere anche in termini di spesa pubblica e prezzi in generale. Il rapporto è molto dettagliato e come tale il documento è da considerare e prendere come punto di riferimento per tutti gli investitori giapponesi e internazionali.

Infine, dovete sapere che il rapporto Tankan viene rilasciato e pubblicato ben 4 volte all’anno e in particolare nel mese di aprile, luglio, ottobre e settembre.

Altro elemento importante da prendere in considerazione, quando si parla di produzione industriale è l’indice della borsa giapponese, il Nikkey-225 il quale individua e mette nel paniere i prezzi di ben 225 società quotate giapponesi.

In questo caso vi è sempre una correlazione tra borsa e valuta e nel momento in cui il prezzo della valuta crolla, anche l’indice di riferimento di borsa si impenna.

Infine, controllate e seguite sempre i cambi valutari legati al dollaro e all’ euro .

Ovviamente, operando e investendo con il mercato Forex , si devono sempre sfruttare le analisi e le piattaforme che le mettono a disposizione. Si tratta di alcune risorse abbastanza ricercate dai trader e molto importanti per chi si è avvicinato al settore da poco.

Questi sono degli strumenti di analisi molto interessanti i quali permettono a tutti i trader , principianti e non, di accedere a delle previsioni sullo yen .

eToro: piattaforma di social trading e di copy trader

Come investire sullo Yen con eToro

Ancora prima di entrare nel vivo e analizzare le previsioni Yen , volevamo accennare brevemente alla piattaforma eToro .

eToro è una piattaforma gestita da un broker regolamentato e con licenza in Europa. Esso vi permette di fare trading in modo differente dagli altri broker per mezzo della piattaforma di social trading e di copy trader , creata nel lontano 2007.

Peer mezzo della piattaforma web eToro , tutti i trader possono copiare le operazioni degli altri trader e anche analizzare i fondi di investimento degli hedge funds.

Tutto il sistema di copy trading funziona in maniera semplice, dove tutti i trader possono analizzare gli asset forniti dalla piattaforma e creare in questo modo una possibile rendita passiva, copiando solamente le operazioni dei top trader chiamati anche Guru.

Come investire sullo Yen con 24option

Passiamo ora a parlare di un’altra piattaforma tra le più popolari sul mercato : 24Option . Si tratta di una delle piattaforme di trading tra le più popolari presenti in Europa, per altro regolamentata con licenza Europea, che non opera con commissioni fisse di gestione.

Ci sono differenti vantaggi nell’operare con questo broker , come ad esempio il servizio di analisi e di segnali Trading Central non controllati dal broker ma offerti da una società terza che li invia tramite messaggio o email.

Queste analisi sono fornite gratuitamente e sono di altissimo livello. Le potete utilizzare sia con conto demo, sia anche con conto reale al quale potete anche aggiungere il centro formativo composto da ebook e video corsi molto richiesti.

Si tratta di risorse completamente gratuite che potete scaricare con una semplice registrazione.

Infine, precisiamo anche che questo broker , come il precedente è legale al 100%, è regolamentato e per questo motivo non è una truffa.

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Previsioni YEN Giapponese 2020

Previsioni YEN -2020-2021-2022

Conclusioni e previsioni yen di breve periodo

Ovviamente operare con un broker regolamentato è un vantaggio soprattutto nel momento in cui si tratta di operare con delle valute altamente volatili; farlo controllando poi l’andamento del prezzo dell’Yen è un obiettivo che molti trader devono porsi.

Ricordate anche che nel momento in cui non volete creare analisi personalizzate potete cominciare a fare trading con qualcosa di molto più semplice come lo è il copy trading eToro che vi permette di leggere e vedere all’opera tutti i trader che operano con previsioni yen.

Anche il settore formazione è importante; per questo motivo, è molto importante accedi ai webinar, ovvero a dei video corsi, scegliendo di effettuare delle previsioni sullo Yen nel modo più corretto possibile. Questo è un gran passo avanti e per fare ciò bisogna documentarsi bene.

Come fare trading Forex: la guida completa per principianti

Se è la prima volta che senti parlare del mercato Forex e del Forex trading, allora sei nel posto giusto: questa guida è stata creata proprio per assicurare quella conoscenza base, ma fondamentale, a tutti i trader che hanno deciso di iniziare a fare trading Forex.

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Nella guida troverai quindi tutti i concetti del Forex trading, spiegati in modo dettagliato e con l’ausilio di immagini dimostrative. Tramite questa rapida guida, potrai ottenere un’infarinatura generale sul mercato del Forex e su come fare trading Forex.

Passiamo ora alla guida vera e propria, iniziando proprio dall’indice degli argomenti trattati.

Introduzione: perché il Forex?

Se state leggendo questa guida, molto probabilmente vi siete interessati al mercato del Forex e avete intenzione di capire come funziona il trading Forex. Ma quali sono i vantaggi del mercato Forex?

  • Accessibilità: Chiunque può unirsi al mercato del Forex ed iniziare a fare trading; lo dimostra il fatto che ogni giorno vengono mossi oltre tre milioni di dollari nelle transazioni nel Forex!
  • Mercato aperto 24/24H: Il mercato del Forex è aperto 24/24H, permettendo così ai trader di operare quando vogliono. Nessuna restrizione di tempo, come invece accade per esempio nel mercato azionario (a differenza del Forex, la Borsa Italiana apre alle ore 9.00 e chiude alle ore 17.00).
  • Asset chiari da scegliere: Al contrario del mercato azionario, dove i trader possono scegliere tra centinaia e centinaia di titoli azionari (e indici) diversi, il mercato del Forex opera principalmente intorno ad una decina di coppie di valute., Infatti, anche se sono disponibili svariate coppie di valute tra cui scegliere nel mercato Forex, i trader preferiscono operare quasi sempre con un numero limitato di coppie di valute (come l’EUR/USD), perché sono quelle più volatili ed utilizzate nell’economia globale. Ciò si traduce in facilità di scelta per il trader, che non deve perdere troppo tempo a scervellarsi su quale asset scegliere e quale lasciar stare.
  • Liquidità: Il mercato del Forex è il più grande mercato finanziario di tutto il mondo, con un totale di scambi giornaliero pari a tre trilioni di dollari! Oltre ad essere un dato molto interessante, ciò risulta essere un gran vantaggio per i trader Forex. Con così tanti scambi effettuati ogni giorno, vuol dire che ci sarà sempre qualcuno pronto a comprare le coppie di valute che stiamo vendendo; così come ci sarà sempre qualcuno pronto a vendere le coppie di valute che vogliamo comprare.
  • Il mercato non può essere manipolato: Con un mercato che riesce a muovere cifre così alte, è praticamente impossibile che qualcuno riesca a controllare il mercato del Forex e farlo muovere a proprio piacimento. Perfino le banche e gli investitori istituzionali non hanno sufficiente capitale per riuscire nell’impresa: ciò significa che anche i piccoli-medio trader hanno chance di investire senza preoccupazioni.

Come iniziare con il Forex – Primi passi con il Forex trading

Non è facile imparare a fare trading su un nuovo mercato. Farlo è molto difficile ma non impossibile. Ecco dunque alcuni punti importanti che devi ricordare per facilitare il tutto.

Partiamo dunque dal principio con alcuni punti base essenziali.

Innanzitutto dobbiamo capire che cos’è il Forex.

La locuzione Forex è un abbreviazione comunemente usata che sta ad indicare “Foreign Exchange”.

Esso descrive l’acquisto e la vendita di valuta nel mercato dei cambi.

Possono operare sul mercato Forex investitori e speculatori.

Quando si utilizza l’espressione “comprare basso e vendere alto,” ci si riferisce sicuramente alla negoziazione di valuta.

Un trader che opera sul mercato Forex acquista valute che sono sottovalutate mentre vende valute.

Il suo atteggiamento è molto simile a quello di un operatore di borsa che acquista azioni che sono sottovalutate e vende azioni che sono sopravvalutate.

Poiché si opera in un mercato in cui si confronta una valuta con un’altra, il Forex è espresso per una coppia di valute.

Anche se può sembrare abbastanza confusionario, in realtà è molto semplice; se esaminiamo la coppia EUR / USD con scambio fisso a 1,4022 è facile comprendere quanto vale un euro (EUR) espresso in dollari (USD).

Che cos’è un lotto?

Il lotto è espressione utilizzata al fine di identificare la piccola dimensione commerciale disponibile.

Che cos’è un PIP?

Con il termine pip si identifica l’unità in cui si valutano profitti e perdite per la maggior parte delle coppie di valuta.

Fa eccezione solo lo yen giapponese, il quale è espresso con 4 cifre decimali.

Ecco quindi che il quarto posto dopo la virgola (un centesimo di centesimo dell’unità di valuta) è in genere ciò che si definisce “pip”.

Che cos’è la leva?

Tutte le operazioni che si svolgono utilizzando denaro preso in prestito, sono soggette a leverage.

Supponiamo di utilizzare una leva di 200:1 (oggi disponibile solo per i trader professionisti)

Questo vuol dire che puoi scambiare 1.000 euro nel mercato mettendo da parte solo € 5 come deposito cauzionale.

In sostanza, è possibile sfruttare più piccoli movimenti in valuta, controllando più soldi nel mercato di quello che hai nel tuo conto.

Attenzione però perché come vedremo il leverage può amplificare anche le perdite. Ecco dunque perché il trading Forex con leverage non è adatto a tutti gli investitori.

Considera infine che l’ammontare preciso che ti viene accantonato per ogni posizione aperta è definito margine richiesto.

Questo può essere definito come un deposito a garanzia sulle posizioni aperte e non rappresenta una commissione o un costo di transazione, ma solo una piccola parte del tuo conto che viene accantonata come deposito di garanzia.

Profittabilità

Non ci vuole un genio per capire che il motivo principale per cui le persone investono nei mercati finanziari, incluso quello del Forex, è per l’opportunità di guadagnare ottimi profitti.

Al contrario di come molti pensano, per iniziare a fare trading con il Forex non c’è bisogno di disporre di cifre importanti da investire. Infatti, il mercato Forex è aperto a tutti, inclusi i piccoli investitori: per fare trading Forex su eToro, per esempio, bastano 200$!

Una cifra davvero bassa, non credete?

Certo, qualcuno potrebbe chiedersi “Ma come faccio a guadagnare con il Forex se inizio investendo 200$? Non è una cifra troppo bassa?”. La risposta al vostro dubbio si trova nell’utilizzo della leva finanziaria, che spiegheremo nel dettaglio nelle successive pagine di questa guida. Per ora, vi basti sapere che tramite la leva finanziaria potete muovere capitali molti maggiori rispetto a quelli di cui realmente disponete. Per esempio, con 200$ potete anche investire $2.000; ed ovviamente, sia i guadagni che le perdite verranno calcolati non sui vostri $200, ma su i $2.000 che state investendo grazie all’utilizzo della leva finanziaria. Ecco spiegato perché il mercato del Forex viene scelto anche dai piccoli investitori: non bisogna essere milionari per investire nel Forex e guadagnare profitti.

Altra caratteristica del mercato Forex è la seguente: i trader possono guadagnare sia durante fasi di mercato rialziste, sia duranti fasi di mercato ribassiste. Il valore della coppia EUR/USD sta calando? Nessun problema, basta aprire una posizione “short” e si può guadagnare anche sul ribasso; viceversa, in caso di rialzo, bisogna aprire una posizione “long”. Nel mercato del Forex, in ogni momento vi è un’opportunità di investimento pronta per essere colta.

È bene ricordare però che nonostante tutti questi vantaggi, il mercato del Forex (come ogni mercato finanziario) non è esente da rischi: dopotutto, nel trading online il fattore rischio è sempre presente. Sarà compito del trader agire di conseguenza, puntando a limitare il rischio ed imparando a gestirlo nel miglior dei modi.

Guadagnare sui movimenti del prezzo

Fare trading Forex può diventare un’attività molto frenetica: il mercato è sempre in movimento, ed ogni oscillazione nel tasso di cambio delle valute può significare opportunità di profitto (ma anche perdita) per tutti i trader che operano quotidianamente nel Forex.

Vediamo un po’ come fanno i trader a guadagnare nel mercato del Forex:

Come vi avevamo accennato nelle pagine precedenti, sono otto le valute che vengono più scambiate nel mercato del Forex:

USD Dollaro Americano
EUR Euro
GBP Sterlina Inglese
JPY Yen Giapponese
CAD Dollaro Canadese
CHF Franco Svizzero
NZD Dollaro Neozelandese
AUD Dollaro Australiano

Il trading Forex avviene sempre con coppie di valute, perché quando si apre una posizione si acquista una valuta e si vende un’altra valuta (o viceversa: si vende una valuta e si ne acquista un’altra). Perciò quando sentite il termine “fare trading con l’EUR/USD”, significa che i trader comprano una delle due valute (EUR o USD) e vendono l’altra (oppure viceversa).

Se voglio aprire una posizione long con l’EUR/USD (perché penso che vi sarà un rialzo nel tasso di cambio di questa coppia), significa che andrò a comprare l’Euro mentre contemporaneamente venderò la stessa quantità (rapportata al valore corrente del cambio) di Dollari Americani.

Qui di seguito possiamo vedere la tabella con le 18 coppie di valute più scambiate nel mercato Forex (prima vi abbiamo mostrato le valute più utilizzate; ma come vi abbiamo spiegato, le operazioni nel Forex avvengono sempre utilizzando contemporaneamente due valute, quindi una coppia di valute):

Infatti, ogni coppia di valute ha un tasso di domanda/offerta che viene chiamato anche “Bid/Ask rate”; si tratta del valore a cui si può comprare e il valore a cui si può vendere tale coppia di valute in un determinato momento.

Coppia di Valute Bid (Offerta) Ask (Domanda)
EUR/USD 1.11 1.1168 1.1167
  • Il prezzo “Bid” rappresenta il prezzo massimo che i compratori di una determinata coppia di valute vogliono pagare per acquistarla.
  • Il prezzo “Ask” rappresenta il prezzo minimo con cui i venditori di una determinata coppia di valute vogliono essere pagati per venderla

Ciò significa che:

  • Un trader può comprare 1EUR e vendere $1.1167 (al prezzo della domanda)
  • Un trader può vendere 1EUR e comprare $1.1168 (al prezzo dell’offerta)

La differenza (chiamata spread) tra il tasso di offerta (bid) e il tasso di domanda (ask) indica il livello di liquidità della coppia di valute che si sta scambiando. Di solito, più piccolo è lo spread, migliore è la liquidità (ovvero maggiori sono il numero di transazioni in corso).

Ora che abbiamo capito come funzionano le quotazioni dei tassi di cambio, vi starete chiedendo: ma come facciamo a guadagnare nel Forex?

Semplice. Il tasso di cambio delle coppie di valute è molto volatile e cambia di giorno in giorno, di ora in ora, di minuto in minuto. Perciò possiamo:

  • Comprare una coppia di valute ad un determinato tasso di cambio e rivenderla ad un tasso di cambio superiore
  • Vendere una coppia di valute ad un determinato tasso di cambio e ricomprarla ad un tasso di cambio inferiore

Il nostro guadagno (o perdita) viene calcolato in base alla differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita. L’unità di misura che viene usata sono i “pips”: un pip, per definizione, è la più piccola variazione di prezzo che un tasso di cambio può effettuare. Perciò, nel nostro EUR/USD dell’esempio precedente, un pip di variazione in positivo sarebbe: da 1.1168 a 1.1169 (quindi 0.0001); un pip di variazione in negativo: da 1.1168 a 1.1167.

Chiarificando ulteriormente con un altro esempio: se il cambio EUR/USD passa da 1.1168 a 1.1185, significa che vi è stato un rialzo pari a 17 pips.

Il Trend è Tuo Amico

I trader americani sono soliti dire “The trend is your friend”, ovvero “Il trend è tuo amico”. Se avete un’infarinatura generale del trading online, saprete benissimo che cos’è un trend e perché è così importante saperlo riconoscere su un grafico finanziario. Per chi invece non lo sapesse, possiamo dire che un trend rappresenta la direzione generale in cui si sta muovendo il tasso di cambio di una coppia di valute.

Riuscire ad identificare un trend è il primo passo che ogni trader deve compiere quando vuole investire su una determinata coppia di valute: che sia EUR/USD, EUR/JPY o GBP/USD, poco importa: tutte le coppie di valute si muovono costantemente secondo trend più o meno definiti. Infatti, ogni trend ha una sua “forza”: per forza intendiamo la durata del trend stesso, così come il movimento massimo (calcolato in pip) che il trend riesce a compiere.

Ma quanti e quali tipi di trend possiamo riscontrare in un grafico?

Per essere precisi, esistono ben tre tipi di trend differenti:

  • Trend rialzista
  • Trend ribassista
  • Trend laterale

Ovviamente, i trend possono cambiare con il corso del tempo: magari in un mese ci troviamo di fronte ad un trend rialzista, mentre nel mese successivo inizia un trend ribassista. Quando un trend cambia direzione (da rialzista a ribassista o viceversa), si dice che vi è stata una “inversione di trend”.

Andiamo adesso a vedere i tre differenti tipi di trend, aiutandoci anche con alcune immagini.

Il trend rialzista

In un trend rialzista, i movimenti del prezzo (del tasso di cambio di una coppia di valute) compiono una serie di massimi e minimi crescenti. Un esempio di trend rialzista può essere dato con questa serie di numeri (da leggere in ordine, come se il prezzo oscillasse da un valore al seguente): 10, 8, 13, 11, 15, 12, 18, 15. Come vedete i massimi (10, 13, 15, 18) del prezzo continuano ad aumentare; ma anche i minimi (8, 11, 12, 15) continuano ad aumentare.

Su un grafico finanziario di una coppie di valute, un trend rialzista appare così:

Questo è un trend rialzista ben definito: come potete vedere, i minimi e i massimi del prezzo continuano a salire nel tempo. La linea viola che vedete al di sotto del trend rialzista viene chiamata “trendline”: si tratta di una linea che viene disegnata sui grafici per seguire l’andamento di un trend.

In caso di trend rialzista, questa linea deve essere disegnata al di sotto del movimento del prezzo, utilizzando almeno due minimi del trend in corso. Le trend line sono molto utili, perché come potete vedere dall’immagine sopra, ogni volta che il prezzo, muovendosi, scendeva e toccava la trend line, poi tornava subito a salire (quasi come se “rimbalzasse” contro la trend line).

Perciò i trader potevano tranquillamente comprare la coppia di valute ogni volta che il prezzo scendeva e toccava la trend line; a quel punto il prezzo sarebbe risalito, ed i trader avrebbero venduto, ottenendo così un ottimo guadagno.

Il trend ribassista

In un trend ribassista invece, i movimenti del prezzo (del tasso di cambio di una coppia di valute) compiono una serie di massimi e minimi decrescenti. Un esempio di trend ribassista può essere dato con questa serie di numeri (da leggere in ordine, come se il prezzo oscillasse da un valore al seguente): 20, 18, 19, 16, 18, 15, 16, 13. Come vedete i massimi (20, 19, 18, 16) continuano a diminuire; così come diminuiscono i minimi (18, 16, 15, 13).

Su un grafico finanziario di una coppia di valute, un trend ribassista appare così:

Il trend che vedete nell’immagine qui sopra è chiaramente ribassista: i minimi ed i massimi continuano a diminuire nel corso del tempo. Anche in questo caso, la linea viola che vedete sul grafico è una trend line.

A differenza del trend rialzista, in un trend ribassista la trend line deve essere disegnata al di sopra del movimento del prezzo, utilizzando almeno due massimi del trend in corso. Anche in questo caso, la trend line può aiutare i trader ad aprire le proprie posizione e guadagnare profitti. Infatti, ogni volta che il prezzo toccava la trend line, tornava subito verso il basso (come se “rimbalzasse” contro la trend line).

I trader potevano quindi decidere di vendere la coppia di valute una volta che il suo prezzo toccava la trend line, consci che il prezzo sarebbe tornato a scendere (e che quindi avrebbero concluso l’operazione ricomprando la coppia di valute ad un prezzo inferiore di quello a cui l’avevano venduta prima).

Il trend laterale

Il terzo, ed ultimo tipo, di trend è quello laterale. Al contrario del trend rialzista ed il trend ribassista, nel trend laterale i massimi e minimi non sono né crescenti, né decrescenti. In questo caso, infatti, i massimi e minimi tendono a rimanere gli stessi nel corso del tempo. Possiamo rappresentare un trend laterale con questa serie di numeri: 15, 12, 15, 12, 15, 12. Come vedete, massimi e minimi rimangono sugli stessi valori.

Su un grafico finanziario di una coppia di valute, un trend laterale appare così:

Come si può chiaramente vedere, il movimento del prezzo oscilla tra i valori di minimo e massimo (che però non cambiano e rimangono sugli stessi livelli). Nel grafico qui sopra, i puntini verdi rappresentano i massimi; i puntini rossi invece i minimi.

Nel caso esposto qui sopra, il trend laterale è ben definito: spesso può accadere che vi sia una leggera variazione tra un massimo ed un altro massimo (o tra un minimo ed un altro minimo). Ma se il prezzo tende a muoversi su e giù vicino agli stessi valori di massimo e minimo, ci troviamo in presenza di un trend laterale.

In questo caso le trend line vengono disegnate sia sopra il movimento del prezzo (utilizzando minimo due massimi), sia al di sotto del movimento del prezzo (utilizzando almeno due minimi). Formano quindi una sorta di “gabbia” che contiene il movimento del prezzo.

Gabbia che è destinata ad essere rotta prima o poi: nel nostro esempio, il “break-out” (cioè quando il prezzo fuoriesce dal trend laterale) avviene con un forte rialzo. I trader possono quindi guadagnare andando ad investire quando il movimento del prezzo fuoriesce dal trend laterale.

Ma non solo: i trader possono anche guadagnare durante il trend laterale, quando il prezzo oscilla tra un massimo ed un minimo. Nel nostro esempio, un trader poteva guadagnare comprando quando il prezzo toccava un minimo sulla trend line inferiore, oppure vendendo quando il prezzo toccava un massimo sulla trend line superiore.

Trend primario, secondario e terziario

Per concludere questo paragrafo dobbiamo soffermarci un attimo sulla durata del trend: si tratta di un’altra caratteristica molto importante. Come abbiamo appena visto, i trend possono suddividersi in rialzista, ribassista e laterale (a seconda di come si muove il prezzo).

Ma a seconda della durata del trend, può essere introdotta un’altra classificazione.

  • Trend primario: si tratta di un trend (di qualsiasi tipo) che rappresenta il movimento generale del prezzo di un tasso di cambio sul lungo termine. Se il cambio EUR/USD si trova in un trend rialzista da ormai 8 mesi (per esempio), allora tale trend rialzista viene considerato il trend primario (o il trend a lungo termine).
  • Trend secondario: all’interno del trend primario, possono essere trovati i trend secondari. Se il trend primario è un trend rialzista, allora i trend secondari che possiamo trovare al suo interno sono ribassisti o laterali. Questi trend secondari hanno una durata di alcune settimane, raramente vanno oltre un mese di tempo.
  • Trend terziario: all’interno del trend secondario, possiamo trovare i trend terziari. Si tratta dei trend con minima durata: questi trend durano a malapena un giorno interno, e possono anche durare solo alcune ore (spesso vengono chiamati intra-day trend).

Per chiarire questo concetto con un esempio:

Nell’ultimo anno di trading, il trend primario nell’EUR/USD è stato un trend rialzista. Però, nell’ultimo mese il prezzo è continuato a calare: quindi siamo in presenza di un trend secondario (all’interno del primario). Ciò non toglie che sul lungo termine, il prezzo dell’EUR/USD continuerà ad aumentare; ma in questo mese appena passato, vi è stata una momentanea inversione di trend (e quindi un ribasso).

Nelle ultime ventiquattro ore invece, il trend terziario è stato anch’esso rialzista. Quindi, se volevamo investire nel breve termine, dovevamo seguire il trend terziario (rialzista in questo esempio) e andare a comprare l’EUR/USD.

Come avete ben capito, spetta ai trader decidere quale dei tre tipi di trend seguire (primario, secondario, terziario) a seconda del proprio tipo di operatività (breve termine, medio termine, lungo termine).

Come utilizzare la leva finanziaria

Se vi siete interessati al mondo del trading Forex, avrete sicuramente sentito parlare della “leva” o “leva finanziaria” che i broker Forex mettono a disposizione dei propri clienti. Ma cosa si intende per “leva”?

La leva è un concetto molto importante del trading Forex, ed è fondamentale che sappiate di che cosa si tratti. Se non sapete che cosa sia una leva finanziaria, sicuramente sapete che cos’è una normale leva. Tramite una leva possiamo sollevare pesi anche di gran lunga superiori a noi e alle nostre forze.

Bene, il concetto di leva in ambito Forex funziona allo stesso modo. Tramite la leva, un trader può investire un capitale molto più grande di quello che realmente possiede. La leva viene espressa in questo modo: 1:10, 1:20, 1:50, 1:100, 1:200 e così via. Ciò significa che, se utilizziamo una leva 1:100, per ogni euro che investiamo, in realtà ne stiamo muovendo ben 100. Quindi se un trader professionista apre una posizione con €100 e utilizza una leva pari a 1:100, in realtà sta investendo ben €10.000! Ciò è possibile perché sono i broker Forex che prestano tale somma al trader (a seconda della leva che si utilizza, cambia la somma ovviamente). Per esempio, con il broker eToro, la leva finanziaria massima è pari a 1:400 se sei un trader professionista.

La leva nel Forex è però un’arma a doppio taglio: può sia amplificare i vostri profitti, sia le vostre perdite. Dopotutto, il guadagno viene calcolato sul capitale mosso tramite la leva e non su quello realmente investito da voi (seguendo l’esempio precedente, si tratta dei €10.000 investiti tramite la leva 1:100). Bastano anche piccole oscillazioni nel prezzo di una coppia di valute per farvi guadagnare cifre importanti (così come farvele perdere).

Più alta è la leva che utilizzerete, maggiore sarà il rischio che correrete. Se infatti utilizzate una leva 1:100, il prezzo della coppia di valute su cui avete investito dovrà muoversi di ben 100 pips nel movimento opposto per farvi perdere il capitale investito (ciò significa che se investite al rialzo, il prezzo deve calare di 100 pips; se investite al ribasso, il prezzo deve aumentare di 100 pips). Se invece utilizzate una leva ancora più alta, come la leva 1:400, il prezzo in questo caso dovrà muoversi di soli 25 pips nel movimento opposto.

Per i trader alle prime armi, è consigliabile fermarsi ad utilizzare massimo una leva di 1:100, perché il rischio di subire perdite rimane alto (specialmente quando non si ha mai fatto trading Forex prima d’ora e si deve ancora fare molta pratica).

Il rapporto tra lotto, minimo investimento e leva utilizzabile

Normalmente, il lotto minimo che potete comprare/vendere di coppie di valute è pari a €10.000. Come abbiamo appena visto, non è necessario investire realmente tale cifra: basta utilizzare la leva offerta dal broker per riuscire a raggiungere questo importo minimo.

  • Se utilizzate una leva di 1:400, dovete investire minimo €25 per poter raggiungere la cifra minima di €10,000 con cui aprire una posizione (che sia long o short, ovvero comprare o vendere)
  • Se utilizzate una leva di 1:200, dovete investire minimo €50 per poter raggiungere la cifra minima di €10.000
  • Se utilizzate una leva di 1:100, dovete investire minimo €100 per poter raggiungere la cifra minima di €10.000

All’inizio, investire cifre del genere può creare un po’ di ansia ai trader meno esperti: bisogna però specificare che le perdite possono essere limitate tramite l’utilizzo dello stop loss.

Come molti altri broker Forex, anche eToro piazza in automatico uno Stop Loss (e anche un take profit) per ogni operazione aperta dal trader (sia che sia long, sia che sia short). Lo stop loss è importantissimo nel trading Forex: ogni operazione che aprite, deve sempre avere uno stop loss incluso. Nei paragrafi successivi spiegheremo nel dettaglio il concetto di stop loss.

Per adesso, ricordatevi come funziona la leva nel Forex: si tratta di uno strumento fondamentale per investire nel Forex ed aumentare i propri profitti; ma al tempo stesso, se utilizzata senza criterio, rischia solamente di esporvi a perdite importanti.

Un esempio di trading Forex

Siete pronti? È tempo di investire nel Forex!

Andiamo a vedere insieme quali sono i passi da compiere se si vuole investire nel mercato Forex. Ecco qui una lista di azioni da compiere, rigorosamente in ordine:

  • Identificare la coppia di valute da comprare o vendere
  • Decidere l’importo iniziale da investire in questa operazione
  • Sceglie una leva appropriata
  • Selezionare sia lo Stop Loss che il Take Profit (nel prossimo paragrafo spiegheremo nel dettaglio il loro funzionamento)
  • Aprire la posizione

Iniziamo quindi con il nostro esempio. Diciamo che, dopo aver controllato a lungo i grafici di varie coppie di valute, avete notato che nell’EUR/USD è in corso un trend rialzista che è appena iniziato.

Decidete quindi di aprire una posizione long sull’EUR/USD (ovvero una posizione al rialzo). Utilizzate €100 (anche se sotto al minimo permesso, ma ci serve come esempio), con una leva pari a 1:100, per comprare l’EUR/USD al tasso di scambio pari a 1.1167. I dettagli della vostra operazione sono i seguenti:

Investimento
Leva Utilizzata 1:100
Capitale Mosso €10.000
EUR/USD 1.1167

A questo punto, possono accadere solo due scenari:

  • Il prezzo del cambio EUR/USD sale, e a fine giornata raggiunge quota 1.1283: in questo esempio, la nostra previsione era corretta (il rialzo c’è stato) e andiamo quindi a guadagnare un profitto. Chiudiamo la nostra posizione, vendendo la coppia EUR/USD comprata in precedenza e guadagniamo la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Per calcolare il nostro profitto, dobbiamo prendere in considerazione il numero di pips del movimento: 1.1283 – 1.1167 = 0.0116, quindi 116 pips. Poi moltiplichiamo tale valore per il capitale mosso: 0.0116 x 10.000 = 116. Una volta chiusa la nostra posizione, riavremo indietro i nostri €100 investiti più il profitto di €116, per un totale di €216.
  • Il prezzo del cambio EUR/USD cala, e a fine giornata raggiunge quota 1.1128: in questo esempio, la nostra previsione era sbagliata (c’è stato un ribasso anziché un rialzo) e andiamo quindi a subire una perdita. Come prima, dobbiamo calcolare il numero di pips del movimento: 1.1167 – 1.1128 = 0.0039 pips. Moltiplichiamo tale valore per il capitale mosso: 0.0039 x 10.000 = 39. Quindi, una volta chiusa la nostra posizione avremo indietro non €100, ma: €100 – €39 = €61.

Una volta capito come funziona il mercato del forex e quali sono i passi da compiere per aprire una posizione, è bene incominciare a parlare dell’importantissimo stop loss (e altrettanto importante take profit).

Stop Loss & Take Profit

In questo paragrafo, andremo a spiegare nel dettaglio cosa sono gli stop loss e i take profit. Se avete letto fin qua, avete sicuramente notato che più volte menzioniamo l’importanza di questi due termini. E a buon ragione.

Lo Stop Loss (abbreviato in SL) e il Take Profit (abbreviato in TP), sono due livelli di prezzo che possono essere impostati per ogni vostra operazione (che sia long o short) nel mercato del Forex. Sia lo stop loss che il take profit, sono strumenti utilissimi per riuscire a controllare il rischio nel trading forex e riuscire a limitare le perdite.

Iniziamo proprio con lo spiegare che cosa sia uno stop loss. Chi mastica un po’ l’inglese, probabilmente, ha già capito a cosa serve: lo stop loss viene utilizzato dai trader per far chiudere in automatico la propria posizione, in caso che si trovi in perdita. Il trader può scegliere il livello di prezzo a cui impostarlo: se tale livello viene raggiunto durante le varie oscillazioni del prezzo della coppia di valute che avete comprato (o venduto), allora la vostra posizione verrà chiusa in automatico dal broker.

Ciò significa che non dovrete chiudere manualmente l’operazione: appena il livello viene toccato, ci penserà il broker stesso a farlo per voi. Lo stop loss viene piazzato nella direzione opposta a quella in cui si investe:

  • Se apro una posizione long (rialzista), allora lo Stop Loss lo posizionerò al di sotto dell’attuale valore della coppia di valute.
  • Se apro una posizione short (ribassista), allora lo Stop Loss lo posizionerò al di sopra dell’attuale valore della coppia di valute

Chiarifichiamo ulteriormente il tutto con un banale esempio. Se il cambio EUR/USD viene scambiato al valore di 1.1167, e apriamo una posizione rialzista, il nostro stop loss possiamo (per esempio) posizionarlo al valore di 1.1127. Perciò, se tutto va come abbiamo previsto, il prezzo non toccherà mai lo stop loss, anzi, aumenterà.

Se invece la nostra previsione era sbagliata, ed il prezzo incomincia a scendere, appena verrà raggiunto il livello di 1.1127, la nostra posizione verrà chiusa. Certo, subiremo una perdita: ma controlleremo e limiteremo tale perdita. Se non avessimo avuto lo Stop Loss, la nostra posizione sarebbe rimasta aperta: ciò significa che se il prezzo continua a scendere, la nostra perdita continua a diventare sempre più grande.

Ecco spiegata l’importanza dello Stop Loss: ci permette di sapere in anticipo quanto possiamo perdere (al massimo) dalla nostra operazione. Ovviamente, nessuno vi vieta di chiudere la posizione prima che tocchi lo stop loss: se vedete di essere in perdita, e che quindi la vostra previsione era sbagliata, potete tranquillamente chiudere in anticipo e subire una perdita ancora minore rispetto a quella che avreste ottenuto al livello dello stop loss.

Se lo stop loss vi protegge dalle perdite, il take profit invece vi assicura i guadagni. Il take profit è un livello impostato sempre dal trader, che se raggiunto, fa chiudere in automatico la posizione (stavolta in profitto). Infatti, il take profit equivale al potenziale guadagno che volete ottenere dalla vostra operazione.

Fissato il take profit, se viene raggiunto, ci penserà il broker a chiudere la vostra operazione in guadagno. Qualcuno qui potrebbe dire: ma perché devo limitare i miei profitti? Rispondiamo con un esempio.

Abbiamo sempre il nostro solito EUR/USD, a valore attuale pari a 1.1167. Come prima, apriamo una posizione long, perché riteniamo che vi sarà un rialzo in giornata. Decidiamo di impostare lo stop loss, ma non il take profit. Tutto va secondo i piani: passano alcune ore, e il cambio EUR/USD raggiunge quota 1.1215. Se chiudessimo adesso l’operazione, ci porteremo a casa un guadagno (se avessimo investito €100 con leva 1:100, si parlerebbe di €148). Ma decidiamo di non chiudere, perché vogliamo puntare a guadagnare ancora di più.

Il prezzo continua a salire, anche se a fatica: raggiunge quota 1.1232, se chiudessimo adesso avremmo un profitto pari a €165. Ma perché fermarsi proprio ora? Lasciamo aperta la posizione, e le cose incominciano a girare contro di noi: il prezzo incomincia a scendere, e tocca quota 1.1203; se chiudiamo adesso otterremmo un profitto di €136. Che fare? Chiudere o aspettare di tornare almeno intorno ai cinquanta euro di profitto che inizialmente avevamo rifiutato?

Dubbi. Domande. Come potete vedere, il non aver impostato un livello di take profit ci ha confuso le idee. Tutto perché sono entrate in gioco le nostre emozioni, come l’avidità. Il profitto iniziale di +€48 euro non era niente male. Per non parlare del successivo, ancora migliore. E invece ora ci ritroviamo con solo +€36 di profitto. Spesso la situazione diventa ancora più drastica, e alcuni trader, passano dall’avere un guadagno, al subire una perdita.

Non è solo importante fissare un livello di stop loss: dovete anche pensare ad un livello di take profit. Inoltre, entrambi i livelli sono molto utili in caso che non possiate passare tutto il tempo davanti ad un grafico: se fissate tali livelli, ci penserà il broker a chiudere la vostra posizione, evitando di farvi ritrovare delle brutte sorprese quando magari tornate a casa e accedete di nuovo al vostro account di trading.

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La volatilità nel Forex

Il mercato del Forex è famoso per essere l’unico mercato finanziario ad essere aperto 24h/24h, permettendo ai trader di operare in qualsiasi momento. Dopotutto, maggiore è il tempo, maggiori sono le opportunità di investire e guadagnare. Ma la domanda che molti trader che iniziano a fare Forex si chiedono è: quale è il miglior orario per fare trading Forex?

Il mercato del Forex è aperto 24h/24h ogni giorno, eccetto per il weekend: ciò è reso possibile dal fatto che il mercato del Forex è composto da differenti sessioni di negoziazione sparse per tutto il mondo. Perciò, a causa del fuso orario, quando una sessione chiude, un’altra apre i battenti, garantendo la continuità degli scambi.

Durante certi orari, come potete vedere dalla tabellina qui sotto, sono aperte anche più sessioni di mercato contemporaneamente: durante questi momenti la volatilità media nelle coppie di valute tende ad essere più alta, perché vi sono più trader che operano attivamente comprando e vendendo.

Considerati tali orari, il miglior momento per operare nel forex corrisponde all’arco di tempo tra le 9.00 e le 17.00, quando sono aperte le principali borse europee insieme alla borsa americana.

È bene ricordare che a seconda delle borse aperte, può cambiare la volatilità nelle coppie di valute. Per esempio, coppie di valute come EUR/USD, EUR/GBP o GBP/USD (che riguardano l’euro, il dollaro americano e la sterlina inglese) sono più volatili quando sono aperte le sessioni di borsa europee e quella americana: durante questo orario vi sono più trader che operano con le proprie valute nazionali.

Invece, coppie di valute come EUR/JPY o USD/JPY, che includono lo Yen giapponese, sono più volatili di notte, quando è aperta la sessione di borsa di Tokyo. Perciò dovete fare attenzione alle sessioni di borsa e controllare quando sono aperte o chiuse, perché possono fortemente influenzare la volatilità delle coppie di valute.

Attenzione alle notizie economiche

L’andamento del valore delle coppie di valute può essere influenzato da notizie economiche, così come da dati macro economici o report finanziari. Ogni giorno vengono rilasciati moltissimi dati macro economici che riguardano lo stato di salute delle diverse economie nazionali. In caso di notizie positive, oppure di risultati al di sopra delle aspettative, è lecito aspettarsi una reazione positiva da parte degli investitori (quindi un potenziale rialzo). Viceversa, in caso di notizie negative o dati al di sotto delle aspettative, gli investitori saranno più cauti e più propensi a vendere (quindi un ribasso).

Per chiarire con un esempio: se durante la giornata di martedì vengono rilasciati i dati relativi alla disoccupazione USA, e i dati mostrano un calo nella disoccupazione generale, molto al di sopra delle stime effettuate in precedenza, il cambio EUR/USD ne risentirà. Significa che l’economia americana si trova in uno stato di buona salute, quindi il dollaro americano si rafforza: nel cambio EUR/USD può prendere forma un trend ribassista.

In caso di notizie positive riguardanti l’economia europea, sarà l’Euro a rafforzarsi e quindi avremo un rialzo nel cambio EUR/USD. È bene precisare che questi movimenti, dettati da notizie finanziarie e dati macro economici, sono spesso movimenti di breve termine (possiamo considerarli come trend terziari). A volte durano a malapena un paio di ore; a volte riescono a durare anche un paio di giorni.

Bisogna anche tenere sotto controllo le conferenze stampa e riunioni delle banche centrali nazionali: le più importanti sono la BCE (Banca Centrale Europea) per l’euro; la FED (Federal Reserve) per il dollaro americano. Infatti, le decisioni in ambito di politica monetaria hanno una forte influenza sui vari cambi valutari.

Per i motivi sopra spiegati, è di fondamentale importanza tenere d’occhio un calendario economico: si tratta di un calendario che elenca tutti i market mover (ovvero dati macro economici e notizie finanziarie) che possono influenzare le coppie di valute. Nel calendario economico viene riportato non solo il tipo di dato rilasciato, ma anche l’ora e data a cui verranno resi pubblici, così come le aspettative da parte degli analisti.

Fare trading Forex sfruttando i dati macro economici è un’ottima strategia: molti trader riescono a guadagnare anche cifre importanti grazie alle forti fluttuazioni che avvengono a causa dei dati macro economici Ma come ogni cosa, vi è anche un rovescio della medaglia: i dati macro economici possono scombussolare le vostre operazioni.

Magari avete individuato un trend rialzista, confermato anche dall’analisi tecnica che avete applicato al grafico. Aprite una posizione long, ma lo stesso giorno vengono rilasciati dei dati che non rispettano le aspettative e risultano essere molto negativi. Risultato? Inizia un forte trend ribassista, che anche se di breve durata, porta il prezzo a raggiungere il vostro stop loss, facendovi chiudere la posizione in perdita.

Insomma, come avete ben capito, prima di aprire una posizione nel mercato del Forex è bene controllare un calendario economico. Solo così si può evitare di incappare in brutte sorprese; oltre ad avere la possibilità di trovare nuove opportunità di investimento.

Money Management

Il segreto per diventare trader di successo? Lo trovate in questo paragrafo.

Stiamo parlando del “Money Management”, ovvero della gestione del capitale con cui si vuole fare trading Forex. Avere un buon piano di money management fa la differenza tra guadagnare e perdere soldi nel lungo termine. Solamente tramite un piano di money management potete gestire correttamente i vostri investimenti.

Ogni piano di money management è diverso: molto dipende dal trader, cioè da quanti soldi ha a disposizione, da quanto tempo può dedicare al trading, e dalla sua strategia di trading Forex. Ci sono però dei consigli che valgono per tutti i piani di money management, che abbiamo voluto riportare qui di seguito:

  • Fare pratica con un account demo: step obbligatorio per tutti i trader che hanno appena iniziato a fare trading Forex. Broker come eToro offrono un account demo gratuito per un tempo illimitato: ciò significa che vi basta registrarvi al sito per avere accesso ad un account demo, senza nemmeno dover depositare un singolo euro. Gli account demo sono utili anche per testare le proprie strategie di trading senza rischiare il proprio capitale: infatti, gli account demo utilizzano soldi virtuali.
  • Puntare a guadagnare sul lungo termine: è inutile tentare di fare un grosso guadagno, perché ciò significherebbe esporvi ad un rischio maggiore del solito. Ricordate che più volete guadagnare, più dovete investire. E cosa succede se poi perdete l’operazione? E’ molto meglio puntare a piccoli guadagni, ma costanti: in tal modo nel lungo termine si raggiungeranno cifre considerevoli.
  • Utilizzare sempre stop loss e take profit: come vi abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti, l’utilizzo degli stop loss e take profit è fondamentale. Dovreste utilizzarli in tutte le vostre operazioni nel forex.
  • Non pensare di essere infallibili: detto in altre parole, accettate le perdite. Nessun trader è infallibile: tutti sbagliano. Perdere fa parte “del gioco”: l’importante è riuscire a guadagnare più di quello che si perde, quindi chiudere più operazioni in profitto che in perdita.
  • Investite con cautela: l’importo raccomandato da investire nelle singole operazioni (che siano long o short) è pari al 2% del totale del vostro capitale. Ciò significa che se avete €10.000 a disposizione, dovreste investire massimo €200 in ogni operazione (ricordatevi che potete utilizzare la leva per aumentare tale importo). Vi sono anche trader che si spingono fino al 5% per ogni operazione: cifre superiori a questa, vi espongono sicuramente ad un livello troppo alto di rischio. Infatti, un conto è perdere un’operazione che rappresenta solo il 2% del vostro capitale; un altro conto è perdere un’operazione che rappresenta il 20% del vostro capitale.

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